Monthly Archives: gennaio 2017

La tragedia dell’hotel Rigopiano: coordinare le ricerche, come? Ascolta la puntata

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Torniamo sulle montagne, tra la neve che ha travolto l’hotel Rigopiano dove i morti accertati al momento sono 4. Come funziona la macchina delle emergenze, la catena di responsabilità, il rapporto e la collaborazione tra protezione civile, vigili del fuoco e soccorso alpino. Molte le domande, anche sbagliate, intorno a quanto accaduto in una delle zone più nevose del mondo.

Gli ospiti del 20 gennaio 2017

Mario Moiraghi, autore di “Protezione civile. Gestione della normalità e dell’emergenza” (Maggioli editore 2008)

Luca Mercalli, meteorologo, divulgatore scientifico e climatologo italiano, è Presidente della società meteorologica italiana

Francesco Peduto, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, interviene oggi su Repubblica

Agostino Miozzo, già direttore generale della Protezione Civile, ora volontario per Emergency

Davide Perazzoli, volontario della protezione civile, studente al corso magistrale in Governance dell’emergenza nel dipartimento di Scienze Giuridiche all’Università di Verona

Stefano Sepe, storico della pubblica amministrazione, insegna Comunicazione pubblica alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione

Ascolta la puntata

Si scava sotto l’incubo valanghe

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Tregua nelle nevicate ma le temperature salite al di sopra degli 0 gradi hanno provocato un appesantimento della neve rendendo più difficoltose le operazioni. Resta fermo a tre il numero dei corpi estratti. Oltre 25 i dispersi, forse 34 secondo la Regione. Penne, attesa dei parenti. La neve sfonda il tetto di un ipermarket.

Si è scavato tutta la notte, alla luce delle cellule fotoelettriche, ma finora nessun segno di vita da quello che fino a due giorni fa era un resort di lusso, un’oasi di pace ai piedi del Gran Sasso. Ieri si è scavato nell’ammasso di neve e detriti che era l’hotel Rigopiano di Farindola, per trovare eventuali superstiti in una corsa contro il tempo. C’è stata una tregua nelle nevicate ma le temperature salite al di sopra degli 0 gradi centigradi hanno provocato un appesantimento della neve rendendo più difficoltose le operazioni. Al momento solo tre corpi sono stati estratti. E resta incerto, ovvero non ufficializzato, il numero di dispersi tra dipendenti e clienti, numero che però sarebbe purtroppo tra i 25 e i 30, forse 34 secondo il sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca.

Leggi l’articolo di GIOVANNI GAGLIARDI su Repubblica

Aggiornamenti NO STOP sulla situazione all’Hotel Rigopiano

ORE 9.40 SLAVINA HOTEL, PREFETTO PESCARA: “Tra gli ospiti anche bambini”. Sarebbe stata, intanto, estratta dalla struttura la prima vittima

ORE 9.18 SLAVINA HOTEL, SOCCORRITORI: “Nessuno risponde, scenario apocalittico: tragico miscuglio tra sisma e valanga”

ORE 9.15 OFFIDA, AGGIORNAMENTI DAL SINDACO LUCCIARINI: “Stiamo cercando di reperire gruppi elettrogeni da acquistare per poterli mettere a disposizione gratuitamente delle famiglie senza energia elettrica. Il reperimento non è facile data la straordinaria richiesta proveniente sopratutto dai territori abruzzesi ma stiamo continuando a contattare più fornitori possibili. Crediamo che sia necessario fare tale investimento per fronteggiare ad una situazione di emergenza di tale portata. Nel frattempo si continua a lavorare per il ripristino delle linee di media e di bassa tensione. Speriamo che entro la giornata di oggi tutte le famiglie potranno essere di nuovo servite da energia elettrica o con la distribuzione ordinaria oppure con i gruppi elettrogeni che riusciremo a reperire. Per esigenze di prima necessità (consegna medicinali, generi alimentari) contattare i seguenti numeri: 0736.888708 – 334.1645665″

ORE 9.05 FABRIZIO CURCIO: “Prefettura afferma che in Hotel ci sono circa 30 persone”

ORE 9 FABRIZIO CURCIO SU SISMA, NEVE E POLEMICHE: “Forze tutte in campo, chiedo di lavorare nel rispetto, eventi eccezionali. Abbiamo affrontato varie emergenze in contemporanea. Chi tocca il sistema, tocca il paese. No polemiche”

ORE 8.55  VIABILITA’. Ancora difficile la viabilità nelle aree interne per neve e ghiaccio. La Salaria è ancora chiusa al traffico fra Acquasanta Terme e Arquata del Tronto. Interrotto anche un tratto della Ss 77 Val di Chienti, fra Muccia e Foligno

Fonte PicenoOggi.it

Come funziona la Protezione Civile

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Soltanto 72 ore per intervenire, con un preciso schema d’azione e coordinazione perfetta: così lavora la Protezione Civile italiana.

L’ORA X: IL TERREMOTO. L’arrivo dei soccorsi si può dividere in 4 fasi.

  1. Il cronometro scatta immediatamente: «L’Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia (INGV) in pochi minuti è in grado di registrare, verificare l’epicentro del sisma e di comunicarlo alla Protezione Civile» ci spiega Elvezio Galanti, direttore del Servizio sismico della Protezione Civile dal 2002 al 2007.
  2. Se le linee telefoniche della zona colpita non funzionano, può partire un elicottero in perlustrazione. Anche se oggi, «con l’uso diffuso quasi puntuale della rete, in pratica ogni cittadino che vive un evento sismico, è ormai una centralina di ricezione e invio dati (immagini, commenti, ecc) in tempo reale – continua Galanti -. Così, da alcuni anni, nelle prime ore di un evento calamitoso, la comunicazione è completamente cambiata e di conseguenza è cambiata la risposta operativa».
  3. Allertati dalla centrale operativa, e provenienti dalle caserme più vicine, entro 20 minuti dall’allarme arrivano sul posto Vigili del fuoco e Carabinieri, seguiti a ruota dai volontari specializzati in calamità naturali e sempre pronti a partire (Croce rossa, Misericordie d’Italia, Anpas, Associazione nazionale alpini, volontari dell’ufficio comunale di Protezione Civile), avvertiti dalle prefetture.
  4. Dalla sala emergenze della Protezione Civile, a Roma, parte il coordinamento dei soccorsi: si stimano i rischi residui per i soccorritori, i danni economici e il numero di persone in pericolo di vita, si mandano rinforzi di uomini e mezzi, esercito, volontari, nuclei specializzati, unità mediche sempre pronte a partire. E si delinea la strategia, con un preciso ordine di priorità: salvare vite umane, alleviare le sofferenze, salvare l’ambiente, proteggere i beni, mantenere l’erogazione di servizi essenziali.

Tempo sul cronometro: circa 1 ora.

Continua a leggere l’articolo pubblicato su Focus

La catena degli errori

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Non c’è forza umana che possa fermare un terremoto, né gli scienziati hanno ancora scoperto un modo per impedire una nevicata imponente e perniciosa. Ma dire che l’uomo non sia in grado di fare proprio nulla per contrastare gli effetti della furia degli elementi naturali sarebbe assurdo. Per esempio, potrebbe cominciare evitando di dare loro una mano: come invece spesso capita. La tragedia dell’hotel Rigopiano travolto mercoledì da una micidiale slavina è illuminante. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha definito «difficilissime» le condizioni dei soccorsi. Ed è vero al punto che l’azione dei nostri bravissimi soccorritori ha rasentato l’eroismo. Ma le condizioni si sono rivelate così complicate soprattutto per le strade rese non percorribili dalla neve. Strade che però erano ingombre anche a causa della carenza di spazzaneve.

C’è chi in simili circostanze puntualmente tira in ballo i tagli di fondi alle Province,
forse dimenticando come pure prima di quelle sforbiciate la manutenzione stradale non fosse proprio il massimo. Di sicuro se la richiesta di sgombrare la strada arrivata nella giornata di mercoledì dall’albergo fosse stata esaudita, ora non staremmo qui a piangere i morti di Rigopiano. Alle tre del pomeriggio, a quanto pare, tutti erano pronti per andarsene: lo spazzaneve non è mai arrivato. È arrivata invece la slavina. Ma stando poi alle cronache degli ultimi anni, forse lì non doveva nemmeno esserci un albergo. Dove sorgeva il resort a quattro stelle abbattuto da quella terribile valanga c’era un tempo soltanto un casolare. Una costruzione di campagna in una zona destinata a pascolo che sarebbe stata ampliata abusivamente occupando una porzione di suolo pubblico per realizzare, appunto, la residenza alberghiera di cui stiamo parlando. Questo, almeno, secondo i giudici.

Sergio Rizzo sul Corriere della Sera

“Io, in quell’inferno per primo. Che rabbia non poter fare nulla”

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Avrebbe pianto, se la bufera gliel’avesse permesso. “Ma le lacrime non uscivano, se le era prese tutte il freddo durante il tragitto”. Il maresciallo Lorenzo Gagliardi è stato il primo a raggiungere l’hotel Rigopiano. È arrivato alle 4 di notte, con il suo gruppo di finanzieri alpinisti di Roccaraso. “Otto chilometri con gli sci”. Si è trovato nel mezzo del niente. L’oscurità. Il fischio del vento. Una torcia sulla fronte che proiettava coni di luce sull’abisso. Ha fatto l’unica cosa che un uomo può fare, quando il destino gira così male. Scavare. “Scavavo con la pala, con le mani, con un ramo… la sonda ci aveva fatto capire che lì, sotto tre metri di neve, c’era qualcuno. E io nella mia testa ci parlavo, con quella persona. Arrivo, arrivo, resisti…ti riporto io a casa. Sei troppo forte, non puoi morire così, dai che arriviamo. E invece…”. La frase interrotta del maresciallo Gagliardi la conclude la cronaca: quell’uomo con la giacca a vento è morto assiderato.

Leggi l’articolo di Fabio Tonacci su Repubblica

Tragedie ad alta quota: il reportage che ha segnato la storia del giornalismo

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La tragedia di queste ore dell’Hotel Rigopiano in Abruzzo, fra il problema della catena di responsabilità e le cause scatenanti del dramma concatenate tra di loro, fa ripensare al modo di condurre le inchieste e lanciare le denunce. Un pezzo, esempio innovativo di giornalismo multimediale, che ha fatto la storia del giornalismo è Snow Fall  del New York Times che ha per oggetto  la storia di una valanga che si verificò nello stato di Washington, uccidendo tre sciatori, il 19 febbraio del 2012.Un reportage vincitore di notevoli premi, come l’Online News Association’s Award, l’edizione 2014 degli Online Journalism Awards, nonché il Pulitzer. Diviso in sei sezioni in cui testo, video, immagini, mappe grafici interattivi e animazioni si fondono diventando parte integrante di un unico flusso narrativo.

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