Monthly Archives: gennaio 2017

Post terremoto: dove finiscono le nostre raccolte fondi? Ascolta la puntata

donazioni

Con gli occhi e il cuore sempre sulle zone colpite dal terremoto e dalla neve, vediamo come funziona la ricostruzione, la macchina dei soldi, la trasparenza delle donazioni. Se sapessimo di più forse doneremmo anche di più, dice Giorgio da Mestre. Intanto, prosegue fino a fine mese la campagna di solidarietà della Rai con il commissario straordinario del Governo e la Protezione Civile per la ricostruzione delle scuole colpite dal terremoto: si dona con un sms al 45500.

Gli ospiti del 23 gennaio 2017

Adriano  Coni, direttore della responsabilità Sociale Rai (ex segretariato sociale)

Gabriella Meroni, giornalista di Vita, curatrice di Giving Italy, rapporto annuale di Vita sulle donazioni degli italiani

Paolo Molinari, protezione civile

Lorenzo Perone, tra i soci promotori di OnData, associazione per la trasparenza e la cultura dei dati, è uno dei coordinatori della piattaforma http://ricostruzionetrasparente.it/  

Beatrice Costa,  dirige i programmi di Action Aid Italia

Stefano Zamagni, economista

Ascolta la puntata

Sms solidali alla Rai: a che cosa servono?

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La raccolta tramite Sms solidale (il 45500 vale fino al 14 febbraio) di soldi per i terremotati dell’Italia centrale (come per altre cause umanitarie) vanno tutti a buon fine? Come vengono spesi? Come si possono conoscere i progetti realizzati grazie alla generosità del pubblico?

Risponde Adriano Coni, direttore responsabilità sociale Rai

Ricostruzione Trasparente

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Dal 24 agosto 2016 vari terremoti hanno colpito il Centro Italia causando vittime e danni ad edifici pubblici e privati. Come sta procedendo la ricostruzione? Diventa cittadino monitorante, fallo effettuando una donazione dal 15 dicembre 2016 al 15 febbraio 2017 per sostenere la costruzione di una piattaforma di monitoraggio dei fondi destinati alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal sisma. Leggi la descrizione integrale del progetto sulla pagina della campagna.

Approfondisci su RicostruzioneTrasparente.it

Questa iniziativa è promossa da onData, associazione di promozione sociale per la trasparenza e la diffusione della cultura dei dati.

Il Giving Italy targato Vita: il rapporto annuale sulle donazioni degli italiani

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Per il secondo anno consecutivo il nostro mensile ha fatto il punto sulla generosità degli italiani, incrociando dati statistici e stime. Un serbatoio enorme, pari a oltre 4,5 miliardi di euro l’anno, in cui i cittadini battono le aziende e individuano nuovi beneficiari e nuovi canali di erogazione. E in esclusiva, tutti gli ultimi dati fiscali disponibili ripresi oggi dal Corriere della Sera

Gli italiani continuano a essere generosi con il non profit, nonostante la crisi: lo testimoniano gli oltre 4,5 miliardi e mezzo che hanno versato, nel 2015, alle associazioni senza fine di lucro. È questo il dato principale che emerge dal secondo “Giving Italy”, il rapporto sulle donazioni realizzato da Vita e pubblicato nel numero di dicembre (nella foto, la copertina), a partire dal Censimento Istat targato 2011, e aggiornato tenendo conto della congiuntura economica (inchiesta ripresa oggi dal Corriere della Sera). Dal 2012, “anno nero per le entrate” secondo l’Istituto Italiano della Donazione, dal 2014 al 2015 secondo Doxa il numero di sostenitori di associazioni o cause di solidarietà è calato del 2%, mentre per Gfk Eurisko dal 2011 al 2015 il nostro paese ha perso 2 milioni di generosi (-10%), compensato – come certifica l’Unhcr – dal maggiore impegno dei filantropi con patrimoni di oltre 1 milione di euro, il 50% dei quali i ha aumentato le offerte proprio nel 2015. Un anno dunque in chiaroscuro, caratterizzato da indicatori misti ma anche da una crescita delle donazioni informali (l’universo di offerte in contanti versate in chiesa o direttamente ai beneficiari) che hanno coinvolto il 30% degli italiani con più di 15 anni (Doxa), quota che è salita al 35% nel 2016, mettendo a segno un +16%.

Gabriella meroni su Vita.it

Perché siamo più generosi

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Le donazioni nel 2015 sono salite a 4,5 miliardi di euro e il merito è dei piccoli filantropi che preferiscono finanziare delle cause concrete e verificabili

La Grande Crisi non ha azzerato la spinta alla solidarietà degli italiani. Anzi, nel 2015 in base agli ultimi dati disponibili, le donazioni hanno raggiunto la quota di 4,5 miliardi. Niente di paragonabile alle cifre di paesi con forti tradizioni filantropiche come Stati Uniti e Inghilterra ma davanti alla media pro-capite della Germania. I dati sulle donazioni vengono fuori da Giving Italy, il rapporto sul non profit appena pubblicato dal settimanale Vita che ha incrociato le rilevazioni dell’Istat, dell’Istituto Italiano della Donazione con i monitoraggi della Doxa e di Gfk-Eurisko. «Si parla molto di populismo e indignazione come fenomeni che incarnano lo spirito del tempo — commenta il direttore Riccardo Bonacina —. Personalmente credo che anche la solidarietà rappresenti una tendenza forte, la vedo come un’alternativa al rancore. Una proposta di dignità e di antropologia positiva». Per l’economista Stefano Zamagni è successo qualcosa di ancora più strategico: «La cultura del dono ha saputo tornare centrale nonostante sia sotto attacco da un duplice fronte, quello dei neoliberisti e quello dei neostatalisti».

Leggi Dario Di Vico sul Corriere della Sera

Cosa influenza il benefattore? Le meccaniche psicologiche dell’altruismo

Indubbiamente, il contesto e la presentazione dello stimolo hanno un ruolo fondamentale nell’influenzare il benefattore. Eppure come si può spiegare che persone diverse reagiscano in modi diversi agli stessi stimoli? I ricercatori hanno cominciato ad indagare solo di recente le differenze individuali nell’elaborazione delle informazioni. Ad esempio, Peters, Västijfal, Slovic, Mertz, Mazzocco e Dickert (2006) hanno mostrato che le  abilità di calcolo possono influenzare le prestazioni in un compito di giudizio e decisione. In particolare sembrerebbe che quando gli attori decisionali  che possiedono basse abilità logico-matematiche  affrontano un compito che richiede una stima di probabilità siano più propensi a ricorrere al sistema esperienziale rispetto a coloro che invece possiedono maggiori abilità in quest’ambito. Infatti, Peters et al. (2006) hanno mostrato questi ultimi sono significativamente più attratti dalla possibilità di puntare su una scommessa che consente solo la vincita di 9$ ed in alternativa nulla rispetto ad una che consente di vincere la stessa somma ma anche di perdere 5c. Sembrerebbe dunque che ad alte capacità numeriche corrisponda anche una minore necessità di ricorrere alle informazioni affettive che il confronto con la piccola perdita renderebbe invece maggiormente reperibili. Dickert (2008) ha dimostrato che questi dati possono essere generalizzati anche alle decisioni relative alle donazioni in beneficenza. Per esempio, le persone più abili ad interpretare dati numerici sono anche quelle meno soggette dall’effetto della vittima identificabile. In un esperimento simile a quello di Small et al. (2007), alcuni partecipanti leggevano la storia di Rokia mentre altri quella di un bambino africano anonimo. Queste due condizioni erano a loro volta suddivise in due ulteriori gruppi. Infatti per alcuni la storia di questa bambina Africana era provvista di statistiche, per altri invece si trattava di una semplice narrazione di grande impatto emotivo. Venivano misurate le abilità numeriche di tutti i partecipanti e i sentimenti che provavano riguardo la vittima e la sua situazione. Come ipotizzato da Dickert (2008) i partecipanti con basse abilità logico-matematiche erano anche quelli più sensibili al format di presentazione degli stimoli mentre quelli più abili coi numeri non sembravano particolarmente influenzati dall’identificabilità della vittima. Inoltre, questi ultimi provavano un minore grado di empatia e preoccupazione nei confronti di Rokia ma nonostante ciò erano più propensi a donare rispetto agli altri.

Approfondisci su psicologiadellavoro.it

I 28 milioni donati con gli sms ai terremotati non sono ancora arrivati a destinazione

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Nel giorno in cui la terra è tornata a tremare con forza nelle zone dell’Italia centrale, già fiaccate da uno sciame infinito, si viene a scoprire che i 28 milioni di euro donati dagli italiani per i terremotati di Marche, Lazio e Abruzzo sono ancora fermi nel conto aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto conto al governo di questi soldi raccolti attraverso sms e bonifici bancari durante il question time alla Camera, in un botta e risposta tra la deputata Laura Castelli e il neo-ministro dei Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro.

E così veniamo a sapere che, per una logica che appare puramente burocratica, i soldi ci sono ma non si possono toccare: il «protocollo d’intesa per l’attivazione e la diffusione dei numeri solidali», firmato con le società di telefonia che raccolgono gli sms solidali, e disponibile sul sito della Protezione civile, prevede un percorso preciso che sembra non tener conto del freddo, della neve, delle esigenze del territorio, dei bisogni della popolazione, del terrore delle nuove scosse. Come ricorda Finocchiaro in aula, prima si deve predisporre un’analisi dei danni nelle singole regioni e poi si sottopone a un comitato di garanti, che deve verificare il rispetto delle norme nell’utilizzo dei fondi.

Leggi l’articolo di Ilario Lombardo su La Stampa

#Terremoto in Centro Italia Corriere e TgLa7: «Un aiuto subito»

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Il Corriere della Sera e TgLa7 si sono attivati per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni delle zone devastate dal terremoto in Centro Italia, che ha colpito duramente, tra gli altri, i comuni di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e Pescara del Tronto. Il bilancio delle vittime è pesante e numerosi edifici sono andati distrutti. I fondi serviranno per finanziare iniziative di ricostruzione, come già avvenuto in occasione di altri eventi analoghi che in passato hanno colpito il nostro Paese. Il totale dei fondi raccolti attraverso il conto corrente attivato da Banca Prossima è arrivato a 495.704,68 euro per complessivi 4.613 bonifici.

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