Monthly Archives: gennaio 2017

Viaggio nelle carceri italiane

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Stefano Crescenzi aveva 37 anni, è morto in prigione, le sue condizioni di salute erano gravi ma non è stato scarcerato. A Cagliari intanto rischia di chiudere La Collina, comunità per i detenuti minorenni. Due telefonate stamattina ci portano nelle carceri italiane, dove qualcosa sta cambiando ma molto deve ancora cambiare.

Gli ospiti del 25 gennaio 2017

Dario Vannetiello, avvocato penalista, ha seguito il caso di Stefano Crescenzi

Mauro Palma garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale e fondatore e presidente onorario di Antigone

Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone  e presidente della Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili (Associazione Antigone 06 44363191), con Marco Ruotolo ha curato “Giustizia e carceri secondo Papa Francesco” (Jaca Book)

don Ettore Cannavera già cappellano dei detenuti minori a Cagliari, è responsabile della comunità per ragazzi (tra i 18 e i 25) in espiazione penale La collina di Serdiana in provincia di Cagliari che rischia la chiusura

Alberto Matano, giornalista del Tg1, dal 7 gennaio conduce su Rai3 il sabato alle 21.15 il programma Sono innocente, docu-fiction che racconta storie di innocenti finiti in carcere ingiustamente

“La Collina” di don Cannavera

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Una puntata di Uomini e profeti ha raccontato la comunità “La Collina”, vicino a Cagliari, in Sardegna, un centro di accoglienza per ragazzi (e ragazze) in situazioni di difficoltà, che usciti dal carcere (o scontando pene alternative) o sottratti a contesti degradati attraverso la responsabilità del lavoro e della vita in comune cercano di ricominciare una vita e di dare un senso alla loro storia. Don Ettore Cannavera, fondatore della Comunità e cappellano dell’Istituto penale minorile di Quartucciu, ci ha raccontato questa esperienza che dimostra la validità non solo del recupero individuale ma anche del vantaggio che rappresenta per la società tutta

Clicca qui per riascoltarla

Qui un articolo di denuncia per la chiusura della struttura

“Prigioni d’Italia” – Quando si chiude il gabbio: l’ingresso in carcere

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“Il silenzio, il nulla: è questo che si sente quando si chiude il gabbio”. L’ingresso in carcere raccontato dai detenuti, dagli operatori e dagli agenti della polizia penitenziaria. Dalla registrazione alle visite mediche: così si vive l’impatto con le sbarre. La prima puntata della serie prodotta da Repubblica Tv e Visualdesk in collaborazione con l’Associazione Antigone

Clicca sul sito di Repubblica per vedere il documentario di Andrea Gualtieri

 

 

 

Prigioni d’Italia. Il reportage dalle carceri di Antigone e Repubblica

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Nell’ambito del nostro osservatorio da aprile abbiamo girato diverse carceri italiane con le nostre videocamere. Insieme a noi c’era un giornalista di Repubblica.

Proprio insieme a questo giornale abbiamo realizzato un reportage dalle carceri. Attraverso una serie di puntate monotematiche racconteremo, attraverso le parole di detenuti, operatori e agenti della polizia penitenziaria cosa accade nelle prigioni italiane.

La prima puntata è dedicata all’ingresso in carcere. Dalla registrazione alle visite mediche: così si vive l’impatto con le sbarre.

Visita il sito di Antigone per approfondire

Il fallimento del carcere

La prigione è sempre più presente nelle nostre società. Negli ultimi decenni in Francia, negli Stati Uniti e altrove, il numero di detenuti è nettamente aumentato e con esso la durata delle detenzioni. E i crimini violenti come gli omicidi volontari e gli stupri non sono diminuiti. È il segno che il ruolo sempre più importante che viene dato al carcere per risolvere questioni sociali come la droga o l’immigrazione è un problema politico. Secondo alcuni, addirittura, la crisi dello stato sociale ha prodotto uno stato penale che cerca di eliminare la miseria criminalizzandola.

Leggi Giulio Milani su Farhad Khosrokhavar, Prisons de France (Robert Laffont, 676 pagine) su Internazionale