Fondo per l’Africa, “Basta con la guerra ai migranti sosteniamo le comunità”

L’appello dell’ARCS – Culture Solidali al governo italiano. L’Unione Europea, ha ribadito la volontà di utilizzare un approccio, tutto legato al tema della sicurezza, nella gestione dei flussi migratori. Il rischio che il Fondo serva per finanziare accordi con regimi e governi aggressivi e irrispettosi dei diritti umani: l’esempio dell’accordo UE-Turchia

Le richieste al governo. Dice Filippo Miraglia, presidente di ARCS: “Se si vogliono porre delle condizioni all’aiuto allo sviluppo, lo si faccia introducendo una clausola diritti umani: per chi non li rispetta nessun aiuto. Si prenda atto che l’emigrazione rappresenta da sempre, con le rimesse e con le relazioni che s’innescano, il principale strumento di sviluppo delle comunità locali nei Paesi di provenienza dei flussi migratori. Bisogna scegliere se promuovere quella legale o favorire quella irregolare. Chiediamo, al governo italiano – ha aggiunto Miraglia – che si impegni ad utilizzare questo Fondo per affrontare direttamente le cause che determinano i fenomeni migratori, sostenendo attivamente le comunità locali, incentivando le loro economie, producendo occupazione, difendendo i diritti umani fondamentali. Chiediamo che si valorizzi il ruolo delle Organizzazioni non governative (Ong), da sempre in prima linea nelle politiche di cooperazione internazionale, attraverso il coinvolgimento diretto come soggetti attuatori delle azioni di solidarietà, aiuto umanitario e di sviluppo comunitario che il Fondo metterà in campo. Chiediamo infine – ha concluso il presidente dell’ARCS – che venga ribadito e in ogni caso garantito l’accesso alla procedura d’asilo nel nostro Paese per chiunque ne faccia richiesta, così come prevede la legge e la nostra Costituzione”.

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