Monthly Archives: febbraio 2017

Morire di smog. Ascolta la puntata

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L’Italia rischia una multa di un miliardo per la violazione delle norme europee sulla qualità dell’aria, ma il conto più amaro è quello che riguarda il numero dei morti per inquinamento: 87mila nel 2013, 10 mesi di vita in meno. Polveri sottili e biossido di azoto, la colpa è loro, cioè le nostre automobili e le nostre case. Come si affronta questa battaglia? Basta seguire le norme o serve una messa in discussione di alcuni cardini della nostra vita quotidiana?

Gli ospiti del primo febbraio 2017

Gaetano Settimo, ricercatore reparto Igiene dell’aria dell’ISS (esperto inquinamento indoor e grandi città)
Marzio Cavazzuti, storico dell’auto, autore di Volkswagen. Dalle origini a oggi (editrice Artestampa), è presidente del Club Volkswagen Italia e membro del direttivo del Circolo della Biella di Modena
Marco Marcatili, economista e responsabile sviluppo dell’area immobiliare, territorio e ambiente di Nomisma
Andrea Minutolo, coordinatore ufficio scientifico Legambiente uno dei curatori dei dossier Malaria 2017
Jaime D’Alessandro, giornalista di Repubblica, esperto di tecnologia e Web, la settimana scorsa ha scritto un articolo, “Dall’aria all’elettrosmog. Così ho fatto il check-up alla casa”

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Il “Grande smog” di Londra del 1952 che uccise 4000 persone.

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Il 5 dicembre del 1952, quando una fitta coltre di nebbia calava sulla città di Londra nell’ iniziale indifferenza dei londinesi, abituati a nebbioni e muri di smog che potevano durare anche per settimane. Nei giorni successivi, però, le condizioni peggiorarono rapidamente: la visibilità si ridusse a pochi metri in molte parti della città costringendo le autorità a chiudere scuole, teatri e cinema, e spingendo la cittadinanza a rinchiudersi in casa. E quando la nebbia finalmente si alzò, alle sue spalle lasciava almeno 4mila morti, tra cui molti bambini e anziani, e più di 150mila ricoverati in ospedale.

Per scoprire la natura e l’origine del Grande smog clicca qui

Dall’aria all’elettrosmog. Così ho fatto il check-up alla casa

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Il check-up della casa si richiede in farmacia. Una scatola chiamata N1, che si illumina di verde, arriva in una valigetta antiurto consegnata via corriere. Ha al suo interno tredici sensori e dello stato di salute della nostra casa può dire più o meno tutto. Collegata alla rete elettrica, piazzata al centro della stanza, comincia a parlare: “inizio della misurazione”. Poi tace e analizza. Lo farà per una settimana, prima che un corriere la passi a prendere per portarla a Cascina, Pisa, dove gli ingegneri della Nuvap estrarranno i dati e manderanno un rapporto su quattordici diversi parametri. Costo dell’operazione: 199 euro. Oppure si compra direttamente l’N1 a partire da 600 euro.

Leggi Jaime D’Alessandro su Repubblica

Mal’aria 2017, ridurre lo smog in 10 mosse

Anche il 2017 si è aperto nella morsa dello smog: nei primi 25 giorni di gennaio sono ben 9 le città italiane che hanno registrato oltre 15 giorni di superamento del limite giornaliero previsto per il PM10.  Ecco, in sintesi, il bilancio poco confortante del dossier Mal’aria 2017 e  della campagna annuale di Legambiente  “PM10 ti tengo d’occhio”, che monitora l’andamento giornaliero dei 96 capoluoghi di provincia di cui sono disponibili i dati tenendo in considerazione solo le centraline urbane di fondo e di traffico.

Far uscire le città dalla cappa di smog è una priorità. Legambiente ne è convinta e sfida le amministrazioni disegnando le città di domani, utilizzando le migliori esperienze che già oggi sono una realtà: ecco dunque una metropoli innovativa e sostenibile, sempre più verde dove gli alberi tornano ad essere i protagonisti del centro e delle periferie sposando anche l’architettura per dar vita a palazzi che respirano. E poi reti ciclabili, mezzi pubblici e auto elettriche, ecoquartieri, edifici che tornano a nuova vita grazie a progetti rigenerazione urbana per Centri urbani sempre più smart, partecipativi e inclusivi

Clicca qui per scaricare il dossier

Come rendere la casa più efficiente dal punto di vista energetico?

Trasformare una casa qualsiasi in un esempio di efficienza energetica è spesso troppo costoso, ma cosa succede se si sfruttano tecnologie a basso costo per ottimizzare i consumi? Certo, il risultato non sarà una casa a impatto zero ma si andrà incontro a un sostaziale risparmio energetico. I progetti “fai da te” sono i più economici e perfetti per qualsiasi tipo di abitazione.

In particolare, vi sono alcune tecnologie che consentono di alleggerire la spesa energetica e rimpicciolire la propria impronta ambientale. Eccone alcuni…

-Sensori di movimento
-Termostati
-Manutenzione

Approfondisci leggendo l’intero articolo di Anna De Simone su Ideegreen.it

Molti cittadini europei sono ancora esposti ad i pericoli dell’inquinamento atmosferico

“Nonostante i miglioramenti continui degli ultimi decenni, l’inquinamento atmosferico incide ancora sulla salute degli europei, riducendo la qualità e l’aspettativa di vita”.

Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA

L’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa; riduce la durata di vita delle persone e contribuisce alla diffusione di gravi patologie quali malattie cardiache, problemi respiratori e cancro. Secondo una nuova relazione pubblicata oggi dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), l’inquinamento atmosferico continua ad essere responsabile di oltre 430 000 morti premature in Europa.

Approfondisci su EEA.Europa.eu

Tutto quello che c’è da sapere sulle Polveri Sottili

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Le polveri sottili possono essere paragonate a un killer lento e silenzioso, sono così piccole da poter essere inalate e man mano si accumulano nel sistema respiratorio. Quando si parla di polveri sottili di solito si fa riferimento alle cosiddette PM 10 ma negli ultimi dieci anni gli scienziati hanno messo in evidenza un’altra forma di inquinamento legato alle polveri sottili da un diametro minore, le PM 2,5.

Continua a leggere su Ideegreen.it

I numeri dell’inquinamento atmosferico

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  • 388.000 – le tonnellate di ossidi di zolfo (SOx) emesse ogni anno in Italia (anno 2006)
  • 78% – la quota di ossidi di zolfo (SOx) emessa da fonti industriali e centrali
  • 15% – la quota di ossidi di zolfo (SOx) emessa da trasporti non stradali, in particolar modo marittimi
  • 173.000 – le tonnellate di micro polveri (PM10) emesse ogni anno in Italia
  • 28% – la quota di PM10 prodotta da attività industriali
  • 27% – la quota di PM10 prodotta da trasporto su strada
  • 1.000.000 – le tonnellate di ossidi di azoto (NOx) emesse ogni anno in Italia
  • 44% – la quota di NOx derivante dal traffico stradale
  • 25% – la quota di NOx dovuto all’industria
  • 3.587.719 – le tonnellate do monossido di carbonio (CO) emesse ogni anno in Italia
  • 52% – la quota di CO prodotta dal trasporto su strada
  • 15% – la quota di CO prodotta dal riscaldamento e dalla produzione di calore
  • 9.630 – le tonnellate di benzene emesse ogni anno in Italia
  • 53% – la quota di benzene di cui è responsabile il trasporto su strada
  • 18% – la quota di benzene di cui sono responsabili le altre forme di trasporto
  • Fonte Legambiente
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