Amici terrestri

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Ogni puntata dell’audio documentario Alias – Cronache dal Pianeta Asperger, realizzato da Giovanni Morandini e Jonathan Zenti, è anticipata da un diario di bordo: appunti, scritti e sonori, in cui Giovanni racconta la sua spedizione sulla Terra. La terza e ultima parte del lavoro andrà in onda domani: nell’attesa, Giovanni racconta un’amicizia speciale.

“…in qualche modo sono sopravvissuto al mio primo giorno a Radio3. Me ne torno a casa, cioè nell’appartamento in cui starò per tre mesi di proprietà di una simpatica e ospitale famiglia umana. I rapporti con loro sono in generale buoni salvo per qualche piccola 16736796_1555486237814001_1516358181_nincidente di percorso, gli stessi di quando ero bambino, tipo il fatto che mi dimentico spesso la luce accesa, mollo ogni tanto i vestiti in bagno quando mi faccio la doccia, che una volta uscendo ho lasciato la porta di casa spalancata e via dicendo. Piccole cose insomma, ma che sommate assieme possono creare qualche problema. Ok la storia della porta forse è un po’ meno piccola, ma d’altra parte nelle nostre astronavi le porte si chiudono da sole con dei sensori. Comunque da quando la signora ha piazzato in giro per la casa svariati foglietti con su scritto “Questo spegnilo”, “Questa chiudila”, “Questo non mangiarlo” e via dicendo tutto si è più o meno sistemato.

Mi spaparanzo sul mio letto: è stata una giornata dura, ho bisogno di rilassarmi, e così decido di ascoltare la canzone che ha scritto il mio amico Michele dopo che gli ho confidato le mie origini extraterrestri; per essere un umano è riuscito a cogliere davvero bene i miei sentimenti di alien…ato. Ascolto in cuffia of course:

  • Regola Numero 6: evita i rumori molesti, gli altri esistono anche se in quel momento non li vedi

Vorrei dire qualcosa su Michele perché come terrestre è una persona davvero notevole: siamo stati compagni alle superiori ed è stato uno dei pochi miei coetanei di allora con cui sono riuscito ad instaurare un rapporto di amicizia. In seguito ci siamo persi di vista per qualche anno per poi ritrovarci inaspettatamente alla mia festa di laurea; lui ha accettato di scrivere una canzone per una puntata della mia rubrica radiofonica Jukebox letterario dedicata agli scrittori che amavano alzare il gomito: un adattamento rap de Il Veleno di Baudelaire. Da quel momento abbiamo cominciato a collaborare e abbiamo unito le forze creando un gruppo teatrale gli Arcangiò16730785_1552568434772448_898366972_n: Gio e i suoi arcangeli Michele e Gabriel, un altro musicista che canta e suona le tastiere. Abbiamo portato in scena lo spettacolo I due di picche letterari. Io ho scritto il testo e recito, Michele e Gabriel si occupano della “colonna sonora”. Io e Kele abbiamo un’intesa molto forte pur essendo molto diversi;  lui per me rappresenta tutto quello che io non sono e che spesso vorrei essere: socievole, sempre pieno di compagnie, con un taglio di capelli trendy, membro di un complesso e con un dono innato per la musica e la scrittura di canzoni. Dove altro lo trovi uno capace di tirare fuori un pezzo rap dalla Fiammetta di Boccaccio o dai Dolori del giovane Werther? Ma quando io glielo dico mi risponde che siamo tutti diversi, ognuno con un dono speciale. Lui vorrebbe saper recitare e  scrivere monologhi divertenti come me, ed essere sempre così tranquillo come sono io che durante la preparazione degli spettacoli o sul palco non mi faccio mai prendere dall’ansia. Il mio problema è semmai quello opposto: tendo facilmente a distrarmi anche quando sarebbe meglio concentrarsi sul momento e il luogo presenti, tipo quando stavamo preparando lo spettacolo alla biblioteca comunale di Mestre; mentre gli altri sudavano attorno a cavi, casse e microfoni io me ne stavo beatamente immerso in un libro sulla Guerra di Secessione. Ci ha pensato mia madre a ricordarmi nel consueto modo “deciso” su che pianeta mi trovavo.

Soprattutto, mi ripete spesso Il Kele, se non fosse stato per me e per il mio programma radiofonico, lui non avrebbe  mai scritto nessuna di quelle canzoni, a quanto pare uno dei miei doni è stimolare la creatività nelle persone  che mi circondano…”

Hai cliccato sulle parole in blu?

La Regola Numero 1. Le Regole Numero 2, 3, 4, 5.

Conosci la sindrome di Asperger? Giovanni la spiega qui.

Per ascoltare l’audio documentario, vai sul sito di Tre Soldi.

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