Monthly Archives: febbraio 2017

Taxi vs Uber

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Taxi contro Uber, Uber contro tutti. La protesta dei tassisti torna a bloccare molte città italiane, protestano in nome di una concorrenza secondo loro sleale, contro l’esempio più famoso di sharing economy. Due modi così diversi di intendere il lavoro, il mercato.

Gli ospiti del 17 febbraio 2017

Mauro Ferri, presidente Anitrav (Associazione NCC)
Nicola Di Giacobbe, coordinatore nazionale di Unicataxi della Filt Cgil, membro del Parlamentino dei tassisti composto da i 7 rappresentanti sindacali nazionali della categoria
Gabriele Stevanato, presidente della cooperativa radiotaxi Venezia
Riccardo Staglianò, giornalista di Repubblica e Il Venerdì, ha appena pubblicato il libro Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro (Einaudi, 2016)
Andrea Camanzi, presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti

L’ingorgo che penalizza il cliente

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Vi stupirò ma i tassisti hanno una ragione nel protestare. Una democrazia è liberale quando si dà delle regole su come si possano intessere le relazioni tra i cittadini. In materia di trasporto pubblico e in particolare di taxi, auto condivise, Ncc (noleggio senza conducente), una legislazione è oggi necessaria per garantire più competitività, maggiore innovazione, e quindi servizi migliori per gli utenti e prosperità per gli operatori. I continui rinvii del Parlamento e i silenzi o le urla demagogiche dei governi che si succedono alimentano la confusione e di conseguenza l’instabilità del settore. Ci rimettono i tassisti che hanno investito nelle licenze, i concorrenti che vorrebbero investire in nuovi servizi (Uber, Ncc, car sharing, etc.) e soprattutto gli utenti che oltre al disagio maturano sempre più sfiducia verso il sistema Paese. Qui non si tratta di singolarità tecnologica, il momento nella storia in cui il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprenderlo degli esseri umani.

Pietro Paganini su La Stampa

L’app che sfida i radiotaxi: «Lasciate liberi i consumatori di sceglier

I tassisti sono dei liberi professionisti che pagano le tasse e girano con i mezzi propri. Come sono liberi di pagare il servizio di radiotaxi devono poter sperimentare anche forme alternative di contatto con i clienti, come le app trans-europee che si stanno sviluppando negli ultimi anni. È questo il nucleo del ragionamento di Barbara Covili, general manager di mytaxi Italia, sui motivi che hanno portato l’app di servizio taxi a fare ricorso all’Antitrust per chiedere la fine della clausola di esclusiva applicata dalla maggior parte dei servizi di radiotaxi. Il ricorso è stato accolto e il 18 gennaio è stata avviata un’istruttoria. Nei valutazioni dell’Agcm rispetto ai casi di Roma e Milano ci sono già prese di posizione significative: a Roma condotte dei radiotaxi, che forniscono i servizi di raccolta e smistamento della domanda di taxi al 76% dei tassisti «appaiono in grado di ostacolare e rallentare fortemente lo sviluppo dell’attività del nuovo operatore mytaxi. Inoltre i comportamenti individuati appaiono idonei a limitare la concorrenza tra gli stessi operatori di radiotaxi, riducendo le possibilità di scelta dei tassisti e degli stessi utenti finali». Le società di radiotaxi hanno comunicato la propria disponibilità a collaborare con l’Antitrust e ribadiscono che i contratti vanno rispettati. Una risposta arriverà entro il 31 marzo 2018, limite per la chiusura dell’istruttoria. Abbiamo sentito le ragioni di mytaxi, che per prima cosa tiene a sottolineare un punto: la distanza siderale tra un servizio come Uber, che abbinava alla piattaforma e all’app il ricorso a guidatori senza licenza, e mytaxi, che invece fa ricorso a tassisti con licenza. E, peraltro, non modifica le tariffe fissate dai comuni.

Fabrizio Patti su L’inkiesta.it

La storia nascosta di quando, 3 anni fa, il Ceo di Uber si è giocato tutto

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La calda estate del 2013 di Uber

Stone fotografa la situazione di Uber nell’estate del 2013. La startup ha già raccolto 3 round di investimento (11 milioni di Benchmark Capital e altri due round, 32 milioni in tutto da Menlo Ventures, Jeff Bezos e Goldman Sachs). Sono tanti soldi che, tuttavia, non sono sufficienti per il piano ambiziosissimo di Kalanick: espandere Uber a livello mondiale e invadere il mercato asiatico. Proprio per questo scopo, si muove alla ricerca di un quarto round. Ma questa volta ha bisogno di un player davvero grosso a cui affidarsi. La sua attenzione finisce su Google. Il Ceo conosce David Krane, uno dei partner di Google Ventures. Krane è il ponte giusto per arrivare a Larry Page, il cofounder di Google. Kalanick ricorda il giorno del loro incontro. Dall’albergo a GooglePlex, il quartier generale dell’azienda, ci arriva con una Google Car, la macchina a guida automatica prodotta a Mountain View. È allora che in lui si accende un’altra lampadina: ricreare una flotta di auto simili per eliminare Uber dal “costo” degli autisti. Google sembra il partner giusto anche per portare avanti questo progetto

Continua a leggere Giancarlo Donadio su Sturtupitalia.eu

ALIAS: ASCOLTA L’AUDIO DOCUMENTARIO

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Vuoi ascoltare o riascoltare le tre tappe del viaggio di Giovanni sulla Terra?

Per ascoltare ciascuna puntata, basta cliccare sulle immagini.

Alias, cronache dal Pianeta Asperger è stato realizzato da Giovanni Morandini e Jonathan Zenti. Le musiche sono tratte dall’album S.P.A.CE. dei Calibro 35. Tutte le informazioni sul sito 3soldi.rai.it

Tornare alla base?

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Ogni puntata dell’audio documentario Alias – Cronache dal Pianeta Asperger, realizzato da Giovanni Morandini e Jonathan Zenti, è anticipata da un diario di bordo: appunti, scritti e sonori, in cui Giovanni racconta la sua spedizione sulla Terra.

“…ma scherzi (e bancomat e carte d’identità) a parte si può dire, una volta tornato alla base che questa spedizione nel mondo esterno abbia avuto un esito positivo? Che mi abbia fatto trovare risorse utili per me e la mia specie?
16780563_1555485754480716_179791365_nSenz’altro: mi ha fatto scoprire e sperimentare di persona un ambiente lavorativo il cui ossigeno è adatto ai miei polmoni e in cui mi sono pure trovato a mio agio, e questo mi fa sperare che non dovrò sempre vivere accudito amorevolmente dai miei genitori umani, che un giorno potrei anche vivere per conto mio e guadagnarmi da me questo famoso denaro, come fanno quasi tutti i terrestri. Ma la cosa più importante è stata senza dubbio la realizzazione di questo audio documentario, un documentario scientifico che illustra come quelli della mia specie si relazionano con il mondo circostante, e che fornisce una serie di regole di sopravvivenza. Certo, è ancora presto per fare i salti di gioia, perché si tratta solo di una promessa e come ricorderete quando si tratta coi terrestri vale sempre la Regola Numero 5: Non fidarti di nessuno.

A parte queste cose veniali la mia speranza è soprattutto che il mio audiodoc/manuale di sopravvivenza possa servire a migliorare le condizioni dei miei simili sparsi in giro per il pianeta; così quando saremo abbastanza forti potremo impadronircene!

Eh Eh! Scherzavo! Anche perché in un certo senso ce ne siamo già in parte impadroniti. Pare che molte delle persone più ricche, potenti e di successo del mondo provengano dal Pianeta Asperger e si siano piazzate nientepopodimeno che…nella Silicon Valley, l’ombelico del mondo, centro della tecnologia, della finanza e delle nuove idee. Negli Stati Uniti, sono nate decine di associazioni che fanno parte di un vasto movimento per la difesa del nostro diritto a essere come siamo: il Self-advocacy movement. E ora anche in Italia stiamo andando nella stessa direzione. Eh, non vi nascondo che non mi dispiacerebbe diventare come una di quelle persone facoltose della California. Sì perché pare che il denaro aiuti moltissimo a rendere la vita più confortevole in questo pianeta. Ok forse mi sto allargando troppo, sarebbe un po’ difficile, anche perché io non sono un Aspie tecnologico ma umanistico e con la letteratura non si fanno i soldi; e poi non sono così ambizioso, non mi interessa diventare miliardario, vorrei solo non avere problemi economici e soprattutto fare qualcosa di bello e notevole che contribuisca a migliorare la mia vita e quella di altre persone, in particolare di quelle provenienti come me dal Pianeta Asperger.

Vorrei aiutare i terrestri a capirci. È vero, possiamo sembrare un po’ strani, a volte persino fastidiosi, e relazionarsi con noi può risultare più difficile che con degli umani tipici, anzi neurotipici; ma con un po’ di comprensione e buona volontà da parte di entrambi questa relazione e questo dialogo possono avvenire ed essere proficui per entrambi. Possiamo imparare molte cose gli uni dagli altri e venire arricchiti e migliorati come persone. Magari alla fine salterà pure fuori che malgrado tutte le prove apparentemente inoppugnabili, in realtà non veniamo nemmeno da un altro pianeta ma siamo anche noi terrestri ed esseri umani, solo con un modo un po’ diverso di vedere il mondo.

Cosa farò adesso?

Prima di tutto sto scrivendo una tesi per il Collego Internazionale dell’Università Ca’ Foscari16779883_1556956754333616_1136047292_n (1)di Venezia che si intitola Rendere visibile l’invisibile: l’accesso all’istruzione superiore per gli studenti con Sindrome di Asperger, In Italia. Da questa prima stesura vorrei poi ricavare un progetto per un dottorato di ricerca. La cosa che mi riesce meglio in assoluto è studiare, amo l’università e l’ambiente accademico mi calza a pennello. In mezzo a studiosi e secchioni mi sento in famiglia. Sto lavorando anche a uno spettacolo teatrale, voglio portare Alias in scena, perché, sapete, quell’extraterrestre sul palco dà il meglio di sé. E poi con me ci sono gli Arcangiò. Chissà magari amplierò l’argomento e scriverò un libro, magari un grande editore vorrà pubblicarlo, magari questo libro diventerà un bestseller, magari mi chiameranno addirittura a presentarlo in…televisione! Qualcuno scriverà una canzone per me, anzi un’altra e un’altra ancora visto che due ci sono già: quella de Il Kele e questa in cui oltre a Michele cantano anche Piercarlo D’Amato e Francesco Sartori (e pure mia mamma!)E poi mi piacerebbe continuare con il mio Jukebox Letterario, sarebbe fantastico realizzarlo con il mitico Jonathan Zenti, che con musiche e montaggi va a nozze. E magari da Radio Ca’ Foscari potremmo portare il Jukebox a Radio3. In fondo qualche giovane potrebbe essere felice di ascoltarci!

Ok, ho capito, avete ragione! Forse ora sto sognando ad occhi aperti, ma noi che viviamo con la testa tra le nuvole siamo dei veri specialisti nei sogni e nei viaggi stellari. E a volte riusciamo perfino a trasformare i sogni in realtà.

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Sì, manca una regola: la Regola Numero 10. Da Mosé in poi, voi umani avete sempre amato i decaloghi. Dunque, scrivetelo voi il decimo comandamento. Va bene pure se lo inserite nei commenti. Lo giuro: in qualsiasi galassia dovessi trovarmi, lo leggerò. E forse lo metterò in pratica…”

 

La Regola Numero 1.

Le Regole Numero 2, 3, 4, 5.

La Regola Numero 6.

Le Regole Numero 7, 8, 9.

Conosci la sindrome di Asperger? Giovanni la spiega qui.

Per ascoltare l’audio documentario, vai sul sito di Tre Soldi.

Alias, la canzone

Alias: canzone di Michele Il Kele Cosi, Piercarlo D’Amato, Francesco Sartori

Piercarlo D’Amato è un caro amico di famiglia, una specie di zio, un musicista di grande talento. Nel 1984 in collaborazione con il cantautore mestrino Lucio Quarantotto ha vinto la Targa Tenco.

Francesco Sartori, musicista mestrino, è il compositore che con Lucio Quarantotto ha scritto la celeberrima Con te partirò, successo mondiale di Andrea Bocelli.

Il Kele lo conoscete già, ha collaborato al testo di questa canzone con frasi come “ossimori emotivi” o “tessere di un puzzle sparse in modo che non sai, stravaganti adatti a non adattarci mai”. Un grande!

Una curiosità: i cori femminili li ha fatti mia mamma, anche lei cantante e musicista.