Tornare alla base?

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Ogni puntata dell’audio documentario Alias – Cronache dal Pianeta Asperger, realizzato da Giovanni Morandini e Jonathan Zenti, è anticipata da un diario di bordo: appunti, scritti e sonori, in cui Giovanni racconta la sua spedizione sulla Terra.

“…ma scherzi (e bancomat e carte d’identità) a parte si può dire, una volta tornato alla base che questa spedizione nel mondo esterno abbia avuto un esito positivo? Che mi abbia fatto trovare risorse utili per me e la mia specie?
16780563_1555485754480716_179791365_nSenz’altro: mi ha fatto scoprire e sperimentare di persona un ambiente lavorativo il cui ossigeno è adatto ai miei polmoni e in cui mi sono pure trovato a mio agio, e questo mi fa sperare che non dovrò sempre vivere accudito amorevolmente dai miei genitori umani, che un giorno potrei anche vivere per conto mio e guadagnarmi da me questo famoso denaro, come fanno quasi tutti i terrestri. Ma la cosa più importante è stata senza dubbio la realizzazione di questo audio documentario, un documentario scientifico che illustra come quelli della mia specie si relazionano con il mondo circostante, e che fornisce una serie di regole di sopravvivenza. Certo, è ancora presto per fare i salti di gioia, perché si tratta solo di una promessa e come ricorderete quando si tratta coi terrestri vale sempre la Regola Numero 5: Non fidarti di nessuno.

A parte queste cose veniali la mia speranza è soprattutto che il mio audiodoc/manuale di sopravvivenza possa servire a migliorare le condizioni dei miei simili sparsi in giro per il pianeta; così quando saremo abbastanza forti potremo impadronircene!

Eh Eh! Scherzavo! Anche perché in un certo senso ce ne siamo già in parte impadroniti. Pare che molte delle persone più ricche, potenti e di successo del mondo provengano dal Pianeta Asperger e si siano piazzate nientepopodimeno che…nella Silicon Valley, l’ombelico del mondo, centro della tecnologia, della finanza e delle nuove idee. Negli Stati Uniti, sono nate decine di associazioni che fanno parte di un vasto movimento per la difesa del nostro diritto a essere come siamo: il Self-advocacy movement. E ora anche in Italia stiamo andando nella stessa direzione. Eh, non vi nascondo che non mi dispiacerebbe diventare come una di quelle persone facoltose della California. Sì perché pare che il denaro aiuti moltissimo a rendere la vita più confortevole in questo pianeta. Ok forse mi sto allargando troppo, sarebbe un po’ difficile, anche perché io non sono un Aspie tecnologico ma umanistico e con la letteratura non si fanno i soldi; e poi non sono così ambizioso, non mi interessa diventare miliardario, vorrei solo non avere problemi economici e soprattutto fare qualcosa di bello e notevole che contribuisca a migliorare la mia vita e quella di altre persone, in particolare di quelle provenienti come me dal Pianeta Asperger.

Vorrei aiutare i terrestri a capirci. È vero, possiamo sembrare un po’ strani, a volte persino fastidiosi, e relazionarsi con noi può risultare più difficile che con degli umani tipici, anzi neurotipici; ma con un po’ di comprensione e buona volontà da parte di entrambi questa relazione e questo dialogo possono avvenire ed essere proficui per entrambi. Possiamo imparare molte cose gli uni dagli altri e venire arricchiti e migliorati come persone. Magari alla fine salterà pure fuori che malgrado tutte le prove apparentemente inoppugnabili, in realtà non veniamo nemmeno da un altro pianeta ma siamo anche noi terrestri ed esseri umani, solo con un modo un po’ diverso di vedere il mondo.

Cosa farò adesso?

Prima di tutto sto scrivendo una tesi per il Collego Internazionale dell’Università Ca’ Foscari16779883_1556956754333616_1136047292_n (1)di Venezia che si intitola Rendere visibile l’invisibile: l’accesso all’istruzione superiore per gli studenti con Sindrome di Asperger, In Italia. Da questa prima stesura vorrei poi ricavare un progetto per un dottorato di ricerca. La cosa che mi riesce meglio in assoluto è studiare, amo l’università e l’ambiente accademico mi calza a pennello. In mezzo a studiosi e secchioni mi sento in famiglia. Sto lavorando anche a uno spettacolo teatrale, voglio portare Alias in scena, perché, sapete, quell’extraterrestre sul palco dà il meglio di sé. E poi con me ci sono gli Arcangiò. Chissà magari amplierò l’argomento e scriverò un libro, magari un grande editore vorrà pubblicarlo, magari questo libro diventerà un bestseller, magari mi chiameranno addirittura a presentarlo in…televisione! Qualcuno scriverà una canzone per me, anzi un’altra e un’altra ancora visto che due ci sono già: quella de Il Kele e questa in cui oltre a Michele cantano anche Piercarlo D’Amato e Francesco Sartori (e pure mia mamma!)E poi mi piacerebbe continuare con il mio Jukebox Letterario, sarebbe fantastico realizzarlo con il mitico Jonathan Zenti, che con musiche e montaggi va a nozze. E magari da Radio Ca’ Foscari potremmo portare il Jukebox a Radio3. In fondo qualche giovane potrebbe essere felice di ascoltarci!

Ok, ho capito, avete ragione! Forse ora sto sognando ad occhi aperti, ma noi che viviamo con la testa tra le nuvole siamo dei veri specialisti nei sogni e nei viaggi stellari. E a volte riusciamo perfino a trasformare i sogni in realtà.

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Sì, manca una regola: la Regola Numero 10. Da Mosé in poi, voi umani avete sempre amato i decaloghi. Dunque, scrivetelo voi il decimo comandamento. Va bene pure se lo inserite nei commenti. Lo giuro: in qualsiasi galassia dovessi trovarmi, lo leggerò. E forse lo metterò in pratica…”

 

La Regola Numero 1.

Le Regole Numero 2, 3, 4, 5.

La Regola Numero 6.

Le Regole Numero 7, 8, 9.

Conosci la sindrome di Asperger? Giovanni la spiega qui.

Per ascoltare l’audio documentario, vai sul sito di Tre Soldi.

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