Monthly Archives: febbraio 2017

Il popolo del PD: riprendiamoci il partito. Ascolta la puntata

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Anna è cuperliana, critica verso la direzione Renzi ma anche verso la scissione. Gabriella pensa che il Pd sia un partito mai nato, che non ha saputo conciliare le sue due anime. E da Recanati, un vecchio iscritto, fa sentire tutta la lacerazione del momento. Viaggio nei circoli e tra gli elettori del partito democratico per capire che aria tira tra la gente, non tra le correnti.

Gli ospiti del 21 febbraio 2017:

Riccardo Buccianti, del circolo “Da Gobba all’ortica” di Lambrate Milano
Sandro Moro,primo segretario del circolo Pd di Cannaregio a Venezia
Federica Assanti, Pd Testaccio Roma
Paolo D’Attolico,giovane democratico pugliese
Mario Valente, segretario regionale dei Giovani Democratici Calabria
Maurizio Ridolfi,  insegna Storia contemporanea all’Università della Tuscia. E’ autore di numerosi saggi come Storia politica dell’Italia repubblicana (Bruno Mondadori, 2010) e l’ultimo, Italia a colori. Storia delle passioni politiche dalla caduta del fascismo ad oggi (Mondadori, 2015)

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Matteo Renzi, rottamazione compiuta. Ora il Pd è davvero la nuova Democrazia Cristiana

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Matteo Renzi in conclusione del suo intervento cita Conrad e il suo romanzo più famoso, La linea d’ombra, e all’improvviso è chiara ogni cosa: è la storia di un giovane che salta ogni gavetta e assume il comando di una nave; di una nave che forse è maledetta; di un equipaggio raccogliticcio che si ammala in massa; di medicine che mancano; delle vele flosce per un’infinita bonaccia e del panico che crocifigge l’inesperto capitano.
Poi arriva il vento, e fortunosamente si riesce ad approdare in porto. I marinai vengono scaricati in ospedale. E il protagonista riparte con un equipaggio tutto nuovo, finalmente adulto e libero dai malmostosi, dai malaticci, dai superstiziosi, dai pavidi, su una nave di cui si sente perfettamente padrone dopo tante incertezze. E’ la metafora perfetta dello stato d’animo che guida in questa fase il segretario del Pd: la scissione prossima ventura vissuta come una liberazione, la fine di una convivenza da incubo, e in prospettiva l’elemento di una possibile ripartenza senza zavorra.

Leggi l’articolo di Flavia Perina su LInkiesta

Leggi anche “Matteo, senti cosa dice Giorgio Gori: «Renzi ha ragione, ma deve ascoltare di più»” di Francesco Cancellato sempre su LInkiesta

La storia secolare della Sinistra in Italia

La storia della sinistra italiana è ricca di esperienze, di nascita di nuovi soggetti come di scissioni e di spaccature. Proviamo a ripercorrere le principali vicende con i simboli dei partiti che si sono affacciati sulla scena politica nazionale. Il Partito socialista è la prima formazione organizzata della sinistra in Italia. Viene fondato a Genova e nel 1895 assume la sigla di Psi.

Leggi i 100 anni di storia della sinistra dal Corriere

Chi va e chi resta. Nomi e numeri della scissione Pd

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Possibili Per il momento sono fermi, congelati. Agenti dormienti della scissione Pd. Pronti a scatenare l’inferno ad un segnale dei loro comandanti. Che però, almeno per ora, non sembra arrivare. Perché la scissione è stata annunciata, domani gli esponenti della minoranza diserteranno la Direzione che nominerà la commissione per il congresso, ma nel frattempo si continua a mediare. E quindi i nuovi gruppi parlamentari che il governatore della Toscana, Enrico Rossi, dice essere già pronti, nelle parole di Nicola Stumpo, altro esponente di spicco della minoranza, diventano un’ipotesi “prematura”.

Ma chi sono e quanti sono i deputati e i senatori pronti a separare le proprie strade da Matteo Renzi? Il pallottoliere del Parlamento parla di una ventina di scissionisti a Palazzo Madama e di una trentina, forse 40, a Montecitorio.

Su Il Foglio gli scissionisti in Camera e Senato

Breve storia della parabola PCI-PDS-DS-PD

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“Attualmente, il PD risulta l’esempio più calzante di partito post-moderno. Americanismo, europeismo, fiducia cieca nel mercato, twitter e social network, nessuna struttura burocratica, molta televisione e marketing elettorale. Il PD non è un partito, ma un’ “azienda del consenso” a tutti gli effetti, il cui scopo non è dunque la trasformazione della società, ma il profitto: non quello monetario bensì misurato sulla base dei sondaggi e dei voti. Un’azienda che vive in una realtà virtuale costruita dai media.”

Leggi la parabola del Pd di Mario Volpe sull’Intellettuale dissidente

Ecco chi sono gli ‘scissionisti’ del Pd

Michele Emiliano, Enrico Rossi e Roberto Speranza sono i tre esponenti dell’imminente scissione del Pd, voluta e benedetta da Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani

Ormai la scissione del Pd è sempre più vicina. L’intervista di Matteo Renzi di stamattina pone una pietra tombale su ogni eventuale ipotesi di ricomposizione.“È bastato stare fermi e vedere il bluff, non li seguirà nessuno” è una frase che segnala che ormai il dado è tratto.

In mattinata, infatti, su Rainews24 arriva la conferma di Enrico Rossi. “Ci sarà, a quanto mi risulta, un gruppo formato da chi esce dal Pd e chi esce da Sinistra Italiana, ma sosterrà il governo Gentiloni“, dice il governatore della Toscana. Nel pomeriggio il deputato bersaniano Nico Stumpo (il dirigente che fece le regole per le primarie del 2012 in cui Bersani sconfisse Renzi) annuncia che gli esponenti “scissionisti” della minoranza non parteciperanno alla direzione nazionale prevista per domani.

Francesco Curridori su Il Giornale

Caso Pd, il segretario dove è iscritto Rossi: «No a scissione»

IL PD LACERATO per il rischio scissione provoca non poca apprensione in Valdera, la “casa” di Enrico Rossi che ieri ha fatto muro dentro il PD. Ecco le prime reazioni dalla “sua” Pontedera.

«IO sono un rossiano ma credo che la scissione non faccia bene al Pd e se davvero non sarà evitata penso che io comunque resterò dentro il partito e lavorerò per esso». Parola di Floriano Della Bella, segretario del circolo Pontedera centro, dove è iscritto il governatore toscano, Enrico Rossi, che ieri ha dichiarato di stare meditando di restituire la tessera del Pd.

«Alle primarie ho votato per Bersani e Cuperlo e non per Renzi – spiega il segretario dem – ma anche alla recente campagna referendaria ho sostenuto le ragioni del Sì. Io penso che una scissione in questo momento non faccia bene al partito e molti iscritti la pensano come me. Rossi è un politico navigato e se la evoca, avrà le sue buone ragioni, ma io credo che sia un errore». Infine, Della Bella ammette «di vivere ore di angoscia: ieri dopo l’intervento di Emiliano avevo sperato in una soluzione positiva poi la dichiarazione di Rossi mi ha gelato il sangue. Ora faccio come gli struzzi, metto la testa sotto la sabbia e non riesco a vedere come andrà a finire».

Fonte La Nazione