Monthly Archives: febbraio 2017

Possiamo disporre della nostra vita? Ascolta la puntata

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DJ Fabo ha scelto di morire, e per farlo è andato in Svizzera, dove aspetta il suicidio assistito. Cieco e tetraplegico dopo un incidente nel 2014, ha deciso di uscire da una “notte senza fine”. La sua scelta radicale provoca reazioni diverse e complesse, tra gli appelli a non farlo perché la vita è relazione anche nelle sue condizioni, e chi comprende le ragioni di una decisione tanto lucida e estrema.

Gli ospiti del 27 febbraio 2017

Beppino Englaro, padre di Eluana
Antonio Gioacchino Spagnolo
, direttore dell’Istituto di Bioetica e Medical Humanities della Facoltà di Medicina e chirurgia “A. Gemelli” dell’Università Cattolica del S. Cuore di Roma
Maurzio Mori
, insegna Bioetica all’ Università di Torino, è presidente della Consulta Bioetica Onlus. Tra gli altri ha scritto Il caso Eluana Englaro. La «Porta Pia» del vitalismo ippocratico ovvero perché è moralmente giusto sospendere ogni intervento (Pendragon, 2008)
Michele Ainis
, costituzionalista, insegna a Roma Tre, editorialista di Repubblica
Donata Lenzi
, deputata, relatrice del testo base sul testamento biologico

Ascolta la puntata

La vita è a nostra disposizione?

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Il suicidio assistito in Svizzera di Dj Fabo ha aperto un dibattito: la vita è mia e sono libero di farne ciò che voglio? Oppure è un dono di  cui non posso disporre liberamente? Qui il confronto tra due autorevoli pensatori, il filosofo Maurizio Mori e il medico cattolica Antonio Spagnolo. Utile ascoltarli, qui

Fine vita, Santa Sede: “No alla sospensione non giustificata dell’alimentazione”

“Nutrizione e idratazione, anche artificialmente somministrate”, sono “considerate tra le cure di base dovute al morente, quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio”.

È quanto prevede la Nuova Carta degli Operatori Sanitari, presentata oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede, proprio mentre in Commissione Affari Sociali alla Camera, si discute il testo base della nuova proposta di legge sulle Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari.

La Carta, presentata in occasione della conferenza stampa di presentazione della XXV Giornata Mondiale del Malato, che si terrà il prossimo 11 febbraio, in edizione solenne a Lourdes, in Francia, è stata aggiornata, dopo 22 anni, per volontà di Papa Francesco, ed è stata pubblicata dal nuovo Dicastero per lo sviluppo umano integrale, che ha assorbito il dicastero per la pastorale della salute.

Continua a leggere Alessandra Benignetti su Il Giornale

Se obiettano sul testamento biologico

Questa legislatura ha tolto l’Imu, forse aggiungerà le Dat. Un altro acronimo, figlio di una politica che ormai s’esprime soltanto a monosillabi. Significa “Disposizioni anticipate di trattamento”; significa perciò testamento biologico, per usare l’espressione che ci era divenuta familiare. Troppo semplice, meglio complicarne il suono. Ma in ultimo ci ronza in capo un dubbio: queste Dat saranno un diritto o un desiderio?

Dipende dalle attese, dalle pretese. Sta di fatto che il testamento biologico fu la promessa mancata della XVI legislatura; e meno male, perché il ddl Calabrò (approvato dal Senato il 26 marzo 2009) in realtà recava un elenco di divieti. Con le elezioni del 2013, ricomincia il tira e molla. Finché, nei giorni scorsi, la commissione Affari sociali della Camera molla: dopo 16 progetti di legge l’un contro l’altro armati, dopo 3200 emendamenti, approva un testo unificato. Con una maggioranza trasversale, che viaggia dal Pd ai Cinque Stelle.

Con l’ira funesta dei cattolici, che denunciano un voto frettoloso (in effetti, il Parlamento ne discute soltanto da 8 anni); ma infine con 5 articoli e con 28 commi che ci accordano il diritto di respingere le cure, incluse la nutrizione e l’idratazione artificiali, oggetto del contendere nel caso di Eluana Englaro. E quindi, se adesso l’aula della Camera non ne stravolgerà il dettato, anche l’Italia potrà dotarsi d’uno strumento che in alcuni Stati americani funziona dagli anni Novanta, in Olanda dal 2001, in Spagna dal 2002, in Francia dal 2005, nel Regno Unito dal 2007, in Germania dal 2009.

Leggi tutto l’articolo di Michele Ainis

Fine vita, la maggioranza cerca mediazione: si allungano i tempi in aula

La maggioranza a Montecitorio cerca la ‘quadra’ sul testamento biologico. Alla luce delle divisioni tra centristi e Partito democratico, che rischiano di avere ripercussioni anche sul prosieguo della legislatura, si e’ tenuta stamane una riunione tra gli esponenti delle forze politiche che sostengono il governo, il presidente della commissione Affari sociali Mario Marazziti (Ds-Cd) e la relatrice del Pd Donata Lenzi. La commissione da oggi comincia le votazioni sui 288 emendamenti depositati giovedì scorso dopo la decisione di lavorare solo su quelli segnalati dai gruppi dopo una scrematura degli otre 3 mila originariamente proposti (la maggior parte dei quali di natura ostruzionistica). Marazziti spiega: “Stamane abbiamo cercato di individuare i punti su concentrare il lavoro di mediazione, intanto in commissione partiamo con l’esame degli emendamenti. Ne sono arrivati 288. Io ho usato un criterio più largo di quello che avevamo stabilito in Ufficio di presidenza. Siamo partiti da un minimo di 100 emendamenti, cioè due a gruppo, ne abbiamo concordati 265 ma io ne ho accettati qualcuno in più”.

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Cos’è la Biocard

La BIOCARD o Carta di Autodeterminazione è un documento di direttive anticipate proposto dalla Consulta di Bioetica. La BIOCARD consente ad ogni persona di dare disposizioni anticipate sulle cure che intenderebbe ricevere o rifiutare nel caso non fosse più in grado di esprimere la propria volontà.
La Carta di Autodeterminazione è importante anche perché favorisce il dialogo della persona sia con i propri familiari, che potranno così conoscere le sue preferenze, sia con un medico di fiducia, insieme con il quale dovrà parlare fino a comprendere bene le condizioni di malattia cui potrebbe andare incontro.
La Carta di Autodeterminazione prevede anche la possibilità di nominare un fiduciario, che conosca le intenzioni e le preferenze del paziente e che s’impegni a farle rispettare.

Approfondisci sul sito della Consulta di Bioetica

 

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