Monthly Archives: marzo 2017

Genitorialità: a Trento sentenza storica. Ascolta la puntata

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Un tema ha dominato il filo diretto: la notizia dell’ordinanza della corte d’appello di Trento che riconosce, per la prima volta, il legame tra i figli e il padre non genetico stabilendo l’esistenza di un legame genitoriale tra i due gemelli nati grazie alla gestazione per altri ed il loro padre non genetico in una coppia omosessuale. La notizia ha scatenato reazione molto diverse: da entusiasmo a forti critiche. Voi cosa ne pensate? Aspettiamo le vostre storie e le vostre opinioni.

Gli ospiti del 1 marzo 2017:

Sara Menichetti, avvocato del Foro di Roma, lavora in uno studio che si occupa di diritto di famiglia e di ricorsi alla corte di Strasburgo per i diritti umani.

Alexander Schuster,avvocato, ha seguito l’iter giuridico della coppia coinvolta nell’ordinanza della corte di Appello di Trento, tra i suoi lavori ricordiamo Omogenitorialità. Filiazione orientamento sessuale e diritto (Mimesis, 2011)

Marina Terragni, giornalista blogger, tra i suoi libri ricordiamo Temporary mother. Utero in affitto e mercato dei figli (Vanda Epublishing, 2016)

Lucetta Scaraffia, storica e giornalista, insegna alla Sapienza di Roma, firma oggi sul Corriere il pezzo «Aggirati divieti fondamentali Così a pagare saranno i più piccoli».

Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale. Tra i suoi libri, ricordiamo l’ultimo pubblicato  La democrazia e i suoi limiti (Mondadori)

Ascolta la puntata

Il libro: Omogenitorialità a cura di Alexander Schuster

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Omogenitorialità. Filiazione, orientaomento sessuale e diritto è un testo che affronta il tema della genitorialità in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Questo volume vuole affrontarlo nella sua complessità e presentare per la prima volta una compiuta analisi dei suoi profili giuridici. Muovendo dalla riflessione già maturata in altri ambiti scientifici, gli autori s’interrogano sulla tutela che l’ordinamento italiano offre alle famiglie in cui almeno uno dei genitori è una persona omosessuale o trans. Giudici, accademici e amministratori sono infatti chiamati sempre più frequentemente a risolvere le questioni che le famiglie omogenitoriali pongono.

Il libro: Generare, partorire, nascere

imagesPer la prima volta in Italia, il volume ricostruisce la storia del parto e della nascita in Occidente dal mondo antico ai nostri giorni, analizzandone gli snodi e i cambiamenti più significativi: la fondazione del discorso medico-scientifico nella Grecia antica, la svolta impressa dal cristianesimo, l’affermarsi della figura del chirurgo-ostetrico nel Settecento, la medicalizzazione del parto, fino alla rivoluzione delle tecnologie riproduttive del Novecento. In un percorso appassionante ripercorre una storia tutt’altro che lineare, progressiva od omogenea; densa di permanenze, oltre che di trasformazioni; di confronti, scontri, conflitti.

Vendola parla del figlio, lo amo ma per lo Stato non è mio figlio

NIKI VENDOLA

«Questa ordinanza è una finestra sulla vita». Nichi Vendola è in Puglia, dove ha appena festeggiato, insieme al compagno Ed, un anno di suo figlio, nato negli Stati Uniti, dove la maternità surrogata è consentita.

Un anno con suo figlio: com’è andata?
«Per me è stata una scoperta straordinaria, è una forma d’amore di una radicalità spiazzante: accorgersi di come un neonato ti possa educare a sentire i suoi bisogni, è un’esperienza meravigliosa».

Leggi l’intervista completa dal Corriere

 

Una sentenza che nessun tribunale potrà ignorare

Una sentenza che farà giurisprudenza e che d’ora in poi nessun Tribunale per i minorenni potrà ignorare. Una sentenza scritta dalla giudice Melita Cavallo, che oggi la dedica “a tutti quei bambini nati nelle coppie omosessuali a cui finora era stato negato il diritto ad avere due genitori”.

Con il sì pronunciato oggi dalla Corte di Cassazione, che ha confermato il diritto della mamma non biologica ad adottare la figlia della sua compagna, la stepchild adoption (adozione del figlio del partner), stralciata dalla legge sulle unioni civili, diventa di fatto legale anche in Italia. È successo cioè quanto era stato annunciato dai giudici minorili durante la durissima battaglia parlamentare sulla “Cirinnà”: i bambini lasciati privi di diritti dalle nuove norme sulle unioni omosessuali sarebbero stati “protetti” utilizzando l’attuale legge sulle adozioni. In particolare, così come ha fatto la giudice Melita Cavallo, ex presidente del tribunale per i Minori di Roma, utilizzando l’articolo 44 della legge 184, là dove si prevede “l’adozione in casi particolari”. Ossia quando l’interesse del minore è prevalente, non si ritengono più vincolanti i criteri utilizzati solitamente per le adozioni “normali”, ma i bambini possono essere affidati a chi davvero, in quel caso specifico, ne tutela davvero la crescita e la serenità. Che si tratti si single, di coppie di fatto, o come in questo caso,  di una coppia omosessuale.

Maria Novella De Luca su Repubblica

Il tribunale di Trento ha riconosciuto una coppia di uomini come genitori di due bambini

Per la prima volta un tribunale italiano ha riconosciuto legalmente come genitore di due bambini nati grazie alla gestazione per altri anche il partner che non ha alcun legame genetico con i bambini. La decisione è stata presa dalla Corte d’appello di Trento lo scorso 23 febbraio, ma solo oggi l’associazione Articolo 29 ha pubblicato il testo dell’ordinanza sul suo sito. In particolare, la Corte ha riconosciuto un provvedimento straniero che stabiliva l’esistenza di un legame genitoriale tra due minori nati grazie alla gestazione per altri e il loro padre non genetico all’interno di un legame omosessuale.

La gestazione per altri (GPA), o maternità surrogata, è quel procedimento in cui una terza persona rispetto alla coppia porta avanti la gravidanza. Esistono vari tipi di GPA: da quella tradizionale, che prevede l’inseminazione artificiale dell’ovulo della madre surrogata, che è quindi anche madre biologica del bambino; a quella gestazionale, in cui la madre surrogata si limita a portare avanti la gravidanza dopo che le viene impiantato nell’utero un embrione realizzato in vitro, che può essere geneticamente imparentato con i genitori committenti o provenire da donatori.

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