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Reddito di cittadinanza o lavoro di cittadinanza? Ascolta la puntata

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Reddito di cittadinanza, una proposta che ascoltiamo spesso e che tendiamo a identificare con il M5S in Italia e con i nuovi movimenti politici in Europa, ma che viene da lontano e si affianca ora a un’altra proposta, quella del lavoro di cittadinanza. Che differenze tra le due, da dove vengono e che cultura del lavoro hanno alle spalle e soprattutto davanti? Quali sono le implicazioni di queste due possibilità rispetto al nostro rapporto col lavoro?

Gli ospiti del 2 marzo 2017:

Andrea Garnero, economista del mercato del lavoro presso Oecd (Employment Analysis and Policy Division), sul Foglio ha recensito il libro di Toso sul reddito di cittadinanza.
Maria Luisa Mirabile, sociologa esperta di temi del welfare
Cristiano Gori, insegna Politiche sociali all’università di Trento, ideatore e coordinatore scientifico dell’Alleanza contro la povertà in Italia , è tra gli autori del volume Il reddito d’inclusione sociale(Reis). La proposta dell’alleanza contro la povertà in Italia (Il Mulino, 2016)
Eric Jozsef, giornalista francese. Corrispondente in Italia del quotidiano Libération e della Rts, la radiotelevisione svizzera. Vive in Italia dal 1992
Tonia Mastrobuoni, corrispondente da Berlino per Repubblica

Ascolta la puntata

Il reddito d’inclusione sociale

LIBRO REDDITO D'INCLUSIONE

Il volume Il Reddito d’Inclusione Sociale (Reis) illustra la proposta di riforma dell’ l’Alleanza contro la povertà in Italia, composta da 35 organizzazioni che coniugano il sostegno di un’ampia base sociale con l’esperienza di gran parte degli attori oggi impegnati nei territori a favore di chi vive in condizioni d’indigenza. È la prima volta, in Italia, che un numero così elevato di soggetti dà vita ad un simile sodalizio. Una misura destinata a chiunque si trovi in povertà assoluta, che prevede l’erogazione di un contributo economico accompagnata dalla realizzazione di percorsi d’inserimento sociale o occupazionale, utili a costruire nuove competenze e/o a riprogettare la propria esistenza.

Reddito di cittadinanza. Cosa ne pensiamo, davvero?

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Il reddito di cittadinanza infiammerà la prossima campagna elettorale, ma divide anche la società. Il solo parlarne apre squarci sulla vita reale delle persone molto utili per capire come stiamo e cosa pensiamo di lavoro, uguaglianza, solidarietà… La selezione di messaggi arrivata stamani a Tutta la città ne parla lo conferma.

Sono un piccolo imprenditore che l’anno scorso con la moglie ha avviato una piccola azienda zootecnica. Ora, dopo enormi sacrifici, abbiamo la possibilità di assumere un dipendente per poche ore settimanali e quindi mi troverò ad offrire un piccolo stipendio. Se ci fosse il reddito di cittadinanza non troverei mai un dipendente e magari dovrei scegliere di chiudere. Non è più razionale e virtuoso aiutare le aziende che assumono?

si certo…io lavoro da quando ho finito il militare e mi sono adattato a fare di tutto….mi sembra giusto che chi non vuole fare i lavori più schifosi stia a casa pagato! ma scherziamo! il lavoro di cittadinanza è più giusto! Ciao mattia

Ho un’invalidità del 100% vivo al sud e percepisco un assegno di circa 280 euro al mese, spesso sono l’unica entrata… È una miseria, ma mi sento grata alla società che mi aiuta, per questo cerco di essere aiuto per gli altri con il mio tempo e il mio agire nel sociale. È molto difficile trovare da lavorare, ma se fossi sostenuta di più darei di più. Credo che se fossimo tutti sostenuti e accolti nei momenti di bisogno potremmo essere cittadini migliori. Paola

ho 63 anni e un passato lavorativo con pochi contributi previdenziali. ora sono disoccupato, da molto tempo. quello che per ora mi aspetto è un assegno sociale per il quale grazie alla legge fornero dovrò attendere 67 anni! potrei ancora fare lavori non pesanti ma nessuno me lo permette. che sarà di me? devo buttarmi a fiume? Giovanni

Intanto bisognerebbe stabilire in numeri cosa si intende per povertà assoluta od eventuale povertà. Io 66 anni che ho pensione di 750 euro e vivo in casa popolare dove spendo circa 400 euro al mese come sono considerata?

Molti ragazzi stanno lavorando per 400 euro al mese. Sarà un bel problema se chi non lavora potesse prendere di più. Non sarebbe meglio incentivare lo spirito d’iniziativa dei giovani? Francesca

Perche’ , Dio mio, nei progetti politici di aiuti non esistono gli aiuti alle persone sole???! Da nove anni sono disoccupata , mi hanno tolto anche l’assistenza sanitaria gratuita perché’ da quanto stabilito dalla regione E. Romagna non sono in grado di esibire documentazione di un lavoro regolare dal 1 ottobre 2008! Non ho figli sono sola il basso ferrarese e’ una zona depressa economicamente non trovo lavoro e non ho diritto a nessun aiuto! Questa e’ una istigazione al suicidio!!! Cinzia, Ferrara

Lavoro dal 1972 e non riesco ancora ad andare in pensione. Con i miei contributi dovrei anche pagare persone per stare a casa? Meglio se vado in pensione io e lascio il mio posto a qualcun altro. O no? Stefano Bologna

Antonio dalla prov Pescara.Risulta una evasione fiscale di 120 miliardi all’anno per cui di cosa parliamo?Ci sarebbero i soldi per realizzare tutto.Siamo un Paese di disonesti, i poveri daranno sempre più poveri.Tutte queste discussioni servono se si risolve il fulcro del problema.Mi sbaglio?

Reddito di cittadinanza, ben venga: finirebbe cosi lo sfruttamento dei giovani con paghe miserande, molti giovani a parità di incasso starebbero a casa, ciò provocherebbe una carenza di disponibilità che costringerebbe il datore di lavoro ad aumentare il compenso rispetto al reddito di cittadinanza, quindi l’incentivo del giovane a cercarsi un lavoro. Ciò provocherebbe una maggior circolarità di denaro nelle fasce giovani co un un beneficio per tutta la società. Non credo che siano così numerosi gli aspiranti nullafacenti. Narciso

Purtroppo cari italiani il reddito di cittadinanza finché siamo in Europa è una pura illusione non ci permetteranno mai con il debito che abbiamo di erogare nessun reddito di cittadinanza rassegnatevi!!! Gianni vr

Il reddito di C. Già esiste, in Sicilia ad esempio. Dove dei giovani preferiscono lavorare poco (niente) a favore di un misero contributo di 400 .e. Si sopravvive senza aspettative, senza affrontare la vita, senza volerci provare. Assolutamente contrario. Ho visto con i miei occhi (collaborando col comune di Palermo per delle rassegne estive) cosa questa sorta di sussidi possono provocare. Christian

È il secondo anno che vivo a reddito zero . Come la chiamate ? Ho 63 anni e vivo da solo anch’io sono una famiglia italiana . Devo aspettare per una pensione sociale ? Ma quando ? Sapevo a 65 Ma ho sentito a 67 non si tratta di un diritto civile un reddito di sopravvivenza . Rino da Chieti .

Il reddito di cittadinanza migliorerebbe il mercato. Quei soldi verrebbero subito spesi e non messi in banca per paura del futuro. Quando hai dei problemi devi essere sostenuto e invece oggi come oggi vieni respinto dai comuni e dalle istituzioni che dovrebbero aiutarti perché sei un problema per loro. Renata

Buongiorno! Segnalo che il reddito di autodeterminazione è tra le rivendicazioni del movimento “non una di meno” e dello sciopero de LottoMarzo. La povertà e la dipendenza economica dal marito o dal padre sono infatti tra le cause della mancata uscita dalla violenza domestica, specie quando ci sono minori coinvolti. Maggiori informazioni sono presenti sul blog nonunadimeno.wordpress.com buona trasmissione, alice

E con i milioni di poveri che in realtà sono evasori fiscali totali o parziali, come la mettiamo? Come li distinguiamo? Grazie, Giorgio.

Caro conduttore, ma vogliamo aiutare gli italiani a comprendere che il problema disoccupazione si risolve solo redistribuendo il poco lavoro rimasto? …e che sarà sempre meno! Già ridurre l’orario da 40 a 30 ore settimanali aumenterebbe un aumento della occupazione notevole!! Graziano RE

Reddito di garanzia in Germania funziona da anni cosi:  agevola e obbliga a percorsi seri di reinserimento nel lavoro. Certo i furbi ci sono ovunque. Ma il problema è serio. Abbiamo un mare di disoccupati e di nuovi poveri, vogliamo fingere di non vederli? Se lo stato garantisse o quanto meno si impegnasse davvero a garantire a tutti un lavoro serio e facesse meno cavolate tipo i voucher non dovremmo neppure discuterne. Ma mi pare che lo stato sia diversamente impegnato….Annalisa

In campagna elettorale si promette tutto e ancora di più, ma dove si trova il denaro? Abbiamo già dato le pensioni a chi non ha fatto versamenti, abbiamo la sanità x tutti, anche un reddito minimo garantito mi va bene se si prende il denaro a chi ne ha tanti. Perché nessuna forza politica propone la patrimoniale? Si pensa solo ai voti Luisa di Torino

D’accordissimo ad un reddito minimo a chi è senza altre possibilità però perché non chiedere in cambio un minimo di ore di lavoro socialmente utile? Cosa impedisce a collegare queste due cose? Mauro roma

Oltre a un reddito minimo per i più poveri bisogna cambiare il lavoro e cioè lavorare meno e lavorare tutti in quanto l’automazione crescente provocherà sicuramente una diminuzione di posti di lavoro

Il reddito di inclusione è un fatto positivo. Si può affiancare ad altre iniziative ad esempio la microfinanza che offre credito a chi non è bancarizzabile e quindi rifiutato dalle banche. Ma il problema principale rimane la creazione di nuove forme di lavoro e aziende che hanno modelli di business umano-centrici pur essendo aziende di profitto. La perdita di lavoro é determinata dalla convergenza di concentrazione della ricchezza da parte dei modelli di business emergenti basati su piattaforme e non intervento dello stato. Le stesse piattaforme possono essere innovare in tal senso. Io sto lavorando ad un progetto che va in questa direzione

Ma ci si ricorda di quanti pensionati, invalidi, abusivi k lavorano in nero in italia e quindi dispongono di reddito invisibile? io ne conosco ed e’ una vergogna k nessuno vuole lavar via! E mi si parla di reddito di cittadinanza qualunque sia la sua modalità’ di applicazione? ma non voterò nessuno k lo proponga in italia! che si crei lavoro e si aiuti l’anziano o l’invalido povero ma non diamo altri diritti a chi non li merita! altrimenti impoveriamo anche chi sta sulla soglia! Ricordiamoci anche dei doveri! Anna

Meglio del reddito di cittadinanza sarebbe distribuire il lavoro che c’è a tutti , semplicemente riducendo l’ orario di lavoro e abbassando l’ eta’ pensionabile. Costerebbe meno del salario minimo garantito .Ovviamente se non si abbatte l’ evasione fiscale nessuna strada è percorribile

Ma come si fa a parlare di reddito di cittadinanza o sussidi decenti quando questo paese risulta fra i primi posti x evasione fiscale e contributiva. E di questo che si dovrebbe parlare e dopo discutere di giusta distribuzione di reddito. Queste richieste sono utili a livello propagandistico di alcuni movimenti e partiti e nient’altro. Bruno da Campodarsego (PD)

Reddito di cittadinanza, serve chiarezza sui costi

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Nel dibattito politico italiano l’ipotesi di istituire il reddito di cittadinanza sta sicuramente prendendo campo ben oltre il Movimento Cinque Stelle che pure ne ha fatto da tempo la sua bandiera. Il guaio è che, come spesso avviene nella nostra litigiosa arena politica, passa in secondo piano l’approfondimento sul come, il quanto e la platea che ne dovrebbe usufruire. Così una proposta — che sicuramente ha un discreto appeal mediatico — diventa nel giro di poco tempo un luogo comune lessicale. Come ha avuto modo di chiarire Stefano Toso, docente a Bologna e autore di un volumetto sull’argomento uscito dal Mulino, bisogna sapere che il reddito di cittadinanza è incondizionato, sceglie di essere una misura universalistica a carico della fiscalità generale e finisce per erogare un assegno a tutti i cittadini a prescindere dalla loro condizione economica e dalla loro disponibilità ad accettare un lavoro.

Modello Finlandia: volete il reddito di cittadinanza? Scordatevi il welfare

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Vi vengono in mente lotterie i cui vincitori siano costretti a ritirare il premio? No, e allora è meglio partire da qui, quando si parla del reddito di base appena introdotto in Finlandia in via sperimentale su duemila persone. Questi cittadini finlandesi negli articoli nostrani vengono etichettati come dei “fortunati” destinati a un biennio di felicità a causa di un reddito garantito (di 560 euro mensile) che arriverà loro senza alcuna condizionalità, cioè rimarrà anche se nel frattempo avranno trovato un impiego. In realtà le cose non stanno proprio così: chi sarà selezionato sarà un disoccupato che dovrà rinunciare a parte dei precedenti benefici sociali, a partire dal sussidio di disoccupazione (il reddito di base sarà detratto dal totale). Per questo i beneficiari non potranno rifiutare: con un’accettazione volontaria ci sarebbe una distorsione nel confronto con il gruppo di controllo, ossia con le persone che continueranno a ricevere i normali sussidi. Il fatto è che, come dimostra un report dettagliato della Kela, l’ente nazionale per l’assicurazione sociale, che curerà il test, per alcune tipologie di persone il beneficio di un eventuale reddito di base potrebbe essere limitato o praticamente nullo. È il caso di una madre single con figli (a certe condizioni di reddito e di sussidi).

Continua a leggere l’articolo di Fabrizio Patti su Linkiesta.it

Reddito di cittadinanza. Il libro che fa chiarezza

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Reddito minimo, reddito di cittadinanza, reddito di base, reddito di partecipazione. La confusione regna sovrana nel dibattito italiano. Il dibattito su questo tema risale ad almeno 200 anni fa, ma negli ultimi mesi è tornato sotto i riflettori. Il libro dell’economista Stefano Toso è l’analisi più chiara in circolazione (qui la recensione di Andrea Garnero su Il Foglio)

Come funzionano le 3 proposte anti povertà dei 3 principali partiti italiani

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Dopo un lungo periodo di silenzio, l’emergenza povertà irrompe al centro dei dibattiti politici, dentro e fuori gli schieramenti, impegnati in una guerra di proposte per fronteggiare l’indigenza e creare una rete di sostegno per coloro che sono stati esclusi dal mondo del lavoro. Un tema che si fa ancora più caldo nella settimana che vedrà approdare in Aula a palazzo Madama la legge delega sul contrasto alla povertà.

Dal “piano Marshall per le famiglie” al “lavoro di cittadinanza” ecco le proposte in campo e i costi per la loro realizzazione.

Il “reddito di cittadinanza” dei 5 Stelle

Renzi e il “lavoro di cittadinanza”

Berlusconi punta a un “piano Marshall” per le famiglie

Approfondisci su Agi.it

Reddito di cittadinanza: il modello europeo

Come si fa a ignorare in Italia un aspetto così importante della vita di ogni cittadino europeo? In Italia non si sa neanche che chi in Europa (Francia, Germania, Gran Bretagna e non solo Danimarca, Svezia…) non guadagna abbastanza ottiene un’integrazione del reddito, e anche chi lavora part time ottiene un’integrazione del reddito. Poi si scopre che in Italia il reddito medio è da miseria.
L’esistenza di quello che di fatto è un reddito di cittadinanza in Europa spiega molte cose che in Italia vengono riproposte, lasciatemi dire, in modo del tutto assurdo. Spiega la flessibilità europea (peraltro di gran lunga minore che in Italia), spiega l’assenza di lavoro nero, spiega l’assenza delle massicce raccomandazioni, spiega anche il fatto che le persone competenti occupino in genere il posto che compete loro (mentre così non è in Italia).

Leggi Giovanni Perazzoli che racconta su Micromega il confronto con il modello europeo di qualche anno fa

Reddito di cittadinanza cos’è e come funziona

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Reddito di cittadinanza cos’è? E’ una misura, contenuta all’interno del Ddl povertà, che introduce di fatto, un sostegno al reddito chiamato reddito di inclusione, destinato alle famiglie e ai cittadini che si trovano in situazione di grande difficoltà economica.Ora il testo del ddl, contenente le “norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali (collegato alla legge di Stabilità 2016)”, approvato alla Camera, passa ora Senato per l’ok definitivo, dopodiché verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in attesa che il Governo proceda ad emanare i relativi decreti attuativi, che renderebbero operativo il reddito di cittadinanza 2017.

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