Monthly Archives: marzo 2017

8 marzo: Festa o giornata della donna?

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Festa o giornata della donna, qual è la parola giusta? Una delle tante domande che ci poniamo stamattina, insieme alle altre che tornano, a quelle che non cambiano. Dalla realtà concreta agli aspetti etici, cosa resta oggi delle battaglie delle donne. La disparità sul lavoro, soprattutto salariale, la difficoltà di applicazione della 194, l’utilità delle quote rosa. Partiamo dalle parole, e da una storia che continua a essere così importante, quella di Franca Viola

Gli ospiti del 08 marzo 2017:

Guido Crainz,insegna Storia contemporanea all’ Universita’ di Teramo, il suo ultimo libro è Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione a oggi (Donzelli, 2016). Ha scritto l’introduzione di Terre Mobili. Dal Belice al Friuli, dall’Umbria all’Abruzzo di Giovanni Pietro Nimis (Donzelli, 2009)
Gaetano Stellino professore dell’istituto Ferro di Alcamo (Trapani) e la studentessa Aurora
Antonio Gurrado,collabora con il Foglio ha firmato un mese fa “Preparatevi: l’8 marzo le donne di tutto il mondo incroceranno le braccia”
Barbara Stefanelli, vicedirettrice del Corriere della Sera, tra le anime della 27esimaora, il blog del Corriere sul quale ieri ha scritto “La forza semplice delle ragazze e su cui potete leggere un ampio dibattito grazie alla sezione Le voci delle donne, confronto su idee e diritti
Maria Paola Azzario Chiesa, presidente del Centro per l’ UNESCO di Torino e della federazione italiana dei club e centri per l’Unesco. Ha firmato anche un libro L’Italia per l’Unesco. 50 anni della Commissione italiana (Armando, 1999).

Ascolta la puntata

Il libro: Piccola storia del femminismo

storia del femminismo in italia

“Il femminismo non è morto e gode di buona salute. Nel tempo si è trasformato e, se nel Novecento ha lottato per l’emancipazione e la parità dei diritti, con il nuovo millennio, si è fatto interprete di una nuova idea di società e ha preso a interpretare la necessità di cambiamento sempre viva nel nostro Paese “con la richiesta del riequilibrio della rappresentanza politica, con il lavoro certosino svolto in tutti gli ambiti sovranazionali, con il concetto di genere sempre più ampliato e diversificato e con la rinascita delle grandi assemblee nazionali”.

Per dissipare le ombre che avvolgono la parola femminismo, per  raccogliere la memoria e per informare le nuove generazioni, Lia Migale, già professore associato di Economia Aziendale presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Roma I ‘La Sapienza’ e femminista storica ha scritto Piccola storia del femminismo (Empiria edizioni), uno strumento leggero e quasi un racconto “che vuole essere la narrazione del movimento fino a oggi.”

Leggi qui l’intervista su Repubblica di Silvana Mazzocchi.

Le voci delle donne

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Il confronto sulle idee e le priorità per continuare la battaglia sui diritti, gli interventi di lettrici e lettori della 27esima Ora e quelli di Costanza Rizzacasa d’Orsogna, Serena Danna, Barbara Stefanelli, Silvia Neonato, redattrice di Leggendaria e direttivo di Giulia

Approfondisci su 27esimaora.corriere.it

Preparatevi: l’8 marzo le donne di tutto il mondo incroceranno le braccia

Speravo di cavarmela con un mazzolino di mimose e invece apprendo che l’8 marzo le donne di tutto il mondo bloccheranno ponti e strade, presidieranno le piazze, boicotteranno il boicottabile, si asterranno dal lavoro e dal sesso sia che le due attività siano distinte sia che coincidano. Lo annunciano formalmente, con un comunicato, tre docenti universitarie di filosofia, due di storia, una di studi di genere, una di studi africani e un’attivista del fronte popolare per la liberazione della Palestina. Parlando in rappresentanza di circa tre o quattro miliardi di persone, queste sette accademiche e mezza spiegano che il subbuglio globale è improrogabilmente reso necessario non solo dall’occasionale protesta contro Trump, ovvero contro la sua politica misogina, omofoba, transfoba e razzista, ma anche da un secolare errore del femminismo: avere difeso i diritti delle donne.

Antonio Gurrado su Il Foglio

Franca Viola: il coraggio di dire NO

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Franca Viola nasce da una modesta famiglia di mezzadri, all’età di quindici anni, con il consenso dei genitori, Franca si fidanza con Filippo Melodia, nipote di un noto mafioso locale e membro di una famiglia benestante. Dato che Filippo viene accusato di furto e appartenenza a banda mafiosa, il padre di Franca decide di rompere il fidanzamento. Il giovane emigra in Germania e appena rientra, dopo un breve periodo di reclusione, torna alla carica a casa di Viola. Il 26 dicembre 1965 il Melodia, con la sua banda di amici, si ripresenta a casa Viola e, dopo aver distrutto tutto e gravemente malmenato la madre, si porta via Franca e il fratellino che le si è aggrappato alle gambe nel tentativo di proteggerla. Il fratellino viene rispedito a casa, Franca viene tenuta prigioniera prima in un caseggiato isolato e poi in casa della sorella del Melodia, ad Alcamo stessa. “Rimasi digiuna per giorni e giorni. Lui mi dileggiava e provocava. Dopo una settimana abusò di me. Ero a letto, in stato di semi-incoscienza”, racconterà Franca. Il 6 gennaio 1966 la polizia rintraccia il rifugio e riesce in maniera rocambolesca a liberare la giovane. Il Melodia viene arrestato con i suoi complici, ma conta evidentemente sul matrimonio “riparatore” che, come prevedeva la legge italiana, scagionava il rapitore che sposava la propria vittima.
Franca però rifiuta di sposarsi dando quindi avvio al processo, che si svolge nel dicembre del 1966.”

Riscopri tutta la storia di Franca Viola da Enciclopedia delle donne

Il femminismo inclusivo: La lettera di Obama

obama famiglia

“Abbiamo bisogno di cambiare la mentalità che ci porta a crescere le nostre figlie riservate e i nostri figli risoluti, che ci porta a criticare le nostre figlie quando dicono ciò che pensano a voce alta e i nostri figli quando piangono – si legge nella lettera -. Abbiamo bisogno di cambiare la mentalità che ci porta a ‘punire’ le donne per la loro sessualità e, al contrario, ad ammirare gli uomini per lo stesso motivo.

Abbiamo bisogno di cambiare la mentalità che permette le quotidiane molestie sulle donne, sia sulla strada sia online. Abbiamo bisogno di cambiare la mentalità che insegna agli uomini a sentirsi minacciati dalla presenza e dal successo delle donne.

Abbiamo bisogno di cambiare la mentalità che porta a congratularsi con gli uomini che cambiano un pannolino, che stigmatizza i papà a tempo pieno e che penalizza le mamme lavoratrici. Abbiamo bisogno di cambiare la mentalità che valorizza l’essere sempre sicuri di se stessi, competitivi, e ambiziosi sul posto di lavoro – a meno che tu non sia una donna. A quel punto sarai troppo autoritaria, e improvvisamente tutte le qualità che pensavi fossero necessarie per il successo finiranno per ritorcersi contro.

Abbiamo bisogno di cambiare una cultura che getta una luce ingiusta sulle donne e sulle ragazze di colore. Michelle spesso ha parlato di questo. Anche dopo essersi guadagnata il successo da sola, aveva ancora dei dubbi; doveva preoccuparsi di apparire o comportarsi nel modo giusto – pena il sembrare troppo risoluta o ‘arrabbiata’.

Come genitori, aiutare i nostri bambini a crescere tra questi limiti è un processo costante d’apprendimento. Michelle e io abbiamo cresciuto le nostre figlie insegnando loro ad alzare la voce di fronte a trattamenti ingiusti o a giudizi basati sulla razza o sul sesso. È importante per loro avere dei punti di riferimento che riescano a raggiungere i livelli più alti in qualsiasi campo. E sì, è importante anche che il loro papà sia femminista, perché adesso è ciò che si aspetteranno di trovare in ogni uomo che incontreranno”.

Leggi l’articolo dall’L’Huffington Post