Monthly Archives: marzo 2017

Ogni volta che puoi conta. Ascolta la puntata

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Inizia la settimana che radio3 dedica ai numeri anche a La Città: dati, cifre, conti, percentuali, proiezioni, affollano sempre più le nostre vite e le informazioni, ma non sempre siamo in grado di osservarli, di interpretarli. È la vittoria o il tramonto dell’oggettività? Che ruolo ha per esempio la statistica nel disegnare la realtà, che ruolo i sondaggi nella politica, che peso il fact cheking – la verifica dei fatti, nell’informazione?

Gli ospiti del 13 marzo 2017

Paolo Zellinimatematico, insegna Analisi numerica a Tor Vergata, il suo ultimo libro è La matematica degli dei e gli algoritmi degli uomini (Adelphi, 2016)

Adriano Fabris,  insegna Etica della Comunicazione a Pisa

Davide De Lucafact checker de Il Post

Giovanni Alleva, presidente dell’Istat

Luciano Floridi, filosofo dell’Oxford Internet Institute, ha pubblicato con Codice “La rivoluzione dell’informazione

Ascolta la puntata

La libertà è fuori dalla bolla: il consumo di informazione non può viaggiare solo sul web

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Luciano Floridi: rischiamo di finire in celle. Le tecnologie che costruiamo ci stanno mutando radicalmente. Inevitabile dunque il passaggio da un mondo di carta a uno di bit cambi anche il nostro rapporto con la conoscenza e la cultura. Parla il filosofo dell’Oxford Internet institute.

La rivoluzione dell’informazione è ormai arrivata alle masse. E l’impatto è tale da mutare la concezione stessa dell’umano. Luciano Floridi, filosofo dell’Oxford Internet Institute e tra i massimi esperti della materia al mondo, lo teorizza da anni: siamo “inforg”, esseri viventi cioè intesi come entità composte di informazione. Nemmeno la ruota o il motore a scoppio avevano potuto tanto, dice all’Espresso: le tecnologie che costruiamo ci stanno mutando radicalmente. Inevitabile dunque il passaggio da un mondo di carta a uno di bit cambi anche il nostro rapporto con la conoscenza e la cultura.

Fabio Chiusi intervista Luciano Floridi su l’Espresso

Cosa sono i Big Data: esempi concreti della vita quotidiana

Si sente sempre più spesso parlare di Big Data, ma ancora più spesso ci si accorge che chi usa questa espressione non conosce davvero bene il suo significato. Per questo è lecito domandarsi cosa siano i Big Data, perché sono così ricorrenti nella stampa online e offline, soprattutto quella di natura marketing e IT, e che cosa significa che i Big Data rappresentano un’evoluzione per diversi settori.

Per capire bene cosa siano i Big Data, non serve snocciolare complesse definizioni, che farebbero impallidire lo stesso Einstein, ma è sufficiente capire il significato profondo del termine e come la sua influenza possa essere notata nella vita di tutti i giorni.Cosa sono i Big Data: esempi concreti della vita quotidiana

È importante iniziare con il dire che lo stesso termine Big Data è alquanto fuorviante. La traduzione grandi dati  o grossi dati, infatti, fa pensare all’enorme quantità di dati oggi disponibili in diversi settori e, in automatico, porta a concludere che per rivoluzione Big Data si intendono le opportunità oggi disponibili di avere così tante informazioni al servizio business.

Questa conclusione è vera solo in minima parte. Anche perché esistono settori dove i dati, per quanto ve ne siano davvero in ingenti quantità, non sono sempre disponibili a tutti e, soprattutto, non vengono sempre condivisi.

Leggi su Cloudtalk.it

il libro: La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini

I numeri sono un’invenzione della mente o una scoperta con cui la mente accerta l’esistenza di qualcosa che è nel mondo? Domanda a cui da secoli i matematici hanno cercato di rispondere e che si può anche formulare così: 8d29439e55c7973a6fd7156ca2b250ca_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyche specie di realtà va attribuita ai numeri? Con la sua magistrale perspicuità, Zellini affronta questi temi, che non riguardano solo i matematici ma ogni essere pensante. Collegata alla prima, si incontrerà un’altra domanda capitale: come può avvenire che qualcosa, pur crescendo in dimensione (e nulla cresce come i numeri), rimanga uguale? Domanda affine a quella sull’identità delle cose soggette a metamorfosi. Ed equiparabile a quelle che si pongono i fisici sulla costituzione della materia.

Paolo Zellini, La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini (Adelphi)

Raccontare la matematica

«Che strana scienza la matematica, e che sciocchezza occuparsene» scriveva Dostoevskij in una lettera al padre nel 1839. Esoterica e segreta, perfetta ed elegante, per molti in realtà astrusa e piena di enigmi; ma il mondo è matematico, lo avevano capito bene già i greci, consapevoli che solo attraverso formule e teoremi si poteva accedere alla comprensione del mondo. 0d47fa0cover26042
Caos, algoritmo, infinito, numeri, probabilità: sono parole suggestive che intersecano più campi del sapere e che sussurrano qualcosa anche a chi matematico non è. Questi libri raccontano la matematica come alfabeto del mondo, in un approccio che unisce aspetti filosofici e umanistici, e ne mostra i legami con la storia del pensiero. Un’avventura affascinante per far comprendere il valore culturale della matematica e la sua influenza sulle civiltà.

Qui il sito della casa editrice Il Mulino che se ne occupa

Qui i Booktrailer

La politica digitale – Italia 2017

A questo punto, dopo aver ascoltato Matteo Renzi al Lingotto qualche giorno fa spiegare quale sarà la strategia politica complessiva del PD nel prossimo futuro, credo sia una buona idea (per me) tentare un bilancio della politica digitale in Italia negli ultimi anni. Cercherò di farlo in maniera schematica, senza occuparmi dei singoli aspetti tecnici. Prima però devo mettere sul tavolo due premesse doverose.
La prima è che i temi della politica digitale del Paese e il suo sostanziale ripetuto fallimento, che inizia ormai ad essere vecchio di quasi vent’anni, sono colpa nostra. Sono un onere che pesa sulle nostre teste di singoli cittadini, sui nostri vizi e le nostre debolezze, se non interamente almeno in buona parte. La seconda è che dalla nascita del governo Renzi ad oggi, in un numero tutto sommato non rilevante di occasioni, sono stato chiamato dal governo ad offrire il mio piccolo contributo ai temi della politica digitale nazionale (e sono stato felice di farlo): quindi, oltre che un fallimento mio, di singolo cittadino, il fallimento della politica digitale dell’Italia è anche un mio fallimento, pur se microscopico, come uomo politico. Lo so, uomo politico riferito a me fa ridere.

Massimo Mantellini su IlPost

La giornata di una fact-checker

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In una famosa vignetta della striscia a fumetti online xkcd intitolata Duty Calls, una persona chiede al proprio partner di venire a letto, mentre lui se ne sta seduto da solo davanti al computer. «Non posso. È una cosa importante», risponde l’uomo, mentre batte furiosamente sulla tastiera. «Cosa?», chiede la donna. «Qualcuno ha torto su internet», ribatte lui. La frustrazione notturna dell’uomo della vignetta è il mio lavoro principale. Lavoro a Snopes, un sito di fact-checking che si occupa di passare in rassegna le bufale, sfatare luoghi comuni e smascherare i bugiardi. Qualche settimana fa, per esempio, siamo stati alle prese con un rigonfiamento misterioso comparso sulla schiena di Hillary Clinton che è risultato essere lo scatolotto di un microfono (e non un defibrillatore, come avevano detto alcune persone). È una vocazione nobile e meritevole, ma è anche una fatica di Sisifo. Su internet, per quanti fatti si riesca a mettere in ordine, c’è sempre qualcuno che si sbaglia.

Brooke Binkowski – The Washington Post su IlPost.it