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Mondo del lavoro: voucher al capolinea? Ascolta la puntata

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Parliamo ancora di voucher, in quella che potrebbe essere la loro ultima settimana. Cosa ci dicono i dati del mercato e della cultura del lavoro? Pomo della discordia, simbolo di una contesa, uno strumento che disciplina un numero di ore molto basso ma con un potenziale politico esplosivo: emblema della precarizzazione crescente del lavoro o soluzione per tutelare il nero e una fascia che rischia di tornare nel sommerso? Cosa accadrà in quella zona grigia dell’occupazione se verranno davvero aboliti?

Gli ospiti del 16 marzo 2017:

Davide De Luca,fact checker de Il Post;
Aldo Bonomi, sociologo, dirige l’Istituto di ricerca Aaster. Collabora con “Il Sole 24 Ore”. È autore di diversi saggi tra cui citiamo La società circolare. Fordismo, capitalismo molecolare, sharing economy (Derive e approdi, 2016) con Federico Della Puppa e Roberto Masiero e Dalla smart city alla smart land (2014);
Giampaolo Neto, direttore della Contabilità Nazionale dell’Istat.

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Le barricate, i voucher e l’ideologia: una risposta a Di Vico

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È utile rispolverare gli strumenti dell’istruzione liceale, come l’analisi del testo, di fronte agli editoriali che si ripetono sulla stampa italiana. Ad esempio quelli di Dario Di Vico sul Corriere della Sera. L’ultimo si scaglia contro la decisione della CGIL di portare avanti la campagna referendaria per l’abolizione dei voucher nonostante il tentativo governativo di disinnescare il voto.

La colpa della Cgil e di chi si ostina a pensare che i voucher vadano aboliti è quella di “di abbattere ponti [invece] che cercare soluzioni”. Quei ponti – ci spiega Di Vico – creati dalla crisi che ha unito lavoratori e imprese contro “il capitale finanziario, la competizione al ribasso indotta dalla globalizzazione e l’incapacità politica di trovare soluzioni”.

Finanziarizzazione dell’economia, competizione al ribasso e scelte politiche non sono eventi naturali e imprevedibili. La corsa delle imprese alla finanziarizzazione capace di creare più velocemente e senza ostacoli rendimenti per i proprietari (o azionisti), ma anche per tutti quei manager addetti a questa funzione e retribuiti in base a questi risultati, è stata una scelta ben precisa del tessuto produttivo italiano, europeo, internazionale. Se poi anche nella finanza si son creati monopoli, dispiace per Di Vico, ma è il capitalismo, bellezza!

Marta Fana su  MicroMega

Cosa sono i voucher?

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’INPS il numero di voucher, uno strumento che permette di pagare piccoli incarichi lavorativi, è cresciuto del 32 per cento nei primi dieci mesi del 2016. È un incremento che arriva dopo un altro aumento nei primi dieci mesi del 2015, quando il numero di voucher era cresciuto del 67 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014. Questi numeri hanno generato molta preoccupazione: in molti pensano che l’aumento dei voucher implichi una crescente precarizzazione del mondo del lavoro in Italia.

Manovra sarà 'social'.Poletti, sì flessibilità pensioni

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato dei rischi dell’uso “improprio” dei voucher; la CGIL ha raccolto oltre 3 milioni di firme per un referendum che prevede, tra le altre cose, di abolire alcune norme sui voucher introdotte dal Jobs Act, la riforma del lavoro voluta dal governo Renzi. Davanti a queste critiche crescenti anche il governo ha deciso di intervenire, aumentando la cosiddetta “tracciabilità” dei voucher e promettendo ulteriori interventi in caso il ricorso ai voucher continui ad aumentare. Ma cosa sono esattamente i voucher e perché sarebbero un problema?

Gentiloni sfida: «Correggeremo norme nei prossimi giorni»

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«Abbiamo la sfida di correggere nei prossimi giorni le norme che saranno oggetto del referendum che abbiamo convocato. Il capogruppo Rosato organizzerà anche i modi nei quali nel gruppo discuteremo di come affrontare la tematica»: lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni martedì sera all’assemblea Pd alla Camera, aprendo così uno spiraglio alla possibilità che sia proprio il governo a intervenire, evitando in zona Cesarini i referendum della Cgil sui voucher e sugli appalti fissati per il 28 maggio. La data è stata stabilita proprio oggi dal Consiglio dei ministri, che ha approvato il decreto per l’indizione dei referendum popolari relativi alla «abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti» e alla «abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)». Ma già venerdì prossimo – fanno sapere fonti della maggioranza – potrebbe arrivare un decreto legge, che entrerebbe subito in vigore, «per superare» i quesiti referendari presentati sul Jobs Act dalla Cgil.

Valentina Santarpia sul Corriere della Sera

Il boom dei voucher

I buoni da 10 euro con cui dovrebbero essere pagate solo le prestazioni occasionali “drogano” i dati sull’occupazione. Perché, come previsto dalle convenzioni internazionali, chi ha lavorato per un’ora in una settimana è fuori dalle fila dei disoccupati. Intanto continuano a crollare i nuovi contratti stabili netti: il saldo positivo tra gennaio e luglio è stato di 76.324 unità contro le 465mila dello stesso periodo dell’anno scorso

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I voucher stanno per cambiare

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Secondo i giornali, venerdì prossimo il governo presenterà una proposta per modificare il funzionamento dei voucher, i famosi buoni che si possono usare per pagare lavori occasionali. I voucher sono al centro di un referendum che si terrà il prossimo 28 maggio e con cui la CGIL, il principale sindacato italiano, chiede la loro completa abolizione. La modifica che il governo vuole introdurre potrebbe portare all’annullamento del referendum che se si svolgesse regolarmente sarebbe un grosso rischio politico per il Partito Democratico: perché rischia di coalizzare tutte le forze politiche di opposizione, da Forza Italia al Movimento 5 Stelle, e di portare quindi a un risultato simile a quello del referendum costituzionale del 4 dicembre.

Non è ancora chiaro come il governo intenda modificare i voucher e i principali quotidiani riportano versioni completamente differenti. Secondo il Corriere della Sera, il governo avrebbe deciso di intraprendere l’unica mossa che con sicurezza impedirebbe lo svolgersi del referendum: abolire i voucher per decreto. Repubblica, invece, scrive che in una riunione avvenuta ieri sera tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il ministro del lavoro Giuliano Poletti e il presidente della Commissione lavoro Cesare Damiano, sarebbe stato deciso di modificarli in maniera sostanziale, senza però cancellarli del tutto. In ogni caso, sarà la corte di Cassazione a stabilire se le eventuali modifiche introdotte dal governo saranno sufficienti ad annullare il referendum.

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Inps, dal 2008 venduti 347 milioni di voucher

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Complessivamente, da agosto 2008 (inizio della sperimentazione sull’utilizzo dei voucher per vendemmie di breve durata) al 30 giugno 2016 risultano venduti 347,2 milioni di voucher di importo nominale pari a 10 euro». A fare il calcolo è l’Inps nel report sul lavoro accessorio, aggiornato al primo semestre del 2016. «La progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio è andata di pari passo con l’aumento della vendita dei voucher» che, ricorda l’Inps, ha segnato un rialzo del 40% solo nei primi sei mesi del 2016, rispetto allo stesso periodo del 2015.

Con voucher guadagni medi sotto 500 euro l’anno
La retribuzione “standard” di chi è retribuito tramite voucher, secondo l’Inps, «negli anni più recenti non è mai arrivata a 500 euro» netti all’anno. Non solo.
«Il numero di lavoratori è cresciuto costantemente negli anni, mentre il numero medio di voucher riscossi dal singolo lavoratore, invece, è rimasto sostanzialmente invariato: circa 60 voucher l’anno dal 2012 in avanti» calcola l’Inps. Ora, spiega l’Istituto, «poiché l’importo netto che il lavoratore riscuote per ogni voucher è di 7,50 euro, si ricava che il compenso annuale medio netto negli anni più recenti non è mai arrivato a 500 euro»

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