Monthly Archives: marzo 2017

World Water Day: l’acqua è una risorsa a rischio?

acqua

Per costruire un pc servono oltre 1000 litri d’acqua, niente rispetto a quelli che servono per una bistecca di un kg: 15mila. Partiamo da Bracciano, dove il lago si sta prosciugando in alcune parti, e arriviamo fino in Africa, nella giornata mondiale dell’acqua. Risorsa vitale che manca in alcune zone del pianeta e inizia a scarseggiare in altre, portando destabilizzazioni economiche e politiche e prefigurando scenari apocalittici, vediamo qual è il nostro rapporto con l’acqua, quanto siamo consapevoli dei nostri consumi, quanto siamo capaci di limitare l’uso dell’ oro blu.

Gli ospiti del 22 marzo 2017
Grazia Barberio, ricercatrice Enea, fa parte dell’associazione “Progetto Comune” di Anguillara e hanno organizzato l’evento #OpenLake per informare la cittadinanza e per lanciare soluzioni da proporre a livello istituzionale
Rossella Muroni, presidente Legambiente
Alberto Negri, inviato del Sole24Ore ha pubblicato Il musulmano errante -Storia degli alauiti e dei misteri del Medio Oriente,(2017, Rosenberg & Sellier) con la postfazione di Lucio Caracciolo.
Italo Rizzi, direttore di LVIA associazione di cooperazione internazionale

Ascolta la puntata

Quante guerre si combattono sull’acqua

Nel mondo si celebra la giornata dell’acqua ma le guerre per l’oro blu incendiano da sempre un Medio Oriente assetato. La Mesopotamia, “Terra tra di due fiumi”, il Tigri e l’Eufrate, si dibatte nella siccità e attende un altro rivolgimento geopolitico tra Mosul e Raqqa, le roccaforti del Califfato, per decidere il corso della storia e anche la nuova “idro-politica” regionale. Vista sotto questo profilo la guerra del Siraq, innescata dall’invasione americana del 2003, dalla contrapposizione sciiti- sunniti, dagli interessi confliggenti di grandi e medie potenze, si illumina di una nuova dimensione: non solo scontro politico, religioso, etnico e per il petrolio, ma anche conflitto per l’acqua.

Anzi, non è poi così azzardato affermare che la siccità, con la profonda crisi sociale che ha provocato in Siria, è una delle cause delle proteste esplose sei anni fa nel marzo 2011. Alcune delle cifre più interessanti che spiegano la guerra civile si trovano in un saggio recente “Guerra dell’Acqua” di C. Alessandro Mauceri (Rosenberg & Sellier): tra il 2006 e il 2010 il 60 % del territorio siriano è stato colpito da una siccità acuta, alla vigilia della rivolta contro il regime alauita di Bashar Assad la produzione di grano era crollata del 50 per cento, in alcuni governatorati tre quarti delle famiglie avevano perso i raccolti a ripetizione, gli allevatori l’85% del bestiame e quasi un milione di persone non aveva più mezzi di sostentamento.

Leggi tutto l’articolo di Alberto Negri sul Sole24Ore

Storie d’acqua, dai barili alle cannucce: così il mondo combatte la guerra alla sete

lifestraw

In tutto il pianeta, attraverso piccole invenzioni si cerca di non sprecare nemmeno una goccia di questo prezioso elemento.

I barili rotanti in Africa, Lifestraw, la cannuccia che depura l’acqua, Sapone con acqua di scarico: la sfida delle donne in Kenya, Gli atrapaniebla, i catturanebbia del Cile

Leggi su Fanpage.it le straordinarie invenzioni che l’ingegno dell’uomo ha saputo creare per non sprecare nemmeno una goccia di questa risorsa vitale.

La mostra fotografica a Milano: Water is life

cascate

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2017, Milano ospita la mostra fotografica Water is life di WaterAid alla Fondazione Feltrinelli, il nuovo spazio da poco inaugurato in Via Pasubio 5, nelle giornate del 23 e 24 marzo. Le fotografie esposte, grazie anche al contributo del Gruppo Sofidel, raccontano attraverso un percorso narrativo la presenza dell’associazione nei paesi in cui opera.

Sfoglia la fotogallery da Io Donna

#openlake :: salviamo il lago

cropped-banner-anguillara1

Nella giornata di sabato, 11 Marzo 2017, presso la Porta del Parco (Ecomuseo delle acque, Località Mola Vecchia – Anguillara), si è svolto il primo incontro nell’ambito del progetto #openlake.

L’iniziativa, ideata ed organizzata dall’Associazione Progetto Comune e Smart Hub, ha fornito informazioni e chiarimenti sulle motivazioni tecnico-scientifiche che comportano la fluttuazione dei livelli del lago di Bracciano che oggi, metà Marzo 2017, ha toccato quota -1,3 mt rispetto all’idromotro installato presso il pontile di Piazza del Molo.

Di seguito, la raccolta della documentazione a supporto delle relazioni dei numerosi esperti che si sono alternati durante l’evento.

  • Programma dell’evento: LINK
  • Relazione introduttiva, analisi della concessione all’emungimento per fini idropotabili rilasciata dal Ministero dei LL.PP. nel 1990: LINK
  • Analisi storica dei livelli del lago, il passato ed il presente: LINK1 – LINK2
  • Testimonianza video dell’attuale livello del lago: LINK
  • Relazione geologica, fotografia del bacino idrico sabatino: LINK
  • Gli impatti sulla flora e sulla fauna dell’abbassamento delle acque: LINK
  • Analisi delle correlazioni tra precipitazioni/temperature ed il livello del lago: LINK
  • Presentazione del progetto SMALL, protocollo per il coordinamento degli organi e delle istituzioni competenti sul lago: LINK
  • Controlliamo e difendiamo il nostro lago con gli OpenData, ovvero #openlake: LINK

Visita il sito Anguillaraprogettocomune.net

Acqua, il pianeta si beve 131 piscine olimpioniche al secondo

graficoacqua

Centotrentuno piscine olimpioniche pronte per le gare e messe una a fianco all’altra: ecco quanta acqua consuma il pianeta, non ogni giorno o ora ma ogni secondo. E l’impronta idrica, vale a dire l’insieme dell’acqua consumata in tutte le fasi della produzione di un prodotto, di un bene, è pari a 3.405 litri al giorno di impronta idrica pro capite. In realtà il mondo  può contare su 1,4 miliardi di chilometri cubi di acqua, ma solo lo 0,001 del totale si può davvero usare. Tre i settori principali di consumo: famiglie, industria e agricoltura che è prima nettamente per  i consumi, visto che “si beve” il 70 per cento del totale del prelievo totale di acqua dolce, seguito dall’industria con il 22 per cento e l’8 per cento destinato all’uso domestico.

Approfondisci leggendo l’articolo completo di Wanda Valli su Repubblica

DISSIPATORI D’ACQUA

L’abitante medio del pianeta consuma 1.240 m3 l’anno di acqua, l’italiano ogni giorno usa in media 380 litri di acqua solo per gli scopi domestici, quantitativo che aumenta di 17 volte se si considera anche l’acqua impiegata per produrre ciò che mangiamo e indossiamo. Si arriva a 6.400 litri a testa ogni giorno, 2.334 metri cubi l’anno, questa è la nostra “impronta idrica” che ci fa guadagnare il 4° posto per più elevato il consumo individuale, preceduto solo dagli abitanti di Usa, Grecia e Malesia.

Inoltre solo il 49% di quest’acqua proviene da risorse italiane: il 51% arriva dall’estero, incorporata nei prodotti che viaggiano sulle rotte del commercio internazionale.

Il nostro Paese è il quinto importatore d’acqua del pianeta il che vuol dire che sottraiamo acqua a paesi che ne hanno già poca. Quando mangiamo un uovo consumiamo 200 litri d’acqua, per un chilo di pasta i litri diventano 1924. Per indossare una maglietta di cotone ne abbiamo utilizzati 2700. E se per pranzo ordiniamo un hamburger da 150 grammi, dobbiamo sapere che è «costato» 2.400 litri. E’ tutta l’acqua servita per far crescere la gallina, per coltivare il grano, il cotone, il foraggio, per sfamare e dissetare un manzo.

Leggi sul sito WWF

Che cos’è l’impronta idrica?

acqua

L’impronta idrica è la quantità di acqua consumata da un individuo, un insieme di persone o un’industria. Se quando si parla di emissioni nocive si fa riferimento alla quantità di gas a effetto serra immessi in atmosfera, quando si parla di impronta idrica si fa riferimento alla quantità di acqua consumata!

Impronta idrica Italia

L’acqua che impieghiamo tutti i giorni – per lavarci, cucinare gli alimenti, irrigare il prato o da bere – rappresenta solo una minima parte rispetto a quanta ne viene utilizzata ogni giorno nel mondo e nel nostro Paese. Ogni anno, il wwf stila un rapporto che riferisce i dati del consumo idrico del nostro paese; il rapporto, intitolato  “L’impronta idrica dell’Italia” fa luce su quanta acqua viene consumata quotidianamente attraverso i cibi di cui nutriamo e in altri modi non sempre evidenti. Sentiamo spesso parlare di impronta idrica alimentare o impronta idrica indiretta perché anche dietro i gesti più inaspettati si cela un consumo d’acqua. Si calcola che solo per la produzione, l’impronta idrica è di 70 miliardi di metri cubi di acqua all’anno. Per quanto riguarda il consumo, l’impronta idrica ammonta a 132 miliardi di metri cubi all’anno.

Consumo d’acqua in Italia

Un consumo di 132 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno è immenso… ma dove va a finire tutta quest’acqua? 

In Italia l’85% del consumo idrico si registra nel settore agricolo per l’irrigazione dei campi destinati all’alimentazione umana e destinati a fornire mangime al bestiame. Già, quindi quando consumiamo carni o latte aumentiamo -in modo indiretto- la nostra impronta idrica. L’8% dei consumi d’acqua si registra nel settore industriale e solo il 7% in ambito domestico. Per il fabbisogno idrico nel mondo, vi rimandiamo alla pagina: fabbisogno idrico mondiale.

Impronta idrica pro capite

Sulla base dell’impronta idrica registrata in Italia, si può stabilire che, nel normale svolgimento della sua vita quotidiana, ogni italiano ha un impronta idrica teorica di 6.000 litri d’acqua al giorno. Una quantità enorme! Questo dato così impressionante, riguarda il consumo complessivo che si fa dell’acqua, in ogni sua forma. Come ormai dovrebbe esservi chiaro, non va calcolata solo l’acqua che si consuma in modo diretto. Ogni giorno, ognuno di noi consuma 6.000 litri d’acqua in modo diretto e indiretto, tenendo quindi conto anche dell’acqua impiegata per produrre e trasportare i cibi che mangiamo, dell’acqua usata per fabbricare la maglietta che indossiamo e per svolgere ogni tipo di attività.

Approfondisci su Ideegreen.it

1 2