Monthly Archives: marzo 2017

Il parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, racchiude tre distinti gruppi montuosi: la maestosa catena calcareo-dolomitica del Gran Sasso, con la vetta appenninica più elevata, il Corno Grande (m. 2912), alla cui base è sopravvissuto il Ghiacciaio del Calderone, il più meridionale d’Europa; i Monti della Laga, nel settore settentrionale del Parco, raggiungono anch’essi una quota ragguardevole sul Monte Gorzano (m. 2458), e costituiscono il complesso montuoso arenaceo-marnoso più elevato ed esteso dell’Appennino; a nord-est del Parco, i Monti Gemelli, due montagne calcaree interessate da complessi fenomeni carsici.

Localizzato nell’Italia centrale, il Parco interessa due distinte regioni biogeografiche: “euro-siberiana” e “mediterranea”. Questa particolare collocazione, unitamente alla diversità litologica delle montagne e alle elevate quote, fa di quest’area protetta un territorio che presenta un’elevata ricchezza biologica. Infatti, nel Parco vivono circa 2300 specie vegetali superiori, oltre un quinto dell’intera flora europea, e più di un terzo del patrimonio floristico italiano. Per quanto riguarda il regno animale, emblematico è il caso degli anfibi, presenti con ben quattordici specie tra cui, unico caso in Italia, ben quattro specie di tritoni. Inoltre, le montagne del Parco costituiscono una vera e propria soglia biogeografica tra il nord e il sud del Paese; qui, infatti, alcune specie mediterranee raggiungono il limite settentrionale di distribuzione, mentre altre, in particolare piante e animali di origine artico-alpina, quello meridionale.

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La montagna: categoria dello spirito, il libro di Paolo Cognetti

8 montagneLe otto montagne di Paolo Cognetti ha per oggetto La montagna, nella sua scarna bellezza, dura e selvaggia, segna l’anima per sempre, lascia l’impronta in chi vi è nato e in chi l’ha amata. Diventa una categoria dello spirito e, anche quando la si lascia in cerca di un altrove più conveniente, non ci si può staccare mai veramente da essa. Basta un suono, un profumo che si è risucchiati da lei, lontano dalla assordante città.

«Abitare in montagna mi ha messo voglia di scrivere, i luoghi cambiano i modi del sentimento e anche le parole. Sto qui da otto anni e so che esiste l’egoismo della solitudine: lo riconosci e ne prendi atto senza sentirti troppo figo perché hai scelto le vette, questa per è modestia […] La mattina presto scrivo, poi cammino sulla montagna, mangio qualcosa, la sera scrivo ancora e leggo». (Paolo Cognetti intervistato da Maurizio Crosetti per «la Repubblica» del 10/11/2016)

 

Cosa deve essere un parco?

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Cosa deve essere un parco?
Arriva in discussione la legge sui parchi nazionali che introduce diverse modifiche come il passaggio della gestione dallo Stato agli Enti Locali e la riforma dei requisiti per diventare direttore. Si spacca il mondo ambientalista: cosa deve essere un parco, un’area protetta e incontaminata o, anche, una risorsa da sviluppare? Tutela o valorizzazione, due parti che sembrano non poter andare d’accordo, un dissidio culturale profondo nel nostro paese, non solo quando si parla di paesaggio.

Gli ospiti del 28 marzo 2017:

Vittorio Alessandro, presidente del Parco Nazionale 5 Terre;
Mario Tozzi,geologo noto divulgatore scientifico ricercatore CNR editorialista della Stampa, ha scritto Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri(2015, Einaudi)
Rossella Muroni, presidente Legambiente;
Tommaso Navarra, presidente del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga;
Paolo Cognetti, scrittore, autore del romanzo Le otto montagne (Einaudi, 2016), ha partecipato da poco al festival Libri Come all’Auditorium di Roma a un dialogo con Franco Arminio su natura e paesaggio.

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I parchi d’Italia: un bene prezioso da tutelare

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(credit immagine La Stampa)

Il punto di disaccordo fotografa un dibattito che attraversa da almeno trent’anni il movimento ecologista e ambientalista italiano. Per alcuni, tutelare veramente un paesaggio naturale e un territorio, non è possibile con dei compromessi. Ogni commistione tra economia e tutela apre la strada alla devastazione, e per salvare un ambiente l’unica cosa da fare è tenerne fuori rigorosamente l’economia. Per gli altri, invece, questa è una soluzione non realistica per un territorio come l’Italia, dove nelle aree a parco nazionale abitano migliaia di cittadini che devono pure vivere. E dunque, l’unico modo per tutelare un territorio naturale è quello di siglare un buon compromesso, facendo virare in senso «verde» l’economia.

Leggi l’articolo da La Stampa

WWF in difesa dei parchi, contro la legge

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Il WWF si è «mobilitato per difendere i parchi nazionali, alla discussione di una legge che rischia di portare indietro di quarant’anni il sistema di protezione della natura», come si legge in una nota dell’organizzazione. Che ha esortato, poi, tutti i cittadini contrari alla legge a scrivere al deputato della propria circoscrizione per difendere l’ambiente.

Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia, sul dibattito della legge ha aggiunto: «La proposta di riforma che approda in aula alla Camera, dopo essere stata approvata al Senato, è una grande opportunità perduta: se il testo non verrà emendato, ma licenziato frettolosamente, anziché rilanciare e rafforzare i parchi italiani, li indebolirà». La presidente, inoltre, ha lanciato un appello a tutti i deputati affinché «accolgano una serie di modifiche sostanziali per cambiare il testo, che rischia di stravolgere il sistema delle aree protette e di indebolire la natura d’Italia».

Legge sui parchi: l’intervista a Rossella Muroni di Legambiente

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Oggi la Riforma della legge quadro 394/91 sulle aree protette approda alla Camera dopo essere stata rivista in alcuni punti dalla Commissione ambiente della stessa Camera, presieduta da Ermete Realacci (PD), che viene accusata da diverse associazioni ambientaliste, Aidap, forze politiche di aver licenziato un testo che non viene incontro alle loro richieste di modifica della versione approvata dal Senato. Ne parliamo in questa intervista con la presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni, che è stata una delle protagoniste del difficile confronto sulla riforma della legge sui Parchi.

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