Monthly Archives: marzo 2017

Alì dagli occhi azzurri di Pier Paolo Pasolini

alì dagli occhi azzurri

Profezia
di Pier Paolo Pasolini

A Jean Paul Sartre, che mi ha raccontato
la storia di Alì dagli Occhi Azzurri.

                              Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sé i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci,
asiatici, e di camice americane.
Subito i Calabresi diranno,
come malandrini a malandrini:
“Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!”
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica,
voleranno davanti alle willaye.

                                  Essi sempre umili
Essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implo-    rare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come ban-    diti
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano
ai massacri dei re,
essi che ballavano
alle guerre borghesi,
essi che pregavano
alle lotte operaie…
… deponendo l’onestà
delle religioni contadine,
dimenticando l’onore
della malavita,
tradendo il candore
dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì
dagli occhi azzurri – usciranno da sotto la terra per uccidere —
usciranno dal fondo del mare per aggredire — scenderanno
dall’alto del cielo per derubare — e prima di giungere a Parigi
per insegnare la gioia di vivere,
prima di giungere a Londra
per insegnare ad essere liberi,
prima di giungere a New York,
per insegnare come si è fratelli
— distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe
della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno su come zingari
verso nord-ovest
con le bandiere rosse
di Trotzky al vento…
(da Il libro delle croci, 1964)

Una speranza, un supporto per i minori migranti soli

civico_zero

Marco cappuccino, responsabile di ‘Civico zero’ di save the childrenun progetto volto a fornire supporto, orientamento e protezione ai minori migranti e neo-maggiorenni che si trovano, o che rischiano di trovarsi, in situazioni di marginalità sociale, devianza, sfruttamento e abuso, al fine di contribuire al miglioramento delle loro condizioni di vita e al rispetto dei loro diritti.

Riascoltalo qui.

La storia di una rinascita: Sayed Hasmain

migranti speranza foto da Repubblica

“Sayed Hasmain ha vent’anni. A undici è dovuto scappare dall’Afghanistan, lasciando la madre e la propria casa, per sfuggire a chi lo voleva costringere a combattere con i talebani. È arrivato in Italia dopo nove anni di viaggio, tra stenti e periodi di prigionia, trattato in modo disumano.” Oggi, vive a Roma ed è diventato mediatore culturale. Qui la sua testimonianza

IL LIBRO TUTTI INDIETRO, LA STORIA DI SAYED

BoldriniCONFINE300dpi-270x431Sayed ha vent’anni. A undici è dovuto scappare dall’Afghanistan, lasciando la madre e la propria casa, per sfuggire a chi lo voleva costringere a combattere con i talebani. È arrivato in Italia dopo nove anni di viaggio, tra stenti e periodi di prigionia, trattato in modo disumano. Quella di Sayed è solo una delle tante storie raccolte da Laura Boldrini nella sua lunga esperienza in prima linea. Cosa spinge migliaia di persone a cercare di raggiungere le coste italiane sfidando ogni pericolo? Che cosa sappiamo veramente di loro? Dobbiamo averne paura? È giusto respingerli, come il governo italiano ha deciso di fare dal maggio 2009? Oggi nel dibattito pubblico si tende a considerare tutti i migranti allo stesso modo, mettendoli indistintamente in un unico grande calderone e presentandoli come minaccia alla sicurezza. Anche i rifugiati, da vittime di regimi e conflitti, finiscono per rappresentare un pericolo. Un grande equivoco che mina i principi di solidarietà e di diritto radicati da sempre nella società italiana.

7 COSE DA SAPERE SULL’ISTITUTO DELL’AFFIDO FAMILIARE

minori-

  1. Purtroppo ad oggi l’affido familiare non è sufficientemente diffuso in Italia e non è organizzato in modo omogeneo su tutto il territorio. Anche per questo motivo, come Save the Children abbiamo promosso un disegno di legge sul sistema di protezione e di accoglienza dei minori stranieri soli che valorizza proprio l’istituto dell’affido familiare.
  2. L’affido familiare è disposto dal servizio sociale (e quando necessario dall’autorità giudiziaria), che ha il compito di valutare la famiglia o la singola persona per verificare con attenzione che abbia tutte le qualità necessarie per prendersi cura temporaneamente di un bambino o di un ragazzo.
  3. È necessario, inoltre, che la famiglia richiedente sia consapevole delle responsabilità che si sta assumendo e della temporaneità dell’affido, e sia pronta ad accogliere le problematiche del minore. Questa verifica è fondamentale per evitare di esporre i minori a rischi, nel caso in cui la famiglia non risultasse idonea e preparata all’accoglienza o, in casi ancora più gravi, la richiesta di affido nascondesse intenzioni malevole da parte degli adulti che la propongono.
  4. In alcuni Comuni sono stati istituiti degli albi di famiglie affidatarie e vi sono alcune esperienze significative, in particolare, di affido di minori stranieri non accompagnati, ma queste sono presenti solo su pochi territori.
  5. È evidente che se esistono legami familiari preesistenti si cerca di attivare un immediato ricongiungimento con la famiglia di origine. Se però questo ricongiungimento familiare prevede tempi lunghi, anche di verifica, l’affido familiare può essere una valida alternativa temporanea alla comunità.
  6. È importante considerare anche che in tutti i casi occorre avere il consenso del minore per poter procedere.
  7. Per saperne di più e per dare la propria disponibilità, il primo passo da compiere è quello di rivolgersi al servizio sociale del proprio Comune di residenza.

Scopri di più da Save The Children

Migranti: l’Italia per prima in difesa dei minori soli

migranti bambino

25mila bambini solo l’anno scorso, più di 3mila dall’inizio di quest’anno, sono i minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia e che da ieri, finalmente, sono tutelati da una legge varata dal Parlamento, prima in Europa, e dal lavoro fatto dalle associazioni che da anni lavorano sul campo. Alcuni cambiamenti importanti che ci faremo raccontare, come l’istituzione dei Tutori Volontari, o le procedure di accertamento di identità. E sempre soprattutto le persone: com’è possibile che un bambino attraversi da solo il Sahara o il Mediterraneo, che progetto ha la sua famiglia?

Gli ospiti del 30 marzo 2017:

Marco Cappuccino,  Responsabile Civico Zero di Save the Children a Roma Milano e Torino;
Cristina Mastrandrea, fotogiornalista freelance, si è occupa di questioni di genere, aveva firmato con Floriana Bulfon e Pietro Orsatti l’inchiesta sull’Espresso “Noi, i ragazzi dello zoo di Roma”, e sempre con Floriana Bulfon ha realizzato il docufilm “Invisibili, Non è un viaggio, è una fuga. Storie di ragazzi che arrivano soli in Italia” ;
Filomena Albano, garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza;
Nazzarena Zorzella,avvocato Asgi (Asoociazione per studi giuridici sull’immigrazione)
Sayed Hasmain, mediatore culturale afghano, uno dei protagonisti del libro di Laura Boldrini Tutti indietro (Rizzoli);
Maurizio Ambrosini,docente di Sociologia dei processi migratori e sociologia urbana all’ Universita’ di Milano, E’ responsabile scientifico del Centro studi Medì-Migrazioni nel Mediterraneo, di Genova, tra i suoi libri  Non passa lo straniero? Le politiche migratorie tra sovranità nazionale e diritti umani (Cittadella, 2014) e Richiesti e respinti. L’immigrazione in Italia. Come e perché (Il Saggiatore, 2010).

 Ascolta la puntata

Invisibili, storie di bambini che arrivano soli in Italia

migranti minori

«L’Italia è la frontiera dell’Europa, ed è qui che, dopo la chiusura della rotta balcanica a seguito dell’accordo UE-Turchia, si concentra la quasi totalità degli sbarchi. Saremo sulle navi della Guardia Costiera, che nel 2016 hanno soccorso e salvato da morte certa decine di migliaia di naufraghi, ma anche nei centri di prima accoglienza in Sicilia e in Calabria, nelle strutture ricettive della Campania, e i nostri team mobili saranno operativi a Roma, nelle zone di frontiera con Francia, Svizzera e Austria e ovunque si renda necessario un intervento urgente” ha aggiunto Guerrera. Questi bambini e ragazzi hanno viaggiato e sofferto senza nessuno al loro fianco, per arrivare fin qui. Aiutiamoli a non rimanere più soli».

Il nuovo programma dell’Unicef è stato presentato ieri in occasione della proiezione,contemporaneamente a Roma, Milano e Palermo, del docufilm “Invisibili, Non è un viaggio, è una fuga. Storie di ragazzi che arrivano soli in Italia”. Si tratta di un progetto-inchiesta delle giornaliste Floriana Bulfon e Cristina Mastrandrea.

Continua a leggere l’articolo di Monica Straniero

La legge per proteggere i minori stranieri non accompagnati

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La Camera ha dato il via libera definito alle norme per proteggere i minori stranieri non accompagnati. Il testo, in base al quale i bambini e i ragazzi non ancora maggiorenni che arrivano in Italia senza una famiglia non potranno essere respinti ma avranno gli stessi diritti dei loro coetanei dell’Unione Europea, è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 13 contrari (la Lega) e 41 astenuti (Fi, Cor e Fd9).

Nel 2016 sono stati 25.846 i minori stranieri non accompagnati arrivati sul territorio italiano. Uno su quattro alla fine dell’anno è diventato irreperibile.

Ecco che cosa prevede il provvedimento: Per la prima volta vengono disciplinate per legge le modalità e le procedure di accertamento dell’età e di identificazione, garantendone l’uniformità a livello nazionale. Prima dell’approvazione del ddl non esisteva infatti un provvedimento di attribuzione dell’età, che d’ora in poi sarà invece notificato sia al minore che al tutore provvisorio, assicurando così anche la possibilità di ricorso. Viene garantita inoltre maggiore assistenza, prevedendo presenza di mediatori culturali durante tutta la procedura.Viene regolato il sistema di accoglienza integrato tra strutture di prima accoglienza dedicate esclusivamente ai minori, all’interno delle quali i minori possono risiedere non più di 30 giorni, e sistema di protezione per richiedenti asilo e minori non accompagnati (Sprar), con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale, che la legge estende ai minori stranieri non accompagnati.

Viene poi attivata una banca dati nazionale dove confluisce la ‘cartella sociale’ del minore, che lo accompagnerà durante il suo percorso. Viene prevista per tutti la necessità di svolgere indagini familiari da parte delle autorità competenti nel superiore interesse del minore e vengono disciplinate le modalità di comunicazione degli esiti delle indagini sia al minore che al tutore.La legge promuove poi lo sviluppo dell’affido familiare come strada prioritaria di accoglienza rispetto alle strutture. Sono previste maggiori tutele per il diritto all’istruzione e alla salute, con misure che superano gli impedimenti burocratici che negli anni non hanno consentito ai minori non accompagnati di esercitare in pieno questi diritti, come ad esempio la possibilità di procedere all’iscrizione al servizio sanitario nazionale, anche prima della nomina del tutore e l’attivazione di specifiche convenzioni per l’apprendistato, nonché la possibilità di acquisire i titoli conclusivi dei corsi di studio, anche quando, al compimento della maggiore età, non si possieda un permesso di soggiorno. Viene prevista infine la possibilità, esercitata ad oggi sulla base di un vecchio Regio Decreto, di supportare il neomaggiorenne fino ai 21 anni di età qualora necessiti di un percorso più lungo di integrazione in Italia.

Leggi l’articolo da Avvenire