Monthly Archives: marzo 2017

Trump re del petrolio e del carbone

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“La mia azione oggi è un altro passo verso la creazione di posti di lavoro. Basta con chi rubava la nostra prosperità. Oggi comincia una nuova rivoluzione energetica”. Con queste parole oggi Donald Trump ha cancellato di fatto l’adesione americana agli accordi di Parigi sul cambiamento climatico. Senza mai nominarli, li ha svuotati nella loro applicazione. Un colpo durissimo da parte della potenza economica leader (nonché seconda nazione per emissioni carboniche dopo la Cina). Finisce spazzata via l’eredità ambientalista di Barack Obama. Anche se i suoi seguaci – dagli Stati a governo locale democratico come la California, alle grandi organizzazioni ambientaliste come il Sierra Club – già preparano una guerriglia di resistenza a base di ricorsi presso tutte le sedi di giustizia.

Trump ha voluto distruggere l’ambientalismo del suo predecessore in una cerimonia spettacolare, a cui ha invitato una delegazione di minatori del carbone: “Voglio ringraziarvi perché avete attraversato tempi duri. Ma da oggi creiamo nuovi posti di lavoro grazie alle energie fossili. L’America ricomincia ad essere vincente, con gas e petrolio”.

Leggi l’articolo di Federico Rampini da Repubblica

No Tap: Il tubo della discordia

ULIVI

Tap o No Tap? E’ molto tesa l’attenzione intorno alla realizzazione del gasdotto transadriatico che dal Mar Caspio arriva alla Puglia. Siamo ormai all’ultimo tratto, quello per cui stanno protestando sindaci e manifestanti in difesa della spiaggia di San Foca e di 300 ulivi che dovrebbero essere temporaneamente spostati e poi ripiantati. C’è la paura delle gente, per il paesaggio e per la salute, e ci sono le ragioni di chi difende e approva questa importante infrastruttura. C’è soprattutto un senso politico e culturale in questa storia, molto condizionata dalla sfiducia nei confronti di politica e media.

Gli ospiti del 29 marzo 2017:

Stefania Congedo, giornalista di Telenorba;

Michele Elia,country manager per l’Italia di Tap;
Gianfranco Viesti, insegna Economia applicata all’Università di Bari, tra i suoi libri citiamo Università in declino. Un’indagine sugli atenei da Nord a Sud (Donzelli, 2016). Tra gli altri Più lavoro, più talenti. Giovani, donne, sud. Le risposte alla crisi (Donzelli, 2010); quello firmato insieme a Dario Di Vico Cacciavite, robot e tablet. Come far ripartire le imprese (Il Mulino, 2014);
Marco Potì, sindaco di Melendugno in prima fila nella protesta No Tap;
James Hansen, già corrispondente dell’”International Herald Tribune” e della rivista di geopolitica “East”, attualmente dirige “Nota Diplomatica”.

Riascolta la puntata qui

Gasdotto in Puglia, manifestazione degli studenti

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(immagine credit ANSA)

Momenti di tensione si sono verificati tra le forze dell’ordine e i manifestanti che presidiano il cantiere della Tap in località San Basilio, a San Foca, per protestare contro l’espianto degli ulivi sul tracciato dove dovrebbe sorgere il micro-tunnel del gasdotto. I mezzi della polizia, per accedere all’area, sono stati costretti a forzare il blocco messo in atto dai manifestanti. Il tutto è durato pochi minuti e non ha avuto conseguenze. L’attività di espianto degli ulivi è stata intanto sospesa. 

Vedi i video degli scontri

Il tubo della discordia

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Da un lato c’è una piccola ma determinata comunità del Sud Italia, pronta a difendere la propria terra con le unghie e con i denti; dall’altro c’è un consorzio di società private con interessi nel settore energetico, in affari col presidente autocratico di una ex repubblica sovietica. La storia di Tap (Trans Adriatic Pipeline) è un groviglio di interessi che si contrappongono dal mar Caspio al mare Adriatico. Tap è la fase terminale di un gasdotto lungo 870 chilometri che dovrebbe nascere nel campo di Shah Deniz in Azerbaigian, a settanta chilometri a sud-est di Baku, e finire in Salento, nei pressi della spiaggia di San Basilio a San Foca. Viaggiando per 3500 km e sette paesi, il gasdotto, parte integrante del progetto del Corridoio Meridionale del Gas, porterà ogni anno dieci miliardi di metri cubi di gas azero in Europa centrale per cinquanta anni. Una quantità destinata a raddoppiarsi se e quando verrà avviata la terza fase di sfruttamento di Shah Deniz, che Al Cook, vicepresidente della British Petroleum, ha descritto come “il più grande giacimento mai trovato, esteso quanto l’isola di Manhattan”.

Interessi. TAP rientra nella lista dei 248 progetti di interesse comunitario (PIC) inseriti nel 2013 dall’Unione Europea nel Terzo Pacchetto Energia per migliorare la sicurezza di approvvigionamento energetico e la connessione tra i mercati. Dove per sicurezza si intende una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento e in particolare una maggiore indipendenza dalla Russia, a cui l’UE è strutturalmente legata. L’obiettivo è quello di creare un sistema energetico continentale, dove l’energia possa viaggiare liberamente tra i confini a prezzi competitivi.

Leggi l’inchiesta da l’Espresso

Il parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, racchiude tre distinti gruppi montuosi: la maestosa catena calcareo-dolomitica del Gran Sasso, con la vetta appenninica più elevata, il Corno Grande (m. 2912), alla cui base è sopravvissuto il Ghiacciaio del Calderone, il più meridionale d’Europa; i Monti della Laga, nel settore settentrionale del Parco, raggiungono anch’essi una quota ragguardevole sul Monte Gorzano (m. 2458), e costituiscono il complesso montuoso arenaceo-marnoso più elevato ed esteso dell’Appennino; a nord-est del Parco, i Monti Gemelli, due montagne calcaree interessate da complessi fenomeni carsici.

Localizzato nell’Italia centrale, il Parco interessa due distinte regioni biogeografiche: “euro-siberiana” e “mediterranea”. Questa particolare collocazione, unitamente alla diversità litologica delle montagne e alle elevate quote, fa di quest’area protetta un territorio che presenta un’elevata ricchezza biologica. Infatti, nel Parco vivono circa 2300 specie vegetali superiori, oltre un quinto dell’intera flora europea, e più di un terzo del patrimonio floristico italiano. Per quanto riguarda il regno animale, emblematico è il caso degli anfibi, presenti con ben quattordici specie tra cui, unico caso in Italia, ben quattro specie di tritoni. Inoltre, le montagne del Parco costituiscono una vera e propria soglia biogeografica tra il nord e il sud del Paese; qui, infatti, alcune specie mediterranee raggiungono il limite settentrionale di distribuzione, mentre altre, in particolare piante e animali di origine artico-alpina, quello meridionale.

Per saperne di più visita il sito

La montagna: categoria dello spirito, il libro di Paolo Cognetti

8 montagneLe otto montagne di Paolo Cognetti ha per oggetto La montagna, nella sua scarna bellezza, dura e selvaggia, segna l’anima per sempre, lascia l’impronta in chi vi è nato e in chi l’ha amata. Diventa una categoria dello spirito e, anche quando la si lascia in cerca di un altrove più conveniente, non ci si può staccare mai veramente da essa. Basta un suono, un profumo che si è risucchiati da lei, lontano dalla assordante città.

«Abitare in montagna mi ha messo voglia di scrivere, i luoghi cambiano i modi del sentimento e anche le parole. Sto qui da otto anni e so che esiste l’egoismo della solitudine: lo riconosci e ne prendi atto senza sentirti troppo figo perché hai scelto le vette, questa per è modestia […] La mattina presto scrivo, poi cammino sulla montagna, mangio qualcosa, la sera scrivo ancora e leggo». (Paolo Cognetti intervistato da Maurizio Crosetti per «la Repubblica» del 10/11/2016)

 

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