Monthly Archives: aprile 2017

Legittima difesa: l’insicurezza cresce o no?

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Legittima difesa, sicurezza, deriva securitaria (dei media e della politica): diversi fatti di sangue e di violenza segnano le cronache di questi giorni, come il caso del barista di Budrio ucciso a colpi di pistola durante una rapina. E mentre in Parlamento si cerca di modificare l’articolo 52 del Codice penale sulla legittima difesa, ci chiediamo: per la nostra sicurezza l’unica risposta è armarsi di più? O la maggiore diffusione di armi provoca più vittime? E poi, qual è la nostra percezione della criminalità: siamo più o meno sicuri rispetto a qualche anno fa?

Gli ospiti del 4 aprile 2017:

Marco Dugato, ricercatore dell’osservatorio Transcrime dell’Università Cattolica

Paola Baretta, curatrice del rapporto 2016 sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Europa, un’iniziativa Demos – Osservatorio di Pavia

Alessandro Sallusti, direttore del Giornale 

Giovanni Ziccardi, insegna Informatica giuridica a Milano, autore de L’odio online (Cortina)

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Il libro: L’odio on line

La diffusione di Internet ha reso possibile un dialogo ininterrotto, che si alimenta sui blog, sui forum, nelle chat, sui display degli smartphone. lodio-online-2277All’interno di questo dialogo globale, sono approdate le espressioni di odio razziale e politico, le offese, i comportamenti ossessivi nei confronti di altre persone, le molestie, il bullismo e altre forme di violenza che sollevano la curiosità del giurista. Come è nato il concetto di hate speech? Anche odiare è un diritto e quali sono i limiti che pongono gli ordinamenti giuridici? È mutato il livello di tolleranza e sono cambiati irreversibilmente i toni della discussione? A queste domande risponde l’autore, affrontando da un punto di vista giuridico, filosofico e politico il tema della violenza verbale e della sua diffusione nell’era tecnologica.

Giovanni Ziccardi, Violenza verbale e ossessioni in rete (Raffaello Cortina editore)

Legittima difesa, come funziona in Italia la legge e quali sono le proposte di modifica

La legittima difesa è una delle «cause di giustificazione»: rientra cioè in quelle situazioni che rendono lecito un comportamento normalmente qualificato come reato. È regolata dall’articolo 52 del codice penale. (Nella foto Ansa, Mario Cattaneo, l’oste che il 10 marzo 2017 ha ucciso uno dei ladri entrati nel suo bar ristorante a Casaletto Lodigiano)

Si parla di legittima difesa (e quindi di non punibilità) per chi «ha commesso il fatto costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa». In caso di furto non c’è proporzione fra il pericolo generato da uno sparo e quello di essere derubati. La proporzione c’è, per la legge, se «taluno legittimamente presente» nel proprio domicilio o in un luogo ove venga esercitata attività commerciale, professionale o imprenditoriale usa un’arma «legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità o i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione». Questa seconda parte («i beni propri o altrui…») è stata aggiunta nel 2006. (Nella foto Ansa, Carabinieri del Ris di Parma fanno dei rilievi all’interno del bar dove Davide Fabbri è stato ucciso durante un tentativo di rapina a Riccardina, frazione di Budrio, nel Bolognese, il 2 aprile 2017)

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Parole ostili – La Lingua Batte del 02/04/2017

La lingua batte sulle parole ostili in rete. Giuseppe Antonelli in apertura intervista i due blogger @iddio, Alessandro Paolucci, e @insopportabile, Gianluigi Tiddìa, esperti e protagonisti su twitter nell’universo dei social network; a rispondere al dubbio linguistico dell’ascoltatrice Raffaella ci sarà Valeria Della Valle. Nello spazio del saggio Federico Roncoroni, scrittore e saggista, presenta il suo ultimo libro Ingiurie & insulti edito da Mondadori Scuola. Ospite dello Scuolapop Stefano Rampoldi in arte Edda che eseguirà dal vivo alcuni brani del suo ultimo disco “Graziosa Utopia”. Cristina Faloci intervista il giornalista Bruno Mastroianni che insegna Teoria della comunicazione alla Pontificia Università della Santa Croce (PUSC) e che sul suo blog www.brunomastro.it ha teorizzato la possibilità di una “disputa felice” in rete. In chiusura ascoltiamo Barbara Sgarzi, giornalista, blogger, esperta di comunicazione ed editoria digitale, che insegna Social Media all’Università SISSA di Trieste e collabora con numerosi siti e periodici femminili, tra cui Grazia, Donna Moderna, Vanityfair.it e Pagina99; e Silvia Brena, scrittrice, giornalista, con una lunga esperienza di direzione in importanti testate femminili (“Io Donna”, “Donna Moderna”), che insegna Teorie e Tecniche della Comunicazione all’Università Cattolica di Milano. È co- fondatrice, con Marilisa D’Amico, del progetto Vox- Osservatorio italiano sui diritti che ha lanciato di recente la campagna #leparolefannomale, con due progetti antibullismo che hanno coinvolto gli studenti dell’Università Cattolica e i ragazzi del Liceo Berchet di Milano.

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Armi leggere: in Italia acquisto e diffusione “in allarmante aumento”

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Secondo Archivio Disarmo almeno 12 italiani su 100, circa 7 milioni, possiedono un’arma acquistata in maniera legale o al mercato nero. Aumentano in generale le richieste di porto d’armi e triplicano le licenze per uso sportivo. E’ inoltre sempre più facile acquistare armi sul “deep web” di internet. I punti deboli della normativa italiana e le richieste di maggiori controlli e monitoraggi

Fonte Agensir.it

Il boom delle armi in Italia: «Fingo di essere un cacciatore per avere il fucile»

Questa inchiesta nasce da un’anomalia, uno di quegli scarti capaci di rompere la routine e che spesso sono il segnale di un cambiamento in atto. L’anomalia si chiama «licenza per armi». L’Italia non è l’America, dove chiunque può acquistare un fucile semiautomatico al supermercato sotto casa. L’uso delle armi è super controllato.

Al di là di chi porta la divisa, sono pochissime le categorie che possono possedere, e ancora meno portarsi in giro, una pistola o un fucile.

Eppure negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Il numero di licenze per armi è esploso. Nel 2015 ne sono state rilasciate 1.265.484. Un’enormità se si considera che solo tre anni prima erano poco più di un milione (1.094.487 per la precisione).

Approfondisci sul SecoloXIX

Sicurezza e giustizia

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Non è facile definire con precisione l’insicurezza, anche se è fra i sentimenti che caratterizzano maggiormente gli atteggiamenti sociali, nel nostro tempo. Tuttavia, vi contribuiscono molteplici motivi, assai diversi tra loro, legati all’economia, al lavoro, alla finanza; oppure alle minacce costituite dai conflitti globali; o, ancora, ai rischi per la salute, ai pericoli che si corrono sulle strade, agli incidenti sul lavoro. Negli ultimi anni, tuttavia, l’insicurezza è stata connessa, in modo inscindibile, alla criminalità comune: nella percezione sociale, nella comunicazione pubblica e di vita quotidiana. L’Osservatorio “monitora” le percezioni dell’opinione pubblica in Italia, Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna in materia di sicurezza e il principale Tg pubblico di ciascuno di questi Paesi, classificando le notizie in base alla presenza o assenza di connotati ansiogeni…

Fonte Osservatorio di Pavia

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