Monthly Archives: aprile 2017

La superbomba americana contro l’Isis. Ascolta la puntata

MOABAFAM

La madre di tutte le bombe. Così la chiamano.

È Moab, la super bomba che gli Usa hanno lanciato contro l’Isis in Afghanistan. Raccontiamo di cosa si tratta riflettendo sul cambio di rotta della politica estera statunitense. E noi, come molti dei nostri ascoltatori, ci chiediamo: che fine hanno fatto i pacifisti?

Gli ospiti del 14 aprile 2017

Andrea Margelletti, Presidente del Centro Studi Internazionali

Luigi Spinola , conduttore di Radio3mondo e analista internazionale

Vincenzo Camporini, generale,  già capo di Stato Maggiore della Difesa

Paolo Beccegato, responsabile dell’area internazionale di Caritas italiana che, tra l’altro, tiene stabilmente una “Scuola di Educazione alla Pace e alla Mondialità”

Giovanni Scotto, docente di Teoria dei Conflitti e delle Mediazioni all’Università di Firenze, attualmente è in Germania, a Braunschweig, per un progetto di studi sull’educazione alla pace

Ascolta la puntata

F-35 e armi nucleari: si conferma il pericolo denunciato da tempo da “Taglia le ali alle armi

La stampa italiana ed internazionale sta rilanciando con enfasi una importante notizia, scoperta dalle campagne statunitensi contro le armi nucleari a partire da documenti ufficiali: l’amministrazione Obama è pronta ad investire più di 11 miliardi di dollari per rimodernare vecchie bombe nucleari a caduta. Non solo: con questo previsto ammodernamento tali ordigni avrebbero la possibilità di essere installati anche sui nuovi cacciabombardieri F-35 di ultima generazione.15906

Una notizia che non solo conferma la capacità nucleare degli F-35 che la nostra Campagna ha sottolineato da anni in diversi dossier e documenti (e che nessuno al Ministero della Difesa ha mai smentito) ma che la possibile dotazione nucleare dei caccia F-35 si potrebbe realizzare con ordigni che sono già presenti sul nostro territorio nazionale. “Che ci sia una presenza in Italia, pur se in basi Nato, di bombe nucleari ormai è un fatto acquisito da diverso tempo sulla base di numerosa documentazione – sottolinea Lisa Clark di “Beati i costruttori di Pace” e referente in Italia dei movimenti anti-nucleari –  Una problematicità già nota e che oggi acquista ancora più forza, perché la combinazione letale tra F-35 e ordigni nucleari potrà concretizzata senza doversi allontanare dall’Italia”. La Campagna “Taglia le ali alle armi” per bocca dei suoi portavoce Grazia Naletto ed Andrea Baranes (Sbilanciamoci!), Francesco Vignarca (Rete Disarmo) e Flavio Lotti (Tavola della Pace) esprime “forte preoccupazione per questa ulteriore dimostrazione della problematicità non solo tecnica e di costo che la partecipazione italiana al programma JSF rende evidente. Come si fa a pensare che un sistema d’arma del genere non configuri una grave violazione dello spirito dell’articolo 11 della nostra Costituzione?”

Oltre per il possibile uso futuro dei caccia F-35 il problema si pone anche a riguardo del Trattato di Non Proliferazione nucleare, che l’Italia ha ratificato e che impedisce al nostro paese di dotarsi di armi nucleari. Un’eventuale violazione degli accordi internazionali non si ferma oltretutto a questo: va ricordato infatti come in tutta la documentazione tecnica ufficiale dell’F-35 risulti l’evenienza di dotazione anche con armamento cluster (le famigerate bombe a grappolo).

Approfondisci su Perlapace.it

CHE COS’È LA “MADRE DI TUTTE LE BOMBE” E QUANTO È POTENTE

L’esercito statunitense ha comunicato giovedì 13 aprile 2017 di aver lanciato la “madre di tutte le bombe”, la Moab (Massive Ordnance Air Blast Bomb) nella provincia orientale afghana di Nangarhar con l’obiettivo di distruggere una rete di tunnel sotterranei utilizzati dall’Isis. Si tratta della prima volta che quest’arma viene utilizzata, anche se gli Stati Uniti ne sono in possesso dal 2008. La Moab GBU-43/B è la più grande bomba non nucleare mai utilizzata in combattimento. In quanto arma non nucleare, il suo utilizzo non richiede necessariamente l’approvazione da parte del presidente degli Stati Uniti.

Il ministero della Difesa afghano ha detto che la bomba ha provocato la morte di 36 miliziani del sedicente Stato islamico e “ha completamente distrutto” l’obiettivo “senza causare vittime civili”.

La bomba è lunga circa nove metri e pesa 9,8 tonnellate. È guidata tramite Gps e viene sganciata da un aereo da trasporto MC-130. Esplode poco prima di toccare terra. La Moab viene sganciata dall’aereo su una base che viene poi tirata via da un paracadute permettendo all’arma di scivolare verso il basso, stabilizzata e direzionata da quattro piccole ali. L’effetto principale della bomba è una massiccia onda d’urto che si allunga per un miglio in ogni direzione – dovuta all’esplosione di 8.48 tonnellate di esplosivo. Il sottile involucro di alluminio della bomba è stato progettato specificamente per massimizzare il raggio di esplosione. La bomba è stata sviluppata per utilizzarla nel corso della guerra in Iraq proprio per danneggiare strutture sotterranee e tunnel. Ognuna ha un costo di 16 milioni di dollari. Il primo test è avvenuto nel 2003 ma non era mai stata utilizzata finora.

Approfondisci leggendo l’articolo completo su TPI.IT

Pyongyang a Trump: “Alla guerra se gli Usa lo vogliono”

corea-del-nord-dittatore

In una intervista all’Associated Press il viceministro degli Esteri nordcoreano Han Ryol ha accusato oggi il presidente americano Donald Trump di aver creato un “circolo vizioso” di tensioni nella penisola coreana, ha detto che di fronte a un attacco preventivo americano Pyongyang “non terrà le braccia incrociate” e che il prossimo test nucleare sarà condotto quando il quartier generale supremo nordcoreano lo riterrà più opportuno. Han ha aggiunto che non è il suo Paese quanto il presidente Usa a “creare guai”. Nei giorni scorsi Trump aveva scritto su Twitter che la Corea del Nord “è in cerca di guai”. “Trump provoca in continuazione con le sue frasi aggressive. Non è la Repubblica popolare democratica di Corea ma gli Usa e Trump che creano guai”, ha detto il ministro nordcoreano all’Ap.

Approfondisci su RaiNews.it

Il video: come è fatta la super bomba?

MOAB_bomb

Il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha confermato in apertura del briefing quotidiano che gli Stati Uniti hanno colpito l’Afghanistan sganciando una bomba mirata a colpire “tunnel e grotte usate dai miliziani dell’Isis”. Spicer ha quindi sottolineato che nell’azione “sono state prese tutte le precauzioni per evitare vittime civili e danni collaterali”, rimandando poi al Pentagono per ulteriori dettagli.

Un video con un frammento del documentario ‘Future Weapons’ realizzato da Discovery Channel’s in cui viene mostrata la bomba MOAB.

Clicca qui per vederlo

Perchè gli Usa hanno lanciano la bomba Moab sull’Afghanistan

8567828196_810cd563d5_b

Gli Usa hanno sganciato la più potente bomba convenzionale (non nucleare) mai usata nella storia. E l’hanno sgancaita sull’Afghanistan. Il rilascio dell’ordigno è avvenuto alle 19 del 13 aprile, ora locale. L’obiettivo era un tunnel usato dalla filiale locale di Isis nella provincia di Achin nella regione di Nangarhar. Lo riferisce la Cnn citando fonti del pentagono. L’ordigno è una Gbu-43/B Massime Ordnance Air Blast (Moab, conosciuta come “la madre di tutte le bombe”) ed è la prima volta che viene impiegato.

Le caratteristiche della bomba
La Moab, sviluppata nella Guerra in Iraq del 2003 ma mai utilizzata, è lunga 9,17 metri ed ha un diametro di 1,02 metri. Guidata da un sistema Gps sull’obiettivo, pesa 8,5 tonnellate di esplosivo H-6 ad altissimo potenziale e la sua deflagrazione equivale all’esplosione di 11 tonnellate di tritolo. La detonazione avviane poco prima che tocchi il suolo (non è un ordigno penetratore, usato per distruggere bunker in profondità) ed ha un effetto distruttivo totale per qualsiasi cosa si trovi sulla superficie per diverse centinaia di metri di diametro dal punto di impatto. Essendo l’ordigno non nucleare più potente ha prevalentemente un effetto psicologico, teso ad intimorire il nemico. Il suo peso è tale che non puo’ essere sganciato da un normale bombardiere ma sono stati adattati dei C-130 Hercules, ribattezzati MC 130 Combat Talon.

Approfondisci su Panorama.it