Monthly Archives: aprile 2017

Lavorare nei giorni di festa? Ascolta la puntata

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Pasqua: Bandiere dei sindacati vs shopping.

C’è chi lavora nei giorni di festa e chi non vuole farlo. La cronaca ci riporta il caso di Serravalle: il primo sciopero nella storia dell’outlet per evitare di stare aperti la domenica di Pasqua. Lo sciopero però non ha avuto un grande successo e l’outlet era aperto ieri e sarà aperto oggi. Ma al di là dalla cronaca: è giusto riposare, interrompere la quotidianità del lavoro, o ormai la nostra società, le nostre economie, hanno bisogno di non fermarsi mai?

Gli ospiti del 17 aprile 2017

Cristiano Montagnini segretario generane Fisascat Cisl regionale Piemonte

Daniela Bricola direttrice del centro “Serravalle designer outlet“

Dario Di Vico, editorialista del Corriere della Sera

Emanuele Dagnino giovane ricercatore di Adapt

Tonia Mastrobuoni, corrispondente da Berlino per Repubblica

Ascolta la puntata

Qui le voci degli ascoltatori Stefano, Elena, Giovanna, intervenuti durante la “Piazza”

In negozio per 25 euro in più di un feriale

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Aperture senza pause. Dal lunedì al lunedì, h 24, anche se è Natale, Pasqua, o Ferragosto. È il miraggio delle liberalizzazioni senza limiti, diventato realtà per la grande distribuzione del nostro Paese con il decreto Salva-Italia del governo Monti.

«Prima non c’era certo la chiusura totale: già si prevedevano aperture regolamentate. Ma dopo quel provvedimento si è scelta la deregolamentazione, su cui non siamo d’accordo sia per le condizioni dei lavoratori che per il modello di società, fondata esclusivamente sui consumi. E quello che chiediamo oggi non è la serrata dei punti vendita, ma una regolamentazione che ponga dei limiti al numero di festività in cui si lavora». Così Maria Grazia Gabrielli, segretaria della Filcams Cgil, spiega la battaglia del sindacato sul fronte delle feste libere dal lavoro e dagli acquisti. Un movimento che ha terminali in tutti i Paesi europei, dove è sempre più forte l’opposizione di lavoratori e cittadini al modello del «sempre aperto».

In Polonia, ad esempio, dove i grandi supermercati sono sempre aperti e non si prevede neanche una maggiorazione nei compensi dei lavoratori, il sindacato Solidarnosc è riuscito a raccogliere le firme necessarie per presentare una proposta di legge per una regolamentazione. Oggi il testo è in Parlamento, nonostante la forte opposizione dei grandi gruppi di distribuzione. In Italia sui lavoratori si è scaricata sia il peso degli orari prolungati che quello della crisi, con il suo portato di contratti precari e atipici.

All’orario prolungato (o non stop) è corrisposto una diminuzione dei benefit previsti per chi lavora in un giorno di festa. A questo si aggiunge uno stallo nelle relazioni industriali sul contratto, che ha visto fermarsi anche i rinnovi: l’ultimo aumento risale al 2013.

Bianca Di Giovanni su l’Unità

Tra sciopero e shopping la rivoluzione di Pasqua all’outlet di Serravalle

093338122-4501fae0-7327-46e7-9190-1c7b448dac2dDa un lato gli striscioni, le bandiere dei sindacati, le musiche e i cori di protesta, dall’altro lo shopping che non si ferma, né a Pasqua né alla sua vigilia. Atmosfera lunare stamattina all’outlet di Serravalle Scrivia. All’apertura del centro commerciale, infatti, i commessi si guardavano con aria dubitativa, interrogandosi su quanti sarebbero stati i clienti che sfidavano la mobilitazione dei sindacati che bloccavano due rotonde di accesso.
Negozi praticamente tutti aperti – tranne un paio – ma clienti  erano una sparuta presenza. I più hanno lasciato l’auto in paese e hanno coperto a piedi il chilometro di strada per raggiungere l’ingresso dell’outlet, sfidando i lavoratori in sciopero che li prendevano a male parole. Solo intorno a mezzogiorno è cresciuto il numero dei visitatori che ha superato il blocco dei manifestanti, che terminerà alle 13.

È lo scenario che si apre di fronte a chi oggi va a Serravalle Scrivia, nell’Alessandrino, dove è in programma il primo sciopero nella storia dell’outlet. Appena usciti dal casello di Serravalle Scrivia, il benvenuto è dato da una macchina della polizia che blocca la prima rotonda che conduce all’outlet.

FEDERICA CRAVERO E STEFANO PAROLA su Repubblica

Lavoro alla domenica? Per i freelance non è un tabù. Ecco perché

Svegliarsi la domenica, controllare l’agenda e andare a lavoro. In casa, o negli spazi di co-working che creano “uffici sostitutivi” per gli oltre 3,6 milioni di freelance registrati in Italia. Le polemiche sull’apertura dell’outlet di Serravalle Scrivia (Alessandria) nel giorno di Pasqua hanno riacceso il dibattito sul lavoro nei giorni festivi . Ma nel mondo dei professionisti «autonomi e senza dipendenti», come li classifica l’Eurostat, il confine tra settimana e week-end è tutt’altro che chiaro: si lavora al sabato e alla domenica come si può riposare al lunedì, a seconda delle scadenze e della possibilità di fissare paletti con i propri committenti. «Generalizzare è sbagliato, ma diciamo che tra i freelance c’è un rapporto più “fluido” tra vita lavorativa e vita privata. Quindi lavorare alla domenica non è un tabù» spiega al Sole 24 Ore Chiara Faini, responsabile di sviluppo della cooperativa di freelance Smart.

Scelta od obbligo? Entrambi
Se è già difficile inquadrare la categoria dei lavoratori indipendenti, lo è ancora di più stabilire un monte orario settimanale o mensile. Eppure non è un mistero che i freelance siano abituati a inviare email, rispondere a telefonate o rendersi disponibili per scadenze anche nel vivo del fine settimane, durante i “giorni di riposo” che fanno calare la serranda ai negozi e chiudere gli uffici. La prassi può essere più scontata nei mondi di arte e spettacolo, dove è abituale organizzare eventi nel week-end e soprattutto in fascia serale. Già meno se si lavora per conto di aziende in vesti come designer o consulenti informatici, per dire due delle categorie rappresentate all’interno del freelancing italiano e internazionale.

Un conto è essere disponibili dal lunedì al venerdì, un conto è dover prestare servizio sette giorni su sette. «È il vantaggio e lo svantaggio di essere freelance – dice Faini – Il vantaggio è che non sei subordinato e hai autonomia. Lo svantaggio è che sei comunque inserito in un mercato con le sue tempistiche, con il rischio di diventare reperibile 24 ore su 24».

Leggi tutto l’articolo di Alberto Magnani sul Sole24Ore

Outlet aperti e lavoro domenicale: ma quali liberalizzazioni selvagge?

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L’apertura domenicale è soprattutto a favore dei turisti stranieri. Ma in Italia diventa una guerra di religione. Nel sindacato si è rafforzata la tendenza identitaria più che contrattualista. Ma anche la multinazionale che gestisce Serravalle Scrivia non pare ferratissima nelle relazioni sindacali.

La vera e strabiliante notizia di ieri è questa: nel Paese dove una maggioranza di governo, a parole liberal, non riesce ad approvare un provvedimento-omnibus sulla concorrenza si scatena nei giorni di Pasqua uno sciopero contro «le liberalizzazioni selvagge». La contraddizione è così evidente che merita non solo di essere raccontata ma anche un minimo di indagine per capire come siamo finiti in questa deriva schizofrenica. L’apertura dell’outlet di Serravalle Scrivia sta diventando un banco di prova delle relazioni sindacali in Italia con tanto di sciopero, manifestazioni e inviti a non spendere che paiono quantomeno ingiustificati. La possibilità di fare shopping anche nei giorni delle festività consacrate si giustifica perché la clientela di Serravalle è composta in questo periodo soprattutto da turisti che investono i loro soldi per visitare l’Italia e poi si aspettano anche di poter far spesa.

Leggi l’articolo di Dario Di Vico sul Corriere della Sera