Il canale di Sicilia e le Sar

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“Se in una prima fase i barconi dei migranti si spingevano fin sotto la pur vicina Lampedusa, oggi non è infrequente che le nostre autorità vadano a recuperare barche o gommoni carichi di profughi appena fuori le acque territoriali libiche. Con grande risparmio di carburante per i trafficanti che possono così abbattere ulteriormente i costi di un già lucrativo business.

Questa situazione si è generata in assenza di una strategia complessiva (sia per il destino dei migranti una volta sbarcati sia per il loro recupero), anche a seguito del vuoto di autorità creatosi in Libia. Il soccorso in mare è infatti regolato, in maniera operativa, da una convenzione firmata ad Amburgo nel 1979. Questa convenzione stabilisce delle zone, cosiddette Sar (Search and Rescue), fissate di comune accordo. L’area Sar italiana si estende poco a sud della nostra penisola, sovrapponendosi in parte a quella maltese. Benché l’area Sar non influenzi minimamente la sovranità o la giurisdizione degli Stati, Malta ne ha fatto spesso una questione di prestigio, dichiarandosi responsabile per una zona che è estesa 750 volte il suo territorio. Salvo poi tirarsi indietro nell’attività da svolgere nella sua area di competenza lasciando il cerino nelle mani delle autorità italiane. Che hanno finito per tenerselo.

Leggi l’articolo di Laura Canali su Limes

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