Monthly Archives: aprile 2017

Alitalia, salta la ricapitalizzazione: ora la parola agli azionisti

La vittoria del “no” al referendum sul preaccordo firmato da sindacati e Alitalia fa saltare la ricapitalizzazione e avvicina la prospettiva del commissariamento. Il Cda che si è riunito questa mattina ha «preso atto con rammarico» della decisione dei propri dipendenti che hanno bocciato a larga maggioranza il verbale d’intesa che avrebbe sbloccato un aumento di capitale da 2 miliardi, compresi oltre 900 milioni di nuova finanza, che sarebbero stati utilizzati per il rilancio della compagnia. «Data l’impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione», si legge nel comunicato, il board ha deciso di «avviare le procedure previste dalla legge», tra queste la più probabile è l’amministrazione straordinaria.

Comunicato all’Enac l’avvio della procedura di nomina del commissario
La conferma arriva a stretto giro, ed è uno dei primi effetti del voto: la comunicazione ufficiale all’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) da parte del presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, della decisione del Cda della compagnia aerea di avviare la procedura per la nomina del commissario straordinario. L’Enac, informa una nota, «ha preso atto che, al momento, esistono le condizioni per il mantenimento della piena operatività di Alitalia, su cui l’Ente continuerà a mantenere la propria vigilanza istituzionale in base alla normativa europea vigente».

Giorgio Pogliotti sul Sole24ore

Alitalia, dall’Iri a Etihad. Un volo lungo 70 anni

Una gloriosa ma dispendiosa compagnia di bandiera che ha vissuto una privatizzazione sofferta, con una lunga stagione segnata da difficili vertenze sindacali e aspre contese politiche. Cominciano con l’Iri e si chiudono con gli emiri di Etihad i 70 anni di Alitalia che scrive un pezzo non indifferente di storia dell’industria e dell’aviazione civile italiana. Eterna promessa sposa di Air France, senza mai arrivare alle nozze, è passata per una fusione con Air One e la gestione della Cai, guidata da Roberto Colaninno all’insegna della difesa dell’italianità. Oggi Alitalia riparte da Etihad, la compagnia di Abu Dhabi che entra con il 49% e promette un futuro diverso. Gli anni d’oro di Alitalia Fondata il 16 settembre 1946 sotto l’ombrello dell’Iri, effettua il primo volo il 5 maggio 1947. E per almeno 40 anni, grazie alle risorse pubbliche, cresce nel mercato europeo, fino a diventare un vettore internazionale. Sono gli anni d’oro, in cui ‘mamma Alitalia’ diventa anche un enorme bacino di assunzioni e assistenza, soprattutto per il Centro Sud. Nel 1991, le divise di piloti e assistenti di volo sono griffate Giorgio Armani, per portare nel mondo l’eccellenza italiana. Anni 90 la crisi: calano i passeggeri La prima grave crisi arriva subito dopo, a metà anni Novanta. Quando le difficoltà della finanza pubblica non consentono più di iniettare nella compagnia di bandiera la massa di denaro necessaria a sostenere la concorrenza con le altre compagnie, in una fase per altro di grande espansione del settore aereo. Inizia un progressivo tracollo del numero dei passeggeri italiani trasportati. Con Alitalia, nel 2005, volano il 25% dei passeggeri italiani. Dieci anni prima, nel 1995, erano il doppio, il 50%.

Continua a leggere un articolo pubblicato qualche anno fa su Rainews.it

Il day after spacca i sindacati. Cgil e Usb per la nazionalizzazione di Alitalia

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Il day after è all’insegna della durezza delle posizioni. Per i grandi sindacati confederali e per i vertici di Alitalia è il giorno della presa d’atto della valanga dei “no” al referendum arrivata ieri decretandone la bocciatura. Sconcerto e rabbia che da parte dell’ex compagnia di bandiera si traducono nella determinazione ad avviare la procedura di commissariamento. Cgil, Cisl e Uil, che insieme avevano firmato il preaccordo con l’azienda poi sottoposto al voto dei lavoratori, si spaccano. Il sindacato rosso dice “no” all’arrivo del commissario e chiede piuttosto l’intervento, come azionista, della Cassa depositi e prestiti. La Cisl invece si schiera con il governo che ha respinto la nazionalizzazione dell’ex compagnia di bandiera. Le sigle Usb e Cub trasporti, che hanno issato da subito la bandiera del “no”, oggi si dicono pronte ad andare in piazza per chiedere al governo e all’azienda di attuare un piano b. Posizione, quindi, vicina a quella della Cgil e a favore dell’intervento dello Stato. Ma il piano B per Alitalia, almeno per il momento, non esiste.

Gabriella Cerami sull’Huffington Post

Dalle privatizzazioni a Ethiad: la storia dell’eterna crisi Alitalia

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C’era un tempo Alitalia, la compagnia di bandiera di proprietà dallo Stato, vettore ufficiale delle Olimpiadi di Roma nel 1960, prima in Europa a volare con aerei a reazione nel 1969, terza compagnia del vecchio continente dopo Lufthansa e British Airways. Poi arrivarono le compagnie low cost, due privatizzazioni, l’attentato alle Torri Gemelle, la concorrenza dell’Alta Velocità, e nulla fu più come prima.

1996 PRIVATIZZAZIONE NUMERO UNO – Dopo mezzo secolo di controllo statale il governo Prodi decide di quotare in borsa il 37% di Alitalia. Ad acquistare i titoli ci sono anche tanti piccoli risparmiatori. La privatizzazione non ha gli effetti sperati. Si cerca un partner industriale, l’olandese Klm, sembra il partner giusto, ma gli olandesi vogliono potenziare Malpensa trasferendogli tutti i voli di Linate. Il matrimonio non si fa. Segue contenzioso vinto da Alitalia nel 2002. Con l’attentato alle Torri gemelle, 11 settembre 2001, tutte le grandi compagnie aeree vanno in crisi. Lo stesso anno Air France entra in Alitalia con uno scambio azionario del 2%.

2006 PRIVATIZZAZIONE NUMERO DUE – Prodi tenta una seconda privatizzazione. Punta a cedere un altro 39% della compagnia, lo Stato è pronto a rinunciare al controllo. Invece della Borsa, per cedere la seconda tranche, il governo sceglie la procedura di gara. Gara che fallisce per il ritiro progressivo dei contendenti che rinunciano dopo aver visto i conti.

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25 aprile: la liberazione, la Francia, l’Europa

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La Francia va al ballottaggio tra Le Pen e Macron, “un referendum sull’Europa” dice Moscovici. L’Europa unita (dunque le frontiere aperte o chiuse, la sovranità nazionale) è il tema del momento. Ma lo era anche nella lotta di liberazione dal nazifascismo.

Di questo abbiamo parlato oggi, 25 aprile 2017, a Tutta la città ne parla con:

Massimo Nava, editorialista del Corriere della Sera, vive a Parigi

Emma Bonino, leader radicale ed ex ministro degli esteri

Sergio Guerrieri, docente di Storia delle istituzioni europee alla Sapienza di Roma

Marco Revelli, docente di Scienze politiche all’Università del Piemonte orientale, autore di Populismo 2.0

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Gabriele Del Grande libero. Ascolta la puntata

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Gabriele Del Grande è libero e sta tornando in Italia. Proprio mentre saremo in onda, alle 10.15, atterrerà a Bologna atteso dai suoi famigliari. Era stato fermato in Turchia il 9 aprile al confine con la Siria, mentre stava raccogliendo informazioni e testimonianze per un libro. La bella notizia è arrivata stamattina presto e oltre a festeggiare il ritorno a casa di un giornalista che tante volte ci ha aiutato a raccontare pagine poco chiare del nostro mondo complesso, è lo spunto per provare ad allargare lo sguardo e a ragionare sulla dissidenza e sulla libertà, in Turchia e altrove. E sulla nostra attenzione, fatta di strani corto circuiti che a volte si accendono e a volte no.

Gli ospiti del 24 aprile 2016

Alessandra Ballerini, avvocato, fa parte della Campagna “Lasciateci entrare” per la chiusura dei Cie, collabora con il Progetto Melting Pot Europa, è consulente di Terres des Hommes del progetto Faro sulla tutela dei minori tra i migranti

Nelson Bova, giornalista Rai-Emilia

Francesca Borri, giornalista, scrittrice, è intervenuta in questi giorni a Tempo di Libri a Milano per l’incontro “Italia e Turchia. Donne e Dissidenza”, con Pinar Selek e Concita De Gregorio, si trovava nelle stesse zone di Gabriele Del Grande. Il suo ultimo libro è La guerra dentro (Bompiani).

Giuseppe De Donna, corrispondente Agi a Istanbul

Lamberto Maffei, emerito alla Normale in Neurobiologia, già presidente dell’Accademia dei Lincei, ora si occupa principalmente di demenza senile in un programma all’università Pisa chiamato “Train the brain”. Tra i suoi libri recenti ricordiamo Elogio della lentezza E Elogio della ribellione entrambi usciti per il Mulino.

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