Monthly Archives: maggio 2017

Polemiche sulla legittima difesa. Ascolta la puntata

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I giustizieri della notte, Uno sparo nel buio, Siamo al Far West, Libertà di rapina. Sono i titoli dei giornali e le dichiarazioni antitetiche che trovate stamattina intorno al controverso disegno di legge sulla legittima difesa. È davvero la notte il punto di squilibrio della legge? Perchè le interpretazioni vanno in direzioni così estreme come se fossero più importanti le letture della realtà che la realtà? Un po’ di numeri sul crimine, la certezza della pena, lecause sociali del disagio che si trova dietro il crimine

Gli ospiti del 5 maggio 2017

Marco Dugato, ricercatore dell’osservatorio Transcrime dell’Università Cattolica
Elisa Pazé, magistrato, è sostituto presso la Procura di Torino, dove si occupa di reati economici e tributari. È autrice di pubblicazioni giuridiche in materia di diritto di famiglia, ordinamento giudiziario e rappresentanza politica. Il suo ultimo libro è Giustizia, roba da ricchi, da poco pubblicato da Laterza
Mattia Feltri, inviato della Stampa, firma la rubrica Buongiorno in Prima Pagina, oggi dedicata alla questione della legittima difesa col titolo “Uno sparo nel buio”
Paola Baretta,  curatrice del rapporto 2016 sulla sicurezza e l’insicurezza sociale in Europa, un’iniziativa Demos – Osservatorio di Pavia
Giorgio Beretta, analista dell’osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia e della Rete Italiana Disarmo

Ascolta la puntata

“Legittima difesa e armi: necessario rivedere le norme che regolamentano il porto d’armi e un censimento sulle armi”

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Nei prossimi giorni in Parlamento si discuteranno alcune proposte di modifica delle normative attinenti alla legittima difesa. Al riguardo, l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (OPAL) ritiene che, mentre possono essere comprensibili alcuni correttivi per modificare quelle norme che rischiano di penalizzare ingiustamente la persona che subisce un’aggressione, non è in alcun modo ammissibile l’assunto secondo cui “la difesa è sempre legittima”: per essere legittima la difesa deve, infatti, sempre rispondere alle condizioni, previste nel nostro ordinamento, della necessità di difendere se stessi o altri (e quindi come extrema ratio), di attualità o inevitabilità del pericolo (il pericolo deve essere reale ed effettivo e non solo ipotetico, presunto o possibile) e di proporzionalità tra difesa e offesa[1]. Inoltre, OPAL ribadisce che la potestà punitiva appartiene esclusivamente allo Stato che deve garantire le misure idonee a salvaguardare la sicurezza della collettività anche al fine di prevenire forme di “giustizia privata”.

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Legittima difesa: come funziona la legge negli altri Paesi

Dopo l’uccisione del barista Davide Fabbri, in Italia c’è chi invoca modifiche alla legge sulla legittima difesa. Ma come funziona negli altri Paesi?

  • Francia: In base all’articolo 122-5 del codice penale, non risponde penalmente la persona che, a fronte di un attacco ingiustificato contro di sé o un’altra persona, compie, nello stesso momento, un atto imposto dalla necessità della legittima difesa, salvo che vi sia sproporzione tra i mezzi impiegati per la difesa e la gravità dell’attacco.
    Disposizioni simili nel caso del crimine contro un bene, per il quale è escluso l’omicidio volontario come atto di difesa e viene mantenuto il principio della proporzione tra mezzi di difesa e gravità dell’infrazione. In due circostanze viene invocata la legittima difesa: per respingere, di notte, l’ingresso con effrazione, violenza o inganno in un luogo abitato; per difendersi dagli autori di furto o saccheggio eseguiti con violenza.
  • Gran Bretagna: Nel Regno Unito, la legittima difesa affonda le radici nel Common law e successivamente nel Criminal Law Act del 1967, secondo il quale “una persona può utilizzare una determinata forza, qualora sia ragionevole nelle circostanze del caso a prevenire il reato”.

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Uno sparo nel buio

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La tendenza primavera-estate 2017 prevede che l’uomo politico, sicuro di sé e aperto senza pregiudizi alle questioni del mondo, commenti tutto ciò che gli capita a tiro, come se gli capitasse un ladro nelle tenebre, senza sapere ciò di cui si parla. E infatti ieri s’è sparsa la voce che la nuova legge sulla legittima difesa preveda la possibilità di reagire con armi da fuoco soltanto se il criminale, come la befana, vien di notte. «Questi sono tutti scemi», è stato il raffinato giro di parole di Matteo Salvini, seguito dai suoi, Bobo Maroni a picche levate: «La violenza è violenza, di giorno e dopo il tramonto». Dalle oscurità della legislatura è riemerso anche Fitto (di nome Buio, si presume) per dichiarare ridicola una legge che tutela il sonno. Forza Italia e F.lli d’Italia hanno completato il compattamento del centrodestra. Sul web si è fatto ampio esercizio di umorismo: e se c’è un’eclissi? E se siamo all’imbrunire? Il fatto è che la tendenza primavera-estate 2017 ha liberato il politico dalla piaga di conoscere i testi su cui fonda la battaglia del giorno. La legge in questione, infatti, dice che «si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno». L’unica differenza è che nottetempo non ci si devono fare neanche tante domande, si vede un’ombra e pum, legittima difesa. Tranquilli, si può sparare sempre. Soprattutto stupidaggini.

Clicca qui per leggere il Buongiorno di Mattia Feltri sulla Stampa

Legittima difesa, via alla legge del «far west»

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La legge che Montecitorio modificherà oggi era stata varata proprio da Berlusconi e dall’allora guardasigilli Castelli. L’allargamento del diritto di sparare anche in caso di «violenza contro le cose», cioè di semplice furto senza minaccia per la vita o l’integrità della vittima, era già in quel testo. La non punibilità era però subordinata alla presenza di un’offesa «ingiusta» e soprattutto all’accertamento di una «difesa proporzionata all’offesa». Il nuovo testo dunque non lascia affatto le cose come stanno, come sostiene la destra. La nuova norma limita fortemente i margini di discrezionalità del magistrato, che riguardavano essenzialmente proprio la proporzionalità tra l’offesa e la reazione. Quel che la destra chiedeva era di cancellare del tutto il ruolo del magistrato.

Andrea Colombo sul Manifesto

Il libro: Giustizia, roba per ricchi?

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Altro che ‘legge uguale per tutti’: le nostre carceri sono affollate di ladruncoli e piccoli spacciatori, mentre bancarottieri e corruttori non ci finiscono quasi mai. A essere perseguiti con rigore dal codice penale sono i reati ‘di strada’: furti, scippi, rapine. Ma anche altre classiche condotte dei poveri, come raccogliere rottami abbandonati o mendicare con dei bambini. Gli illeciti commessi da ricchi e potenti invece sono trattati con indulgenza: per le violazioni societarie, bancarie e tributarie sono previste maglie larghe; l’inquinamento di quei beni – aria, acqua, suolo – che sono patrimonio comune è punito perlopiù a titolo di contravvenzione; le morti da infortunio sul lavoro comportano condanne relativamente contenute.

Qui la scheda di un pamphlet feroce contro l’iniquità del nostro sistema penale (Giustizia, roba da ricchi di Elisa Pazè – Laterza).

I confini poco chiari della legittima difesa

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Anche ieri, niente di strano. Si potrà sparare dalle 21,30 a circa le 6, d’estate, e dalle 17 in poi, d’inverno. Se per “di notte” s’intende il buio. Se per “di notte” intendono che si può sparare anche quando è tardi, ma fa chiaro, non si capisce perché penalizzare mezzogiorno, che si vede anche meglio. Dovrebbe seguire circolare. Utile sarebbe stato precisare che se buio dev’essere, buio sia. Si accende la luce artificiale? Non si deve? Personalmente, meglio alla cieca. Si dice pure: sparare alla cieca. Che si cacano più sotto. Un sordo che non sente il ladro potrà far fuoco dall’imbrunire all’alba, spero. Anzi, dovrà. Ai diversamente abili, diritto al mitra. Ai gay, due mitra. Transgender, decidano un po’ loro. Alle donne sole in frazione isolata, bombe a mano fornite dalla Regione. Se ci sono i fondi. Bah, se la vedrà il magistrato. Il magistrato? Ma va? Una scritta è comparsa sui muri di Roma: “In vino veritas, in vodka figuriamoci”.

Andrea Marcenaro sul Foglio