Monthly Archives: maggio 2017

Terremoto: ricostruzione lenta. Ascolta la puntata

ricostruzione

Torniamo nelle regioni dell’Italia centrale. A 9 mesi dal terremoto che ha colpito Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria, come stanno andando le cose? Le lungaggini burocratiche che spesso lo Stato impone a chi ricostruisce è uno dei problemi più sentiti e più apparentemente insormontabili. E poi come vivono le persone, quelle che erano state mandate negli alberghi, quelle che hanno perso le loro attività commerciali e economiche, quelle che assistono alla disgregazione nei rapporti sociali, uno degli effetti più inquietanti di un terremoto.

Gli ospiti del 9 maggio 2017

Alessandro Paci, cittadino di Arquata del Tronto, artigiano che alloggia in un albergo
Valerio Valeriani, coordinatore degli ambiti di San Genesio, San Severino Marche, Camerino
Simone, associazione Terre in moto
Luca Panìchi, presidente dell’Associazione Regionale Allevatori Umbria e di Coldiretti Perugia, allevatore
Laura Della Pasqua, giornalista di Panorama
Rosella Gaeta, avvocata di Camerino

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Le casette non si vedono e le comunità si disgregano

benedetto

Nei paesi colpiti dal sisma nelle Marche non ci sono passi in avanti. La ricostruzione è ancora ferma. Gli sfollati si sentono abbandonati, da giugno dovranno lasciare gli hotel dell’Adriatico (nella foto in un hotel di San Benedetto del Tronto): i legami sociali si indeboliscono, le comunità si disgregano e loro hanno paura del futuro. La voce, da ascoltare, dell’associazione Terre in moto, qui

Violo la legge per continuare a vivere, a lavorare

arquata

Alessandro Paci è un artigiano di Arquata del Tronto, spazzata via dal terremoto. Il suo laboratorio fotografico è rimasto in piedi ma è inagibile. Ma lui ha ripreso a lavorarci, ha ripreso i contatti con i clienti in tutta Italia. Viola la legge, lo sa. Ma è l’unico modo per resistere, per non perdere la vita che si è costruito intorno al suo lavoro. Ha scelto di raccontarci la sua storia. Vale la pena di ascoltarlo, qui

Viaggio nel cuore dell’Italia”, la Rai in sostegno delle aree colpite dal sisma

Illuminare gli eventi, i percorsi e le esperienze turistiche delle aree del Centro Italia colpite dal sisma, per sostenere la ripresa dell’ospitalità turistica e il rilancio dell’indotto. E’ l’obiettivo di ‘Viaggio nel cuore dell’Italia’, campagna realizzata da Rai in collaborazione con il commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani. L’iniziativa è stata presentata oggi, giovedì 6 aprile, dal direttore generale Rai, Antonio Campo dall’Orto, dai presidenti delle Regioni Marche e Umbria, Luca Ceriscioli e Catiuscia Marini, dai vicepresidenti di Abruzzo e Lazio, Giovanni Lolli e Massimiliano Smeriglio e dal commissario Errani.
A partire dal 10 aprile e per tutta la durata dell’iniziativa, promo e programmi in onda su tutti i canali tv e radio dell’azienda racconteranno le manifestazioni culturali, religiose, sportive, enogastronomiche del cuore dell’Italia, contribuendo a dare visibilità alle attività dei territori e al loro patrimonio. Nel palinsesto speciale – ideato con la partecipazione delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – approfondimenti, interventi di testimonial ed esperti all’interno dei principali programmi di informazione e intrattenimento e trasmissioni interamente dedicate. Ampio spazio ai contenuti del “Viaggio nel cuore dell’Italia” anche in tutti i notiziari televisivi, radiofonici e multimediali.

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Terremoto, la solidarietà non si ferma e prova a far rinascere i borghi distrutti

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La solidarietà non si ferma. Anche a distanza di sette mesi, anche se la conta dei danni è ancora drammatica e la ricostruzione stenta a decollare per un’area che ha subito il dolore di 300 morti e danni stimati in 23,5 miliardi di euro. «Il futuro è in costruzione il presente oggi passa per un luogo martoriato dalla forza della natura ben quattro volte ma che continua ad avere uno spirito forte. La mia è un’esperienza che, nella disgrazia, mi ha reso meno peggiore di prima» Sergio Pirozzi, insieme alla sua gente, ha conosciuto da vicino il dolore provocato dal terremoto che il 24 agosto dello scorso anno ha messo in ginocchio il Centro Italia. Amatrice, Accumoli, Norcia, Arquata del Tronto, Visso, Leonessa. Sono solo alcuni dei paesi che dopo le violenti scosse telluriche provano a ripartire, a rinascere. Merito anche della rete di solidarietà che da quel giorno di agosto ad oggi non si è mai fermata, non ha mai conosciuto interruzioni.

Emiliano Moccia sul Corriere della Sera

La storia di Leonardo Animali

Molòn labé (μολὼν λαβέ): “Vieni a prendere”. Il motto, che fu nell’antichità degli eroi di Leonida I alle Termopili di fronte alla sterminata armata di Serse, e più recentemente nel 1973 degli studenti del Politecnico di Atene, asserragliatisi dentro i cancelli dell’ateneo, contro le milizie dei Colonnelli fascisti, potrebbe benissimo diventare il motivo della resistenza di questi ragazzi di Castalsantangelo sul Nera.
Da ottobre hanno scelto di restare qui in roulotte, assieme ad alcuni allevatori, per ribadire il diritto a vivere sull’Appennino, e a non far chiudere definitivamente i battenti a questa comunità, deportata d’ufficio sulla costa.
All’inizio erano otto, poi, come nelle brigate partigiane, altri si sono arruolati e adesso sono in tredici. Da subito, dopo le scosse, si è fatto il possibile perché non si piazzassero roulotte o container nel parcheggio, ma poi loro le hanno messe e basta. Altri, raccontano, stanno arrivando e si aggregheranno; si sono trovate, grazie al volontariato e alle donazioni, nuove roulotte, per allargare la comunità. Sono stanchi, provati, sfiduciati; hanno passato l’inverno anche a temperature inferiori ai 15 gradi. Hanno tutti intorno a trent’anni.
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STORIE DAI BORGHI. Immobilità

“Il governo chiede indietro i risarcimenti alle famiglie delle vittime del terremoto dell’Aquila del 2009. Assurdo”. Lo scrive su Facebook il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, ricordando che “in primo grado il processo aveva condannato tecnici e Stato a risarcire le vittime. Gli altri due gradi di giudizio hanno ribaltato la sentenza ed eliminato le richieste della parte civile. E’ ora che Gentiloni intervenga e trovi una soluzione”.
Nel marzo 2015 arrivò dalla Protezione civile ad alcune famiglie la richiesta, con valore di messa in mora, di parte delle “provvisionali” decise con la condanna in primo grado della Commissione Grandi rischi. I legali risposero con analoga istanza, chiedendo anzi il risarcimento totale del danno (la provvisionale arriva al 40%). Nel frattempo alle famiglie sono arrivati anche dei solleciti. Ora la Presidenza del Consiglio si rivolge al Tribunale per recuperare le somme. Ad alcuni famigliari sono arrivate le citazioni in giudizio, già fissate le udienze”.

Cronache. Da Pieve Torina. “Rimborsare le titolari del ristorante ” Il Vecchio Molino” di Casavecchia di Pieve Torina tocca ai Vigili del fuoco, non alla Regione.

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Sisma L’Aquila, Palazzo Chigi chiede la restituzione dei risarcimenti ai parenti di alcune vittime

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Dopo la condanna in primo grado per i sette componenti della Commissione Grandi Rischi, lo Stato aveva versato gli indennizzi per 52 persone, ovvero i familiari di chi è morto il 6 aprile del 2009. In Appello e Cassazione, però, quella sentenza è stata ribaltata con la sola condanna dell’allora vicecapo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, la cui responsabilità venne però riconosciuta solo per alcune delle vittime.

Con una citazione di quattro pagine, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha chiamato in giudizio i familiari di alcune vittime del terremoto dell’Aquila del 2009. Lo Stato rivuole indietro quei soldi stanziati alla fine del processo di primo grado sulla commissione Grandi Rischi, accusata di avere sottovalutato il pericolo di sisma imminente rassicurando la popolazione locale. 8 milioni di euro di provvisionali che secondo il governo Gentiloni dovrebbero tornare al mittente perché la sentenza successiva della Corte d’Appello, confermata dalla Cassazione, ha assolto tutti gli imputati eccetto l’allora vicecapo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, cui, tuttavia, è stata riconosciuto il nesso causale solo in relazione alla morte “di alcune vittime e non di altre per le quali è stato assolto ex articolo 530 II comma”. Ora lo Stato chiede indietro proprio ai familiari di queste ultime vittime le provvisionali riconosciute dopo la sentenza di primo grado. “Vogliono i soldi indietro – osserva l’avvocato Della Vigna – Ma noi stiamo preparando a nostra volta una lettera di messa in mora, dicendo che tratteniamo le provvisionali perché non sono state date indebitamente: abbiamo le prove, che useremo nel processo civile, per dimostrare un nesso causale tra le rassicurazioni avute e la scelta di restare nelle case dove le vittime hanno trovato la morte”.

Maurizio Di Fazio sul Fatto Quotidiano

Rosella, l’avvocata blogger: “I miei post dopo il miracolo. Terremoto, ti batterò ancora”

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È il destino, a volte in una manciata di secondi, a tessere le fila. Quello di Rosella Gaeta, classe ’71, brillante avvocato di Camerino, ha deciso che il campanile di Santa Maria in Via, mentre la terra tremava, crollasse a pochi passi da lei. Erano le 21.18 del 26 ottobre: «Qualche secondo più tardi e sarei rimasta sepolta. Mi sento una miracolata», dice. Un attimo sospeso tra la vita e la tragedia. Nel lungo day after, ha sviluppato un dettagliato diario post sisma su Facebook .

L’impegno dopo il miracolo
Post dopo post Rosella, dall’esilio lungo la costa, ha catturato i progressi personali e della città ducale. Un’immagine, una frase, un nuovo traguardo: appunti di speranza. «Le case di mio fratello e dei mie genitori sono inagibili, la mia e lo studio sono gravemente lesionati e in più si trovano in zona rossa- spiega- il terremoto non mi ha tolto però il bene più prezioso: la vita. All’inizio ho sentito il bisogno di condividere sui social informazioni pratiche con chi era nella mia stessa situazione. Poi le annotazioni virtuali hanno assecondato il mio bisogno di esprimermi, come una valvola di sfogo». Per 5 mesi e mezzo Rosella ha vissuto in un hotel a San Benedetto: «Dovevo farmi forza, soprattutto per i miei genitori, il sisma del 97’ me lo ricordo, ma questa volta è stato più devastante- prosegue- a causa dello stress sono dimagrita, perdevo i capelli a ciocche. In albergo ho conosciuto gli sfollati di Amatrice e Accumuli, con storie più complesse della mia, abbiamo stretto un legame profondo».

Alessandra Bruno sul Corriere Adriatico

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