Monthly Archives: maggio 2017

Città da buttare: la difficile raccolta della spazzatura. Ascolta la puntata

rifiuti

Città da buttare. Una questione importante che torna ciclicamente come problema, quello dei rifiuti. Se ne torna a parlare molto a Roma, soprattutto per la polemica politica e lo scontro istituzionale in corso, ma quello che è importante capire è perché a cadenza regolare ci troviamo ad affrontare questo problema che sembra irrisolvibile? Perché non siamo in grado di gestire i nostri rifiuti? Perché questi devono essere poi gestiti da un’altra capitale europea, cioè Vienna? Quanta disomogeneità c’è, da città a città, a livello nazionale? C’è un problema culturale a monte, alto come una montagna di rifiuti.

Gli ospiti del 10 maggio 2017
Leonardo Becchetti, docente ordinario di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata
Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente
Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile che ha pubblicato di recente il volume La riforma dei rifiuti, un bilancio della questione a 20 anni dalla introduzione dell’omonimo decreto
Salvatore Cocina, responsabile dell’ Ufficio speciale per la raccolta differenziata in Sicilia istituito dal Presidente Crocetta nel luglio dello scorso anno
Alessandro Zaccuri, giornalista e scrittore, scrive su Avvenire. Ha scritto Non è tutto da buttare. Arte e racconto della spazzatura (edizioni La Scuola, 2016)

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Raccolta rifiuti al top: Treviso è il comune capoluogo più “riciclone” d’Italia

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Treviso è al primo posto tra tutti i capoluoghi d’Italia per la buona gestione dei rifiuti urbani, un’ulteriore testimonianza che la raccolta porta a porta, avviata in tutta la città due anni fa, funziona e porta ottimi risultati. “Questo è un riconoscimento prestigioso e importante, un’ulteriore testimonianza del valore e dell’efficacia del lavoro svolto e del costante impegno di cittadini e Amministrazioni nella tutela ambientale – commenta soddisfatto il Presidente del Consiglio di Bacino Priula Giuliano Pavanetto.” Anche Franco Zanata, Presidente di Contarina, esprime la propria soddisfazione: “I risultati che emergono da questa 24esima edizione di Comuni Ricicloni sono innegabili e dimostrano come il sistema di gestione dei rifiuti applicato da Contarina sia valido ed efficiente.”

Leggi l’articolo intero su TrevisoToday

 

Roma, Bbc, 14 milioni di euro l’anno per regalare i rifiuti all’Austria, che poi trasforma la monnezza in energia elettrica

La Bbc dedica un servizio al problema principe della Capitale: la monnezza. Raccontando come la città spedisca tre volte alla settimana in Austra 2100 tonnellate di rifiuti che qui vengono convertite in energia. Roma paga l’Austria, l’Austria ci guadagna due volte, con quei vagoni che attraversano nord Italia e le Alpi per mille e 200 chilometri per terminare la loro corsa a Zwentendorf sul Danubio: tre treni alla settimana, ognuno con un carico di circa 700 tonnellate di quello che viene buttato via dalle case di Prati e Tor Bella Monaca, di Tufello e Tuscolano, insomma, da nord a sud dell’intera Capitale. Nell’impianto di Zwentendorf, racconta la Bbc, i rifiuti vengono inceneriti e trasformati i in “hot flue gas”, gas di combustione caldo, che a sua volta genera vapore che viene trasferito in una vicina stazione, dove è infine convertito fornendo energia elettrica a 170mila abitazioni della bassa Austria.

Rory Cappelli su Repubblica

Rifiuti in Italia, la differenziata va

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Quando si parla di rifiuti in Italia la mente corre facilmente alla Terra dei fuochi o alle immagini di cassonetti stracolmi delle città in emergenza. È così, ma è solo una piccola parte di realtà. Negli ultimi 20 anni in Italia è cresciuta la raccolta differenziata (+38,6%) sono diminuite le discariche (-54%) e la green economy è diventata sempre di più la nuova economia, con il fatturato delle imprese di questo settore che è arrivato a 50 miliardi. Sono interessanti gli spunti offerti da un bilancio a 20 anni dal decreto Ronchi, i cui risultati sono contenuti e discussi in una pubblicazione «La riforma dei rifiuti», realizzata dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
Il quadro negli ultimi due decenni è cambiato: nel 1997 finivano in discarica l’80% dei rifiuti urbani (21,3 milioni di tonnellate), la differenziata era sotto al 9%; mentre nel 2015 i rifiuti urbani che finiscono in discarica sono scesi al 26% (7,8 milioni di tonnellate), e la raccolta differenziata è arrivata al 47,6%, con il riciclo e recupero di materia dei rifiuti speciali passato da 13 milioni a 83,4 milioni di tonnellate. Per le 6 mila imprese della green economy dei rifiuti il fatturato arriva a 50 miliardi di euro. Ma non solo: da un’indagine Ipsos – promossa dal Conai, il Consorzio nazionale imballaggi – emerge che il 93% degli italiani considera la raccolta differenziata «un’utile necessità» e «il 91% che la mette al primo posto tra i comportamenti anti-spreco e le buone abitudini ambientali».

Massimo Calvi su Avvenire

A Montichiari i rifiuti di Roma: ogni giorno arrivano 50 tonnellate

È da tre anni che Brescia aiuta Roma a smaltire una piccola parte della sua immondizia (produce 1,8 milioni di tonnellate l’anno). Dall’ottobre 2013 nella discarica Gedit di Montichiari (gruppo Gabana) arrivano circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti decadenti dal trattamento degli urbani: sono scarti della produzione di «Css», il combustibile da rifiuto che finisce anche nel termovalorizzatore (l’impianto A2A di Brescia brucia 720mila tonnellate l’anno di cui 32mila laziali).

Pietro Gorlani sul Corriere della Sera, Brescia

Rifiuti e circular economy

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L’uso intelligente dei materiali è una delle colonne portanti dello sviluppo sostenibile. La filosofia della fondazione è quella guardare sempre verso il futuro e a tal fine di stimolare, sostenere ed agevolare il cambiamento dell’attuale modello di produzione e di consumo per raggiungere gli obiettivi della green economy e, con essa, della circolarità. Gli strumenti scelti sono la costruzione del consenso, l’elaborazione di proposte e il supporto conoscitivo.

Le attività sono molteplici. Rivolte sia al settore privato che a quello pubblico consistono in rapporti e valutazioni sulla circolarità economica delle filiere produttive, elaborazione di programmi di prevenzione e di piani di gestione dei rifiuti, valutazione e analisi dei modelli di governance, studi e assistenza giuridico/normativi,  supporto all’implementazione delle politiche di settore, elaborazione e  supporto all’attuazione di proposte innovative.

Proposte di lettura e approfondimenti sul sito di Fondazione sviluppo sostenibile

Rifiuti, raccolta diffenziata: in Sicilia male le grandi città, 74 Comuni i virtuosi

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Palermo, Catania, Messina e Siracusa ancora in difficoltà, medi e piccoli centri “volano”, a Campofiorito un 90 per cento da record. Da un lato ci sono 74 Comuni virtuosi, che per questo riceveranno un riconoscimento dalla Regione. Dall’altro, però, c’è una situazione generale che non decolla, zavorrata al 20,4 per cento dalle cattive performance delle quattro città più popolose, Palermo, Catania, Messina e Siracusa. L’ufficio speciale per la Raccolta differenziata tira le somme della raccolta differenziata nell’ultimo trimestre 2016, divulgando i primi dati ufficiali dopo l’accelerazione impressa dal presidente della Regione Rosario Crocetta e dall’assessora Vania Contrafatto: il quadro complessivo è in netto miglioramento, con una media del 20,4 per cento registrata fra ottobre e dicembre contro il 12,8 fotografato dal ministero dell’Ambiente a fine 2015, ma il risultato rimane deludente. “Senza giri di parole – attacca il dirigente dell’ufficio speciale, Salvo Cocina – la situazione è ancora sotto le aspettative. I Comuni più grossi vanno troppo a rilento”.

Claudio Reale su Repubblica Palermo

La ricca Brescia ha un problema con l’inquinamento industriale

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Sul terreno dei giardinetti è vietato giocare. “Zona inquinata soggetta a divieti”, avverte un cartello. I disegnini dicono di non buttarsi sull’erba, non raccogliere fiori e foglie, non giocare con la terra e non toccarla. Cartelli simili sono disseminati nei giardini pubblici della zona sud di Brescia, in quartieri come Primo Maggio e Chiesanuova. Sono là da anni, c’è chi vedendoli sussulta e chi non ci fa più caso. Ricordano che quei terreni sono intrisi di diossine e di pcb, policlorobifenili, composti chimici altamente tossici e cancerogeni. Un pericolo subdolo, non si vede. È l’eredità di decenni di attività dello stabilimento chimico Caffaro, vecchio impianto situato un paio di chilometri a ovest di piazza della Loggia, il cuore della città.

In altre parole Brescia, una delle città più benestanti della ricca Lombardia, è anche uno dei siti industriali più inquinati d’Italia. Terreni e falde idriche sono contaminati da un mix di pcb, diossine, solventi clorurati, benzene e altre sostanze pericolose, tanto che nel 2002 il ministero dell’ambiente ha riconosciuto l’emergenza ambientale e ha designato quello di Brescia-Caffaro come un Sin, sito di interesse nazionale per la bonifica.

Leggi il reportage di Marina Forti su Internazionale