Monthly Archives: maggio 2017

Rogo di Centocelle: convivere con i Rom

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Roma, quartiere Centocelle. Qui è avvenuto l’orribile rogo dove sono morte tre sorelle di etnia rom. Un rogo doloso con cui si voleva dar fuoco a un’intera famiglia. Orrore, sgomento, solidarietà, tra i nostri ascoltatori e tra molti abitanti del quartiere. Eppure sui social alcuni hanno espresso anche contentezza.

#LaCittà affronta di nuovo la questione Rom: quale la situazione al livello nazionale? E cosa succede in Europa, i rom sono più o meno integrati nella società?

Gli ospiti dell’11 maggio 2017

Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, impegnata nella promozione dei diritti delle comunità rom e sinte in Italia. Da oltre 30 anni frequenta il mondo rom, ha fondato e gestito associazioni per richiedenti asilo e minori. Nel 2013 ha pubblicato Sulla pelle dei rom, un’analisi delle politiche rivolte alle comunità rom dal Comune di Roma, giunta Alemanno

Vins Gallicoscrittore, vive da oltre 10 anni nel quartiere di Centocelle a Roma, è appena uscito il suo ultimo romanzo, La barriera (Fandango ed.), che parla di migrazione e integrazione

Alessandra Noce Comunità Parco Pubblico Centocelle

Dijana Pavlović è un’attrice serba naturalizzata italiana, attivista per i diritti rom (Romact – Consiglio d’Europa)

Alexian Santino Spinelli, musicista e docente di lingua e cultura romanì in diverse università, tra cui recente  a un master all’ Università Cattolica di Milano di Chieti e Trieste, presidente della FederArtRom – Movimento Artistico Europeo Interculturale

Alberto Toscano Presidente dell’Associazione Stampa europea a Parigi

 

Quanto è difficile essere rom in Italia

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Djana Pavlovic, italiana di etnia rom, oggi guida il progetto del Romact. L’antiziganismo, l’odio verso tutti i rom e sinti cresce in Italia, rende difficle la vita anche per i tantissimi, come lei, che vivono onestamente, quando si mettono alla ricerca di una casa o fanno un colloquio di lavoro. Vale la pena ascoltare le sue parole, qui

Antiziganismo, cos’è?

Secondo la definizione data dall’Ecri (Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza) “l’Antiziganismo è una forma di razzismo particolarmente persistente, violenta, ricorrente e comune, […]è una forma di razzismo specifica, un’ideologia fondata sulla superiorità razziale, una forma di deumanizzazione e di razzismo istituzionale nutrita da una discriminazione storica, che viene espressa, tra gli altri, attraverso violenza, discorsi d’odio, sfruttamento , stigmatizzazione e attraverso le più evidenti forme di discriminazione”.

Ci troviamo dinanzi a una forma specifica di razzismo. Secondo un’altra definizione è “un fenomeno sociale complesso che si manifesta pubblicamente attraverso episodi di violenza, espressioni di odio, sfruttamento e discriminazione, ma anche attraverso discorsi e rappresentazioni prodotti da politici e accademici, segregazione abitativa e spaziale, stigmatizzazione diffusa ed esclusione socio-economica”.Una forma di razzismo in cui è presente una componente biologica e che produce la deumanizzazione dei rom, i quali sono percepiti come non moralmente degni di essere titolari di diritti umani.

Leggi su Parlare Civile

Rogo di Centocelle, chi semina odio raccoglie Far West

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Francesca, Angelica ed Elisabeth Halinovich. Due bambine piccole e una ragazza bruciate vive dentro una roulotte parcheggiata sul piazzale del supermercato Primavera, quartiere Centocelle, Roma. Le videocamere mostrano l’immagine di un uomo, forse a volto scoperto, che lancia una molotov e poi scappa. La polizia al termine di una giornata confusa smentisce la possibilità di una pista xenofoba, intuendone i disastrosi risvolti: più probabile, dicono, una faida tra rom. I fatti nudi e crudi sono questi, ma intorno ai fatti c’è molto di più. Ci sono, ad esempio, migliaia di commenti in rete – sui siti del Giornale e di Libero i più violenti – che apologizzano il rogo al grido di “tre di meno”. C’è uno stupefacente sfogo di odio collettivo. C’è la consapevolezza che, stavolta, questa roba non sia attribuibile al web: chi scrive (firmando con nome e cognome) «Io mi auguro ke tutti i rom facciano la stessa fine» non fa che echeggiare la violenza verbale con cui la politica e la tv si esprimono da anni sulla questione nomadi, sicurezza, microcriminalità.

Flavia Perina su L’Inkiesta

La prima associazione in Italia fondata dai Rom per i Rom

La “Unione Nazionale ed Internazionale dei Rom e Sinti in Italia”
(JEKIPE NAZIONALE TAJ INTERNAZIONALE ROM TAJ SINTI ANDE ITALIA) – UNIRSI – è un’Associazione di volontariato con finalità di natura culturale, sociale ed educativa.
In tutte le altre nazioni d’Europa, i Rom e i Sinti sono Autorappresentati da oltre 25 anni presso i rispettivi governi. In Italia, invece, l’UNIRSI è la prima esperienza costituita soltanto da Rom, Sinti e Camminanti. La sua nascita è stata tenuta a battesimo, nel 1999, dal Ministro Ossicini e dal Direttore Generale Bolaffi davanti a parlamentari e una folta affluenza della popolazione Rom, Sinti e Camminanti venuti da tutta Italia presso la Provincia di Roma. Attualmente il Presidente Kasim Cizmic, è l’Unico delegato Riconosciuto presso l’ERTF,European Roma and Travellers Forum, presso il Consiglio d’Europa. Partner di Antiziganismo.

L’associazione intende essere:
– Confederazione e coordinamento delle Associazioni e dei gruppi autonomi Rom e Sinti in Italia.
–  Federata con Romani Union, riconosciuta dall’ONU (02.03.1979).
– Rappresentanza sul piano nazionale ed internazionale del popolo Rom e Sinti in Italia.
– Democratica, Apolitica, non Governativa e Aconfessionale.
L’Associazione, nello svolgimento delle proprie attività si ispira ai principi della
“Carta dei Diritti dell’Uomo”, alle raccomandazioni dei  documenti adottati dalle Nazioni  Unite, dall’Unensco, dal Consiglio d’Europa, dal Parlamento Europeo, e da altri Organismi Sovranazionali.

Qui il sito dell’Associazione Unirsi

Rom, Sinti, Caminanti, Tavolo di Inclusione a Roma Capitale

Registrazione video del dibattito dal titolo “Rom, Sinti, Caminanti, Tavolo di Inclusione a Roma Capitale e modifica delibera n. 117 del 16 dicembre 2016″, registrato a Roma giovedì 19 gennaio 2017 alle 16:40. Dibattito organizzato da Associazione Nazione Rom. Sono intervenuti: Marcello Zuinisi (legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom), Gabriele Berrettini (segretario dell’Associazione U.N.I.R.S.I.), Gianni Carbotti (rappresentante dell’Associazione Amnistia Giustizia Libertà Abruzzi), Sabaheta Hamidovic, Casim Cizmic (presidente dell’Associazione U.N.I.R.S.I.).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Amministrazione, Associazione Nazione Rom, Casa, Comuni, Diritti Sociali, Discriminazione, Enti Locali, Integrazione, Lavoro, Minoranze, Nomadi, Roma, Sanità’, Scuola.

Per ascoltare il video visita il sito di Radioradicale

Tutto quello che credi di sapere sui rom è falso

A Rom girl holds a placard that reads "We are with the Roma" outside Rome's Colosseum on June 8, 2008. Romanian gypsies have aroused widespread anger among Italians, who blame them for rising crime and insecurity. The centre-right government of Prime Minister Silvio Berlusconi, elected in April, last week introduced a series of measures aimed at cracking down on clandestine immigration, some specifically targetting Roma. AFP PHOTO/Christophe Simon (Photo credit should read CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images)

AFP PHOTO/Christophe Simon (Photo credit should read CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images)

Sono tante le domande a cui molti italiani non saprebbero rispondere sugli “zingari”: quanti sono in Italia? Cosa significa la parola “rom”? Sono davvero nomadi? Quanti soldi gli “regaliamo”?

Elisa Murgese su Wired