Monthly Archives: maggio 2017

Gioco d’azzardo: quale distanza? Ascolta la puntata

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500 metri sembrano pochi, sembrano troppi. Sono la distanza tra slot machine e scuole che la regione Puglia chiede e ottiene da una sentenza della Corte Costituzionale. La ludopatia è un problema sanitario, dunque la regione decide. Torniamo su un tema molto importante, quello della dipendenza dal gioco, che è un modo per leggere all’interno del disagio sociale e economico di tante persone, di una passione tossica che arricchisce lo stato come una forma di tassazione iniqua, dove i poveri sembrano pagare più dei ricchi.

Gli ospiti del 12 maggio 2017

Pierpaolo Baretta, sottosegretario all’Economia e alle Finanze
Luciano Monti, coordinatore della Fondazione Bruno Visentini che ha curato una ricerca sulla ludopatia, docente di politica dell’Ue alla Luiss
Maurizio Fiasco, presidente di Alea, Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio
Massimo Maierini, operatore di gioco online autorizzato Aams
Gabriele Mandolesi dell’Associazione Economia e felicità, portavoce del movimento Slotmob
Simone Feder, psicologo, lavora da anni nelle strutture della comunità Casa del Giovane, in particolare a Pavia,  fa parte dell’Associazione Noslot e tiene un blog sull’omonimo sito

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Jonathan Lethem: “Il giocatore sono io”

coverIl decimo romanzo di Jonathan Lethem, “Anatomia di un giocatore d’azzardo” (La Nave di Teseo, traduzione di Andrea Silvestri), è un libro che affronta il tema del gioco per raccontare la psicologia di un uomo tormentato. La matrice dostoevskiana è evidente, ma nelle mani dello scrittore newyorchese lo spunto diviene l’inizio di un’avventura esistenziale piena di sorprese narrative che tornano ancora una volta sui temi che gli stanno maggiormente a cuore: la possibilità di una politica radicale e anarchica, il senso di vuoto per la mancanza di una madre, il fascino per la cultura underground e per i generi letterari popolari, l’inaffidabilità dei ricordi, e, infine, la riflessione sul senso ultimo dell’esistenza alla luce di una malattia grave e inaspettata. Sin dalle prime pagine, il tono è tragicomico e lo sviluppo picaresco: Lethem mescola con abilità i generi e fa del protagonista Bruno Alexander un antieroe che affascina soprattutto per le sue debolezze. Lo stile è veloce e si ha costantemente la sensazione che l’autore si diverta a giocare con i nomi (Tira Harpaz, Garris Plybon, Edgar Falk, Keith Stolarski, Madchen Abplanalp), le ambientazioni (Berlino, Singapore, la baia di San Francisco) e le situazioni sorprendenti: Bruno scopre di avere virtù telepatiche. Ma nulla colpisce maggiormente del fascino per il gioco d’azzardo e per i suoi rituali. “Sono un giocatore, e sono il primo a esserne affascinato” racconta Lethen nel suo ufficio della Pomona University, dove è letteralmente sommerso di tesi da correggere entro la fine del semestre. “Credo poi che il gioco d’azzardo offra enormi opportunità per sviluppare la psicologia dei personaggi. Oltre, ovviamente, a straordinarie potenzialità drammaturgiche”.

Antonio Monda intervista Jonathan Lethem su Repubblica

Come riconoscere il giocatore d’azzardo patologico

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Chi soffre di gioco d’azzardo patologico, detto anche ludopatia o gioco compulsivo, è caratterizzato dall’incapacità di resistere al desiderio di scommettere e cimentarsi in giochi nei quali vi sia la possibilità teorica di guadagnare molto, affrontando un rischio relativamente modesto o comunque accettabile in relazione alla singola perdita.

Questa seppur remota probabilità di vincita più o meno consistente sollecita le aeree cerebrali coinvolte nel sistema della ricompensa in modo del tutto analogo a quanto farebbero l’abuso alcolico o di sostanze psicotrope, procurando esaltazione e piacere nell’immediato.

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Gioco d’azzardo, uomini, donne, laureati: ecco l’identikit di chi scommette

Presentato il “Rapporto sul gioco d’azzardo in Italia” della Fondazione Bruno Visentini in collaborazione con IPSOS. È una fotografia del gioco in Italia, una passione molto diffusa visto che il 44% degli intervistati gioca almeno una volta l’anno. Gioca di più chi è più istruito e benestante. Duro il sottosegretario Baretta: “Il governo lavora contro la diffusione del gioco illegale”

Continua a leggere Francesco Zoppis su Firstonline

“Il gioco d’azzardo è l’eroina del nuovo millennio. E non cattura solo i giovani”

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Il gioco d’azzardo è l’eroina del nuovo millennio. O forse è anche peggio. Perché negli Anni 70 l’eroina rovinava i ragazzi, mentre l’azzardo avvelena anche gli anziani». La Casa del Giovane, a Pavia, è un’oasi di civiltà a due passi dalla stazione, dove chi ha perduto il senso di sé si rivolge allo psicologo Simone Feder e ai suoi collaboratori per tornare ad avere una vita decente.

E spesso, Feder, una vita decente gliela restituisce. «Ci vogliono anni di lavoro».

La Casa è lì dal 1963 e aiuta persone con ogni genere di dipendenza, ma nell’ultimo decennio si è occupata soprattutto di un’emergenza che non esisteva e che lo Stato ha coltivato, protetto e accudito con rara costanza: gli zombie delle macchinette, dei gratta e vinci, delle lotterie istantanee. Un esercito in crescita di «azzardopatici» bisognosi di cura e capaci di distruggere interi nuclei familiari. «Abbiamo calcolato che per ogni persona schiava del gioco ce ne sono altre sette – tra genitori, fratelli, figli, o amici – costrette a soffrire con lui o con lei», dice Feder. Un’epidemia funzionale al sistema.

Andrea Malaguti su La Stampa

Gioco d’azzardo: le nuove regole. Arrivano i mini casinò?

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Oggi il governo presenta alla conferenza Stato-Regioni un disegno di riforma del gioco d’azzardo: stop alle slot machine in ristoranti alberghi bar e tabaccai, le poche ammesse concentrate in sale gioco di categoria A.  Secondo alcuni, tuttavia, è la nascita di mini casinò nelle nostre città , altro che arginare la ludopatia.

Gli ospiti del 2 febbraio a Tutta la città ne parla

Marco Dotti, giornalista di, ha scritto due libri sul gioco d’azzardo: Il calcolo dei dadi. Azzardo e vita quotidiana e Slot city. Brianza-Milano e ritorno. Insegna Professioni dell’Editoria presso l’Università di Pavia

Simone Feder, psicologo, lavora da anni contto le dipendenze presso la Casa del Giovane di Pavia, fa parte dell’Associazione Noslot (tiene un blog sull’omonimo sito)

Pierpaolo Baretta, sottosegretario all’Economia e alle Finanze, delegato dai governi Renzi e Gentiloni per la regolamentazione del gioco d’azzardo

Marco Doria, sindaco di Genova

Maurizio Fiasco presidente di Alea, Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, nel 2015 ha ricevuto l’onorificenza al merito dal presidente della Repubblica

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