Alternanza scuola lavoro. Ascolta la puntata

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Alternanza scuola lavoro, è tempo di bilanci. Da giorni al filo diretto di Prima Pagina molte telefonate intorno al tema istruzione e al collegamento con le scelte professionali che seguono gli studi. I dati di Almalaurea mostrano quali sono in questo momento gli sbocchi occupazionali e in queste ore si discute dell’opportunità di inserire il numero chiuso nelle facoltà umanistiche. Il punto su cui ci concentriamo oggi è però quello dell’alternanza scuola lavoro, la novità forse più importante della riforma chiamata La Buona Scuola: 200 ore per i licei, 400 per gli istituti professionali di confronto tra ragazzi e mondo del lavoro, un mondo che a quell’età sembra così lontano.

Gli ospiti del 17 maggio 2017

Scilla, ascoltatrice che racconta l’esperienza di sua figlia
Oscar Pasquali, segreteria tecnica del Miur e responsabile alternanza scuola lavoro
Paolino Marotta, presidente ANDIS, l’ associazione nazionale dirigenti scolastici
Giovanni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il Capitale umano
Alba Cavicchi, insegna al liceo lcassico Mariotti di Perugia
Giovanni Marchese, dirigente scolastico dell’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo
Luigi, studente del Liceo classico Dante Alighieri di Roma
Martina Pennisi, giornalista del Corriere della Sera, firma oggi con Federica Seneghini l’articolo “Noi, ragazzi autentici” il futuro raccontato da lo studio di “Youth flux” su 7 mila giovani tra 16 e 24 anni di 14 paesi tra cui l’Italia

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Un commento

  • chiara puppini

    Ancor prima della legge, più di 10 anni fa, abbiamo indirizzato gli studenti delle quarte geometri”Massari” di Mestre a fare esperienze lavorative per 4-5 settimane in periodo estivo. Grande successo, poi alcuni studenti furono assunti dalle aziende stesse. C’era inoltre un accordo con la Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia che dava agli studenti al termine dello stage un assegno di circa 400 euro (se ricordo bene). Questo comportava comunque un notevole lavoro per docenti e dirigenti che dovevano cercare le ditte (piccole e vicine nel territorio) per fare l’esperienza lavorativa. Un insegnante poi li seguiva nel percorso (una visita al luogo di lavoro; contatti con i datori di lavoro). A mio avviso molte resistenze oggi derivano dal fatto che organizzare esperienze di alternamza scuola/lavoro comporta molto lavoro (in più) da parte di dirigenti, insegnanti, studenti (prendere contatti, seguire studenti). Insomma bisogna crederci.
    chiara puppini

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