Il Senato approva il ddl sul reato di tortura, Amnesty e associazioni lo bocciano: “Tutela solo la polizia”

Un compromesso “al ribasso” che lo rende di “difficile interpretazione”, se non “inapplicabile”. E che lascia diverse scappatoie ai pubblici ufficiali che abusano del loro potere. Il disegno di legge che introduce il reato di tortura nel codice penale italiano, salutato dal Partito Democratico come “una legge di civiltà”, è stato approvato al Senato e ora passa alla Camera per l’approvazione definitiva. Un testo su cui pesano però diverse ombre. Tant’è che è stato rinnegato dal suo stesso “padre”, il senatore dem Luigi Manconi che lo aveva presentato il primo giorno della legislatura e ora ha deciso di non votarlo perché completamente “stravolto”.

Ma la lista di chi boccia il ddl sulla tortura (la scheda in basso), profondamente modificato rispetto alla sua prima stesura da una serie di emendamenti introdotti a Palazzo Madama, è lunga: ci sono Amnesty International e l’associazione Antigone, c’è l’Associazione Nazionale dei Funzionari di polizia, ci sono Sinistra Italiana e anche la Lega Nord.
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