Reato di tortura, così l’Italia tenta di tornare al passo con l’Europa

Se ne discute da sempre, il Ddl è in Parlamento dall’inizio della legislatura (il primo è stato presentato il 15 marzo 2013 dal senatore Luigi Manconi) ma l’Italia resta ancora senza una legge sulla tortura. A 33 anni dalla Convenzione Onu e dopo essere stata votata già una volta dal Senato e dalla Camera . Ora la proposta tornerà in aula a Palazzo Madama la prossima settimana dopo una nuova battuta d’arresto e un periodo di stand by che durava dal 14 luglio scorso. Con un testo che tiene conto degli emendamenti messi a punto dai relatori Nico D’Ascola (Alternativa popolare) ed Enrico Buemi (Autonomie) che sintetizzano l’accordo raggiunto dalla maggioranza. Ecco come cambierà il codice penale in Italia in base all’ultima formulazione della norma e cosa prevedono gli altri paesi della Ue. Dalla legislazione più “morbida” della Spagna, a quella severissima del Regno Unito, passando per la Francia , il cui sistema, con pene graduali fino all’ergastolo, si avvicina di più a quella che l’Italia si prepara a varare. Caso a parte la Germania, che pur vietando l’uso della tortura non ha un reato specifico nel codice, ma delle norme ad esso assimilabili.

Marta Paris sul Sole24Ore

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