Monthly Archives: maggio 2017

Giovanni Falcone: 25 anni dalla strage di Capaci. Ascolta la puntata

008

Era il 23 maggio, era pomeriggio. L’esplosione, lo squarcio, la voragine di Capaci è ancora davanti agli occhi, le immagini dei funerali ancora nei pensieri, se c’è un momento della storia recente che segna la memoria collettiva, è la strage di Capaci, nella quale 25 anni fa vennero uccisi dalla mafia il giudice Giovanni Falcone, sua moglie, gli agenti della scorta. Non sono mai stanche le celebrazioni legate alla memoria, le domande e le risposte non finiscono mai: che modello è stato quello di Giovanni Falcone, cosa è cambiato da allora, cosa insegnare ai più giovani. Da dove veniva quella solitudine così rumorosa?

Gli ospiti del 23 maggio 2017

Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia
Piergiorgio Morosini, membro del Csm e della commissione VI di contrasto alle mafie, per 21 anni è stato Gip a Palermo, è stato titolare di alcuni importanti processi a Cosa Nostra e estensore di sentenze sui capi storici della mafia (Riina, Provenzano, Brusca, Bagarella). Il suo ultimo libro è Attentato alla giustizia. Magistrati, mafie e impunità (Rubbettino, 2011)
Piero Melati, giornalista palermitano, per molti anni a L’Ora, anni nei quali ha seguito la guerra di mafia e il primo maxiprocesso, molti altri al Venerdì, dove si occupa di attualità e cultura. È appena uscito il suo libro Giorni di mafia. Dal 1950 a oggi: quando, chi, come (Laterza)
Francesca Vella, preside del liceo classico internazionale Giovanni Meli di Palermo
Valeriano Seminara,  studente della VC del liceo Meli di Palermo
Danilo Chirico, presidente dell’associazione daSud, curatore con Marco Carta  del dossier “Under: giovani mafie, preriferie” (Giulio Perrone Editore) che verà presentato oggi alle ore 19 a Roma all’istituto Enzo Ferrari in ricordo di Giovanni Falcone

Ascolta la puntata

Il libro: Giorni di mafia di Piero Melati

Dalla strage di Portella della Ginestra fino alla morte di Bernardo Provenzano, i cento giorni che hanno cambiato per sempre il volto della Sicilia e dell’Italia intera. Layout 1
Tutta la nostra storia repubblicana può essere letta anche attraverso la chiave dei fatti di mafia perché molti dei nodi irrisolti dell’attualità italiana trovano lì la loro radice. I cento giorni raccontati in questo libro ne sono la prova. Pagina dopo pagina scorrono decenni di delitti e stragi in gran parte perpetrati in Sicilia, ma emergono intrecci che superano decisamente i confini regionali: dall’omicidio come strumento di pressione al traffico internazionale della droga, dalla corruzione elevata a sistema alle speculazioni urbanistiche, dal rapporto conflittuale tra magistratura e politica alle lotte intestine tra apparati dello Stato, dall’uso criminale dell’economia e della finanza al ruolo delle sette segrete, per arrivare al voto di scambio e all’uso spregiudicato dei media. Al centro del libro non ci sono solo cadaveri eccellenti e grandi processi, ma anche figure spesso trascurate, i romanzi, i film, il costume, il cibo, il gergo, gli avvenimenti politici, sociali e di ‘colore’ che, legati cronologicamente ai grandi fatti di criminalità organizzata, ne sono stati la cornice o hanno rappresentato la ricetta per il suo contrasto. La storia sanguinaria della mafia può essere infatti compresa solo in uno sguardo più ampio che comprenda l’intera vita politica, istituzionale e culturale italiana. Una rilettura originalissima che sollecita a riflettere ancora sui grandi misteri, sui segreti ben custoditi, sui gialli mai risolti che costellano la nostra storia recente.

Giorni di mafia di Piero Melati (Laterza)

Anniversario della strage di Capaci Tutti gli eventi del 23 maggio

NAVE--620x420

In occasione delle celebrazioni per il XXV anniversario della strage di Capaci, Palermo ospiterà diverse manifestazioni per ricordare le vittime della strage in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. La programmazione entrerà nel vivo con l’arrivo di migliaia di studenti provenienti da tutta Italia con la Nave della legalità, le celebrazioni in Aula Bunker, i cortei e il minuto di silenzio all’albero Falcone in via Notarbartolo. Queste saranno solo alcune delle iniziative che si alterneranno nel corso della giornata del 23 maggio in tante zone della città.

Nel dettaglio: il 23 maggio attraccherà al porto di Palermo la Nave della legalità che trasporta circa 70mila studenti da tutta Italia, con loro arriveranno a Palermo alcune delle più alte cariche dello Stato tra cui il Presidente del Senato, Pietro Grasso, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. Alle ore 9.00 avrà luogo, presso l’Aula Bunker, un convegno con la presenza prevista, tra gli altri, del Presidente della Repubblica, del Presidente del Senato, dei Ministri dell’Istruzione e dell’Interno. Contemporaneamente, saranno allestiti i “Villaggi della Legalità” all’esterno dell’Aula Bunker e a Piazza Magione. Contemporaneamente al Castello a mare verrà ricordato il sacrificio del Giudice Francesca Morvillo, uccisa nell’agguato del 1992 insieme al marito Giovanni Falcone.  Alla cerimonia prenderanno parte tra gli altri il Procuratore Alfredo Morvillo e l’Assessore dei Beni Culturali Carlo Vermiglio. Alla professoressa Paola Maggio dell’Università di Palermo è affidato il compito di delineare il profilo di Francesca Morvillo come donna e come magistrato.

Continua a leggere su LiveSicilia per vedere tutti gli appuntamenti

“UNDER”, IL DOSSIER SU GIOVANI E MAFIE

Giovani, spesso minori, uccisi e gambizzati. Un esercito cresciuto all’ombra dei clan e dei “cattivi maestri” pronto a morire o a uccidere. Per soldi o per il solo fascino del potere che si trasforma in consenso sociale. Sono loro, con le loro storie, racconti in prima persona di chi è cresciuto troppo in fretta e racconti di chi troppo presto ha pagato con la propria vita, i protagonisti di “Under”: l’inedito dossier di Associazione antimafie daSud che accende i riflettori su giovani, mafie e periferie. Opera corale, a cura di Danilo Chirico e Marco Carta realizzata con il contributo di Fondazione con il Sud e pubblicata da Giulio Perrone Editore, “Under” è un viaggio lungo dodici mesi nelle periferie del Mezzogiorno d’Italia e del Lazio, che indaga il legame tra il mondo dei giovani e il sistema mafioso e che fa luce sulla trasmissione di ruoli e “valori”. Dalla Calabria alla Sicilia e dalla Campania alla Puglia, fino al Lazio: come si diventa criminali?

“Under”: il dossier di daSud che accende i riflettori su giovani, mafie e periferie. Opera corale, a cura di Danilo Chirico e Marco Carta realizzata con il contributo di Fondazione con il Sud e pubblicata da Giulio Perrone Editore

Clicca qui per saperne di più

Falcone voleva vivere e i suoi nemici non erano solo i mafiosi

falcone3_blog

«Per essere credibili bisogna essere ammazzati in questo Paese». Così Giovanni Falcone rispose in tv a una ragazza che gli chiedeva: «In Sicilia si muore perché si è lasciati soli. Giacché lei fortunatamente è ancora tra noi, chi la protegge?». Erano i giorni in cui girava voce che l’attentato all’Addaura (fu trovata una borsa di tritolo sulla scogliera davanti alla sua casa al mare) lo avesse organizzato da solo per fare carriera, perché la mafia non sbaglia, se vuole uccidere uccide.

A ogni commemorazione della strage di Capaci, non posso fare a meno di ricordare che allora come oggi la grammatica comunicativa è la stessa, se non peggiore: solo sui cadaveri gli italiani riescono a esprimere una solidarietà e un’empatia disinteressate. A chi si preoccupava perché fumasse troppo, Falcone rispondeva: «Non mi uccideranno le sigarette». Sembra un dettaglio futile, ma la storia di Giovanni Falcone dobbiamo raccontarla, per conoscerla davvero, seguendo percorsi laterali, unendo i puntini dei dettagli futili.

Roberto Saviano su Repubblica

Le foto di Letizia Battaglia

Letizia-Battaglia-Palermo-1980.-Quartiere-La-Cala-La-bambina-con-il-pallone-e1439549106482

Alcuni suoi scatti sono ormai saldamente fissati nell’immaginario collettivo. Il giudice Giovanni Falcone al funerale del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella, appena assassinato da Cosa nostra, stretto tra le braccia del fratello Sergio (attuale presidente della Repubblica), la vedova di Vito Schifani, l’agente di scorta morto nella strage di Capaci, il boss Leoluca Bagarella dopo il suo arresto, Giulio Andreotti con Nino Salvo. Sono gli scatti di Letizia Battaglia, la grande artista siciliana a cui il Maxxi dedica una mostra antologica (a Roma dal 24 novembre 2016 al 17 aprile 2017) con oltre 200 fotografie che raccontano, in bianco e nero, 40 anni di vita e società italiana assieme a documenti inediti, riviste, pubblicazioni, film e interviste.

Fabrizio Colarieti su Lettera43.it

23 maggio 1992, “l’attentatuni” di Capaci: così morì Falcone

capaci-04A

Mentre a Roma il Parlamento è impegnato nella elezione del nuovo capo dello Stato, a Palermo è un caldo sabato di maggio. Il giudice Giovanni Falcone collabora con il ministro Claudio Martelli. Passa a Roma la gran parte della settimana. Ma quando può, nel week end, raggiunge assieme alla moglie Francesca la sua città. Come oggi. Vede i suoi amici. I vecchi colleghi del pool antimafia. Ha da poco compiuto 53 anni il giudice Falcone. Ha festeggiato assieme all’amico Paolo Borsellino, anche lui magistrato e compagno di indagini e battaglie, come racconta Giovanni Bianconi nel libro L’assedio. Hanno brindato Giovanni e Paolo lunedì scorso perché, se anche per l’anagrafe Falcone è nato il 20 maggio del 1939, tutti, parenti e amici, sanno che in realtà la registrazione della sua nascita è avvenuta con due giorni di ritardo.

Cristina Argento e Giovanni Angeli sul Corriere della Sera