Monthly Archives: maggio 2017

Terrorismo: cosa vuol dire reazione dura? Ascolta la puntata

GuerraTerrorismo

Guerra. È facile sintetizzare in una parola il tema di oggi. Dopo la strage di Manchester si torna a leggere, sui giornali, nei messaggi, l’appello a una reazione dura dell’Europa, dell’Occidente, della Nato, contro il terrorismo di matrice islamica. Ma questa “reazione dura”, tanto invocata, in cosa consiste esattamente, di quale azione militare stiamo parlando, cosa è possibile e cosa non è possibile fare?

Gli ospiti del 25 maggio 2017

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, domani ci sarà una manifestazione a Udine, una marcia per la pace con le scuole alla quale sono attesi circa 2500 giovani contro la violenza
Paolo Magri, vice presidente dell’ISPI, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale
Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera
Lorenzo Striuli, analista di difesa e autore di Opinioni sulla guerra. L’opinione pubblica italiana e internazionale di fronte all’uso della forza (Franco Angeli)
Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa

Ascolta la puntata

immagine tratta dal sito Senza Tregua

Armiamoci e partiamo contro l’Isis? Calma e gesso

pmagri

Paolo Magri è favorevole a un rafforzamento dell’azione militare in Siria e in Iraq mirato a risolvere la situazione di Raqqa e Mosul. Tuttavia, secondo il vicepresidente dell’Ispi, l’ipotesi di colpire indiscriminatamente tutte le persone sospettate di terrorismo in Europa creando una sorta di Guantanamo europea non risolverebbe il problema.

Se vogliamo la pace dobbiamo educarci alla pace

163-e1495624436906-2953x500

All’indomani della strage di ragazzi di Manchester, mentre ci stringiamo attorno alle vittime, alle loro famiglie, ai loro amici e rinnoviamo il nostro impegno contro la guerra, la violenza e il terrorismo, vi invitiamo a partecipare alla Conferenza stampa di presentazione del Meeting regionale delle Scuole per la pace e delle “Linee Guida per l’educazione alla pace e alla cittadinanza glocale” che si terrà domani mercoledì 24 maggio 2017 alle ore 10.00 a Udine nella sala Svevo del Palazzo della Regione (via Sabbadini 31).

Approfondisci su Perlapace.it

Noi facciamo le marce. Loro ci fanno fuori

Che barba, che noia. Gli attentati terroristici si susseguono implacabili in Francia, in Germania e in Inghilterra e noi continuiamo a pronunciare gli stessi discorsi scontati e vani. L’ ultima strage, quella di Manchester, dove sono morti giovinetti che ascoltavano un concerto, ha disgustato l’ opinione pubblica, ma fra qualche giorno sarà dimenticata come tutte le altre. Gli islamici non si fermano. Mentre l’ Occidente pur sgomento non sa che fare per proteggersi dagli assassini. Non ha una idea, non un piano.

Vittorio Feltri su Libero

Terrorismo, da Charlie a Londra Questa è una guerra

Un bollettino di guerra dal gennaio del 2015, con l’assalto a Parigi alla redazione di Charlie Hebdo e al supermercato ebraico. Di una guerra che per paura e cecità non vogliamo chiamare guerra, ma che ha mietuto infinite vittime di guerra. Episodi clamorosi ed episodi dimenticati, senza un criterio cronologico preciso. Ma che non dovrebbero essere mai dimenticati. Nel dicembre del 2016 un Tir rubato con targa polacca viene scaraventato nel cuore di Berlino sulla folla che si accalca nel mercatino di Natale, provocando 12 morti. A luglio del 2016, in un centro commerciale di Monaco di Baviera vengono mitragliate a morte 9 persone (l’attentatore si suicida dopo la strage). A Wurzburg, sempre a luglio, un ragazzo armato di ascia si scaglia contro i passeggeri di un treno regionale prima di essere ucciso dalla polizia. Sul treno Thalys diretto a Parigi, nell’agosto del 2015, un terrorista con un fucile sta per uccidere un gruppo di passeggeri ma viene bloccato all’ultimo momento da due soldati americani in licenza in Europa.

Pierluigi Battista sul Corriere della Sera

Come reagire al terrorismo islamico? Come gli inglesi in biblioteca dopo le bombe tedesche

libreria

Ammaniti suggerisce – e mi trova concorde – di prendere come modello di riferimento la Gran Bretagna guidata da Winston Churchill, tenace Prime Minister durante la battaglia contro Hitler: “Ho in mente un’immagine legata alla Seconda Guerra mondiale, la biblioteca (di Holland Park, ndr) dove ci sono persone che, tra le macerie, cercano libri per leggerli. Èuna bellissima rappresentazione di ciò che si dovrebbe fare oggi”. Sta in noi reagire in modo costruttivo. Ma siamo in guerra. Ricordiamocelo. Diamoci da fare.

Beniamino Andrea Piccone sull’Inkiesta

Lo PSICOANALISTA MASSIMO AMMANITI “Questa è l’era dell’ansia perenne”

Professor Massimo Ammaniti, famoso psicoanalista e psicopatologo: qual è il pericolo che corre l’inconscio collettivo dell’Occidente dopo questo nuovo attacco del terrorismo nel cuore dell’Europa? «Il pericolo più ovvio è lo stesso osservato dagli esperti di psicoanalisi negli Stati Uniti dopo l’11 settembre: l’istinto di chiudersi in casa, il rifiutarsi di uscire per guardare ossessivamente le notizie in tv, l’isolarsi dalla vita quotidiana. Il fenomeno, studiato con attenzione, riguardò migliaia di persone. Si cade in una sorta di “evitamento passivo”, si evita cioè la ripresa della normalità e si lascia spazio alla paura e all’ansia…».

Sembra il progetto del terrorismo così come lo stiamo conoscendo. Non c’è dubbio. Il progetto dell’Isis è la paralisi dell’Occidente. Il piano è convincerlo della sua impotenza. Una vera guerra psicologica. L’obiettivo è bloccare l’economia che è alla base del nostro modello: in questo caso gli spostamenti legati agli affari, al turismo, allo studio, alla nostra vita quotidiana. L’aeroporto, la metropolitana».

Continua a leggere l’articolo di Paolo Conti pubblicato sul Corriere della Sera qualche tempo fa