Renzi “Sì al sistema tedesco, sorta di pacificazione istituzionale”

“Chiedo un consenso alla nuova riforma, che andrà votata entro la prima settimana di luglio. Con la soglia al 5 per cento e il nome sulla scheda. Non è la mia legge, ma è accettata dal 90 per cento dei partiti e noi ci dobbiamo stare” così la richiesta del segretario. Ma 33 orlandiani si astengono. Nella nuova segreteria dem entrano anche Giusi Nicolini e Roberto Giachetti.

“Inizia un cammino, nel solco di una tradizione”. Matteo Renzi apre i lavori della nuova direzione del Pd, “è una strada nuova, difficile, che sicuramente ci porterà nei prossimi 4 anni a lavorare insieme a sfide diverse”, così il segretario che la prende larga e non parla,  all’inizio, nè di legge elettorale nè di scadenze autunnali. Si sofferma sulla “qualità” del partito, “l’unica forza in Italia che continua ad avere la capacità di essere democratico al proprio interno: discute, si confronta, talvolta, spesso, litiga ma assume su di sè la responsabilità. Per noi la democrazia è un valore”. Poi dritto al punto.

Simona Casalini su Repubblica

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