Monthly Archives: giugno 2017

Ceta: l’accordo di libero scambio tra Europa e il Canada. Ascolta la puntata

libero scambio

Ceta, il trattato della discordia. È in discussione al Senato l’accordo commerciale di libero scambio tra Canada e Europa che sta scatenando molte reazioni, soprattutto contrarie. Un provvedimento molto complesso che suscita però grande interesse, che ripropone alcuni aspetti del TTIP, che secondo i contrari mette a rischio la qualità del cibo e i nostri standard. Perché spaventa così l’ “Idra dalle 7 teste” – come l’ha chiamato Padre Zanotelli? Cosa prevede sul piano degli accordi internazionali?

Gli ospiti del 28 giugno 2017

Pietro Ichino, senatore Pd, professore di Diritto del Lavoro alla Statale di Milano

Roberto Moncalvo, presidente nazionale Coldiretti

Stefano Liberti, giornalista del quotidiano Il Manifesto, tra i suoi libri “Land grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo” e  “I signori del cibo”, entrambi Minimum Fax

Nicola Danti membro del Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. Vicepresidente Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumato

Marino Niola, insegna Antropologia dei simboli all’Istituto “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. Editorialista di Repubblica, il suo ultimo libro, con Elisabetta Moro, è Andare per i luoghi della dieta mediterranea (Il Mulino, 2017). Tra gli altri citiamo Homo Dieteticus. Viaggio nelle tribù alimentari e Non tutto fa brodo

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CETA, il Senato voti NO! L’appello di Alex Zanotelli

CETA

In questi giorni è in discussione in Senato il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo commerciale ed economico fra il Canada e la UE. Se sarà approvato sarà un’altra vittoria del trionfante mercato globale. Infatti il CETA è uno dei sette trattati internazionali di libero scambio che sono: TTIP, TPP, TISA, NAFTA, ALCA e CAFTA. Sono le sette teste dell’Idra. Il profeta dell’Apocalisse aveva descritto il grande mercato che era l’Impero Romano come una Bestia dalle sette teste. E il profeta aggiungeva che “una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita” (Ap. 13,3). Così oggi alcune teste della Bestia sembrano colpite a morte, perché Trump si è scagliato contro il TTIP (Accordo commerciale tra USA e UE), contro il TPP(Accordo commerciale tra USA  e nove paesi del Pacifico) e il NAFTA (Accordo commerciale fra USA, Canada e Messico). Sembravano  colpite a morte, ma ora vengono riproposte sotto nuove forme, soprattutto il TTIP. La ‘Bestia’ infatti, nelle sue varie teste, sembra che stia lì lì per morire, ma riprende subito vita. Non dobbiamo quindi mai allentare l’attenzione su questi Accordi che sono il cuore pulsante del grande mercato globale. Soprattutto in questo momento dobbiamo stare molto attenti al CETA.

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Tutte le bufale sul CETA

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Questa mattina in Commissione Esteri al Senato si è votato il testo del DDL di ratifica del CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement). Si tratta di un trattato di libero scambio tra paesi dell’Unione Europea e Canada che è stato approvato dal Parlamento Europeo il 15 febbraio. La Commissione ha approvato il Ddl che ora dovrà passare all’esame dell’Aula di Palazzo Madama. Nel frattempo in piazza della Rotonda davanti al Pantheon questa mattina è andata in scena la manifestazione di protesta organizzata da organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, Coldiretti, associazioni ambientaliste e dei consumatori alla quale ha preso parte anche il M5S.

Giovanni Drogo su NextQuotidiano

UE: Moncalvo (Coldiretti), Ceta è regalo a lobby industriali

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Un grande regalo alle grandi lobby industriali che nell’alimentare puntano all’omologazione e al livellamento verso il basso della qualità. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare l’impatto dell’approvazione da parte dell’Europarlamento del Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreementr) con il Canada. Nei trattati – sottolinea Moncalvo – va riservata all’agroalimentare una specificità che tuteli la distintività della produzione e possa garantire la tutela della salute, la protezione dell’ambiente e della libertà di scelta dei consumatori. Solo per fare un esempio – continua Moncalvo – i produttori canadesi potranno utilizzare il termine Parmesan, ma anche produrre e vendere Gorgonzola, Asiago e Fontina, mantenendo una situazione di ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale ottenuto nel rispetto di un preciso disciplinare di produzione dall’imitazione di bassa qualità. Ma soprattutto si crea una concorrenza sleale nei confronti del vero Made in Italy in cui perde l’agricoltura italiana che – conclude Moncalvo – ha fondato sulla distintività e sulla qualità la propria capacità di competere.

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Presidio in piazza a Roma contro il Ceta

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In questi mesi ha fatto molto discutere il Ceta (Comprehensive economic and trade agreement) l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada, che riduce le barriere commerciali tra i due mercati. Il trattato, al centro di polemiche internazionali, oggi sarà sottoposto al primo voto in commissione Affari esteri al Senato.

E sempre oggi a Roma in piazza del Pantheon, e mercoledì 5 luglio a piazza Montecitorio, si terrà un presidio contro l’approvazione del Ceta a cui parteciperanno tutte le organizzazioni che sostengono la campagna Stop Ttip (Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Slow food). Questa mobilitazione avviene dopo una campagna online con mail indirizzate ai senatori e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Al Capo di Stato, in visita ufficiale in Canada fino al 1 luglio, si chiede espressamente di non ratificare il Ceta. Sono previsti almeno due giorni di audizioni e discussione in Commissione Esteri del Senato, presieduta da Pier Ferdinando Casini.

L’accordo è stato definito dalla Commissione Europea il “migliore accordo commerciale” mai siglato dall’Unione, ma ha fatto nascere molte critiche e resistenze.
Gli obiettivi del trattato sembrano essere molto ambiziosi: eliminare il 90% delle barriere e dei dazi doganali esistenti negli scambi commerciali tra i due Paesi, liberalizzare il mercato tra le due sponde dell’Atlantico, incentivare gli investimenti stranieri, aprire l’accesso agli appalti pubblici canadesi alle imprese europee.
Il libero scambio, d’altronde, durante la seconda metà del XX secolo è stato decisivo per la crescita economica mondiale, ma i dubbi che il trattato suscita sono molti.
Basti pensare che la mobilitazione contro il Ceta ha raccolto in pochi mesi l’adesione di 3,5 milioni di cittadini europei che hanno firmato una petizione contro il Ceta e il Ttip (Transatlantic trade and investment partnership), l’accordo per abbattere i dazi e le dogane fra Europa e Stati Uniti, definitivamente sfumato con la vittoria di Trump.

Leggi l’articolo Elena Basso su Left