Monthly Archives: giugno 2017

Migranti: chiudere i porti alle navi delle ONG? Ascolta la puntata

Immigrazione

Continua la partita tra Italia e Europa che si gioca sulla pelle di chi attraversa il mare in cerca di salvezza. “L’Italia potrebbe essere costretta a bloccare i porti alle navi delle Ong per ragioni di sicurezza”, questo l’annuncio di ieri a Bruxelles dopo i numeri delle ultime ore: sono 12mila i migranti arrivati in 2 giorni su 22 navi. Tutti d’accordo che l’Italia non possa più essere lasciata sola nel recupero a mare e nell’accoglienza a terra delle persone che arrivano, ma ogni volta le soluzioni in campo sembrano peggio della situazione attuale. Intano cresce a destra e a sinistra l’insofferenza verso chi arriva e verso chi accoglie, questo si, davvero bipartisan, e non senza responsabilità da parte dell’informazione.

Gli ospiti del 29 giugno 2017

Marco Bertotto, responsabile Advocacy di Medici Senza Frontiere
Gianfranco Schiavone, vicepresidente ASGI, Associazione di Studi Giuridici sull’Immigrazione
Rino Pellino, corrispondente Rai da Berlino
Giuseppe Sciortino, sociologo all’Università di Trento, tra i suoi libri ricordiamo Rebus immigrazione (Il Mulino, 2017)
Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, il suo ultimo libro è Il ritorno delle tribù (Rizzoli, 2017). L’altro giorno è intervenuto a un incontro all’Ispi “Il vento della disgregazione sugli stati: le sfide di jihadismo e populismo”

Ascolta la puntata

COSA DICE IL DIRITTO MARITTIMO INTERNAZIONALE

Il tentativo di disciplinare lo spazio marittimo trova, e da sempre, notevoli difficoltà e si è così stratificato in una serie di norme nazionali, internazionali e consuetudinarie. Una svolta decisiva avvenne dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la nascita della International Maritime Organization (IMO), agenzia specializzata delle Nazioni Unite che attualmente conta 172 Stati aderenti.

Tra le più importanti convenzioni internazionali figura senza dubbio la Convenzione di Montego Bay(conosciuta anche come UNCLOS, Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, firmata nel 1982). Questa ci aiuta nel definire alcuni concetti fondamentali, a partire dai limiti marittimi che si estendono a partire dalla costa e che segnano, con l’allontanarsi dalla stessa, il progressivo venir meno della sovranità statale. Anche nella fascia più vicina alla costa, quella delle cosiddette “acque territoriali”, esiste un diritto di passaggio inoffensivo da parte delle navi straniere, «sia per traversarlo, sia per entrare nelle acque interne, sia per prendere il largo provenendo da queste, e purché il passaggio sia “continuo e rapido”. Il passaggio è inoffensivo […] “finché non reca pregiudizio alla pace, al buon ordine o alla sicurezza dello Stato costiero”».

Come dicevamo in precedenza, il diritto marittimo conta su un ampia base di fonti e quindi di stratificazioni. Ecco perché possiamo rifarci anche ad altre convenzioni per capire la disciplina del soccorso in mare, e in particolare alla Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS) e alla Convenzione internazionale sulla ricerca e il soccorso in mare (SAR) e ai loro successivi emendamenti. Alcuni di questi ultimi integrano e dettagliano il più generale obbligo di soccorso in mare sancito, ad esempio, sia nella Convenzione SOLAS («Il comandante di una nave in navigazione che riceve un segnale da qualsiasi provenienza indicante che una nave o un aereo o loro natanti superstiti si trovano in pericolo, è obbligato a recarsi a tutta velocità all’assistenza delle persone in pericolo») che dalla Convenzione UNCLOS («Ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batte la sua bandiera, nella misura in cui gli sia possibile adempiere senza mettere a repentaglio la nave, l’equipaggio o i passeggeri: a) presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo; b) proceda quanto più velocemente è possibile al soccorso delle persone in pericolo, se viene a conoscenza del loro bisogno di aiuto, nella misura in cui si può ragionevolmente aspettare da lui tale iniziativa»).

Le successive stratificazioni, raccolte sul sito della IMO, vengono così spiegate dalla stessa organizzazione, con particolare riferimento ai migranti: «Le persone in pericolo in mare dovrebbero ricevere tutta l’assistenza possibile da altre navi nelle immediate vicinanze, inclusi comandanti, equipaggi, governi costieri e autorità di terra e da parte di tutti gli attori coinvolti nel settore dei trasporti marittimi, per essere salvate e fatte sbarcare prontamente in un luogo sicuro e per ricevere un equo trattamento una volta a terra. Finché l’esodo dei migranti continuerà in diverse parti del mondo e la necessità di prestare soccorso a persone diventerà più evidente, come nel caso di disperati rifugiati che viaggiano in condizioni di insicurezza, la IMO è impegnata nel cooperare in tutti i modi possibili per creare una cornice internazionale che incoraggi gli Stati e l’intero settore dei trasporti marittimi a fornire assistenza a persone in pericolo in mare e a portarle in un luogo sicuro, riducendo il rischio di perdere vite in incidenti marittimi».

Approfondisci su Possibile.com

Migranti, l’Italia pronta al blocco dei porti alle navi delle Ong

L’ultimatum è arrivato dopo un flusso di sbarchi annunciati senza precedenti: 12 mila migranti in poco più di 48 ore, da 22 navi. «L’Italia potrebbe essere costretta a bloccare i porti alle navi di Ong per ragioni di sicurezza nazionale», ha detto ieri Maurizio Massari, ambasciatore dell’Italia presso la Ue, al commissario europeo degli Affari interni Dimitri Avramopoulos. Un’ondata mai vista, per gestire la quale il ministro dell’Interno Marco Minniti l’altro giorno ha sospeso il suo viaggio negli Stati Uniti.

Dall’Ue la prima risposta al nostro annuncio è stata che «la questione degli sbarchi è regolata dalla legge internazionale», ma poi è stato lo stesso commissario Avramopoulos ad ammettere: «La situazione dell’Italia è insostenibile. Non si può lasciare una manciata di Paesi a gestire l’emergenza, discuteremo di questo la prossima settimana a Tallin durante la riunione informale dei ministri di Giustizia e Interni, ma abbiamo tutti un obbligo umanitario di salvare vite».

Alessandra Arachi sul Corriere della Sera

Ius soli. Il Pd tiene duro, nonostante la sconfitta. E la sinistra critica?

DCwVcoUXgAEB9-N

Paolo Gentiloni è deciso a condurre in porto, al più presto, lo ius soli, fosse pure necessario – come sembra probabile – porre la fiducia al senato, la prossima settimana, anche a costo di riattizzare la gazzarra dai banchi della Lega e del Movimento 5 stelle, come è avvenuto nei giorni scorsi, col risultato di impedirne l’esame in aula.

La determinazione del presidente del consiglio è particolarmente encomiabile. Coraggiosa. Lo è soprattutto alla luce dei risultati delle amministrative di domenica scorsa, nelle quali la pessima performance della forza principale che lo sorregge in parlamento, il Partito democratico, è messa in collegamento diretto proprio con il tema dello ius soli, su cui ha costruito la sua campagna elettorale la destra, altro che destra moderata del resuscitato Silvio. Una questione, per giunta, impropriamente quanto abilmente posta in connessione con quella più generale dell’immigrazione e con le criticità ad essa incredibilmente attribuite – sicurezza e disoccupazione – nella narrazione che ormai domina senza argini nella propaganda e praticamente in tutti i media.

Guido Moltedo su Ytali.com

Renzi contro il multiculturalismo, la campagna elettorale si giocherà sugli immigrati

Non ci si gira più attorno. Sarà il tema dell’immigrazione a dominare lo scontro politico nella prossima campagna elettorale. Insieme al tema Europa. E’ passato in secondo piano rispetto al gioco delle figurine della sinistra, che ha riportato sul palcoscenico persino Romano Prodi. Ma anche Matteo Renzi, all’indomani della debacle alle Comunali, ha preso una posizione più netta su un argomento che in questi anni era stato lasciato soprattutto alle destre: il segretario del Pd ha sostenuto che la prospettiva dell’Italia non potrà probabilmente essere il multiculturalismo. Lo ha detto parlando all’Ispi, l’Istituto di politica internazionale di Milano, le cui stanze affrescate dal Tiepolo invitano a pesare le parole, dosare i pensieri, contenere la verve politica. “Se non hai un’identità, non integri, sei invaso”, ha scandito Renzi di fianco al direttore della Stampa, Maurizio Molinari, che presentava il suo libro sul ritorno delle tribù.

Alessandro Franzi su L’Inkiesta