L’Italia può chiudere i porti ai migranti?

» approdata al molo Ichnusa del porto di Cagliari la nave norvegese Siem Pilot con a bordo 900 migranti: 740 sono uomini, 102 donne (di cui otto in gravidanza) e 58 minori. A bordo vi Ë anche la salma di un uomo, 23 MARZO 2017. ANSA

» approdata al molo Ichnusa del porto di Cagliari la nave norvegese Siem Pilot con a bordo 900 migranti: 740 sono uomini, 102 donne (di cui otto in gravidanza) e 58 minori. A bordo vi Ë anche la salma di un uomo, 23 MARZO 2017. ANSA

Da ieri si discute molto della possibilità di chiudere i porti italiani alle navi delle ong internazionali che soccorrono i migranti, un’idea del governo che i giornali attribuiscono al ministro degli Interni Marco Minniti. Da mesi il governo italiano sta cercando di trovare delle soluzioni per diminuire gli arrivi di migranti dalle coste del Nord Africa, finora senza successo. Ad oggi, i migranti arrivati via mare nel 2017 sono più di 80mila, mentre nello stesso periodo del 2016 erano stati 64mila. Nelle ore successive alla diffusione della notizia, la misura è stata criticata dalle ong che soccorrono i migranti e dalle associazioni per i diritti umani. Il responsabile di una nave di Medici Senza Frontiere che soccorre migranti ha definito l’idea una “non soluzione”, mentre altri hanno espresso dubbi sulla sua legalità.

Si può fare, una cosa del genere?
L’ipotesi del governo italiano non è ancora precisa, e quindi possiamo fare solamente delle ipotesi. Il problema nasce dal fatto che le ong che compiono i soccorsi seguono la cosiddetta convenzione di Amburgo del 1979 sul soccorso marittimo, che prevede che gli sbarchi debbano avvenire nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. Per questi motivi le ong trasportano in Italia – e solo in Italia – tutte le persone che soccorrono nel tratto di mare fra Libia e Italia.

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