Neanche un profugo sbarcato. Malta si blinda e dimentica la crisi

La città della pace. Che nome ironico «Paceville» per questo delirio di ragazze e ragazzi in festa permanente. Quattro gru sono in movimento per costruire nuovi palazzi ancora più alti.  Qualcuno sta sparando fuochi d’artificio alle sette di sera, in piena luce. Ci sono 38 gradi, musiche diverse ti colpiscono in faccia a ogni metro. Il Garden Hotel. Il Paranza Restaurant. «Pizza, pasta e cannelloni». Due cartelli umani camminano avanti e indietro per sponsorizzare la prossima festa sulla spiaggia di quello che, fino a dieci anni fa, era soltanto un villaggio di pescatori. «Full open bar!», urlano a tutti. Mentre il Mediterraneo vive i suoi mesi più drammatici, 80 mila migranti sbarcati sulle coste italiane, 2 mila morti affogati, Malta festeggia il suo anno più felice. Come la Svizzera al tempo della Seconda guerra mondiale. Vicina a tutto, ma al riparo da ogni cosa. L’isola più fortificata del Mediterraneo non è mai stata così ricca.

Niccolò Zancan su La Stampa

 

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