Monthly Archives: luglio 2017

Siti naturali in pericolo

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Quasi la metà dei 200 siti naturali elencati come patrimonio mondiale dell’umanità sono teatro di bracconaggio o sfruttamento illegale. Lo denuncia un rapporto del Wwf secondo cui il fenomeno riguarda il 45 per cento delle specie di fauna e flora selvatiche classificate come in via di estinzione.

Leggi il rapporto sul sito di Internazionale

 

Quelle nostre mura nate per la guerra (ma servite alla pace)

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Per me, come per tutti i bergamaschi, le Mura sono una «cosa» familiare. Alle Mura ciascuno è legato da ricordi: una passeggiata romantica consumata con chi ti faceva battere il cuore; un qualche ingenuo momento di meditazione cosmica, quando sotto di te brillano le luci della città; e, personalmente, l’indelebile memoria della volta in cui testai la mia prima bicicletta col cambio, a undici anni, sulla salita che porta a Colle Aperto. Oggi quelle Mura, assieme alle fortificazioni di Peschiera del Garda e di Palmanova, diventano «patrimonio dell’umanità». Non credo cambierà molto: i bergamaschi vogliono bene ai loro simboli anche senza che glielo dica l’Unesco. Soprattutto, le Mura sono usate e vissute quotidianamente. E questo induce a una prima riflessione. Leggi il commento del regista Davide Ferrario sul Corriere della Sera

È giusto che un luogo diventi Patrimonio dell’umanità?

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La prima delusione del turista sbarcato in una località esotica riguarda spesso la presenza di altri turisti già arrivati: il turismo porta sempre con sé i semi della propria distruzione. Il modo in cui i luoghi si modificano a causa dell’afflusso dei visitatori è uno dei temi del nuovo saggio di Marco d’Eramo, Il selfie del mondo: indagine sull’età del turismo (Feltrinelli), che lancia provocazioni ai lettori proprio nel periodo dell’anno in cui le destinazioni delle vacanze tendono spesso verso paradisi autentici e naturali. Conoscendo i desideri del turista, molte località si predispongono a soddisfare le aspettative dell’occhio in arrivo. Il turismo, per d’Eramo, è un fenomeno che agisce «cancellando, creando e modificando mete turistiche», e addirittura «la semplice presenza del turista corrompe l’idea di raggiungere una cultura autentica e totalmente diversa. Paradossalmente viene prodotta un’economia semiotica nostalgica che è sempre in lutto per quel che essa stessa ha rovinato».

Continua a leggere l’articolo di Francesco Longo su Rivista Studio

Italia, fragile e bella

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L’Italia delle meraviglie: siamo la nazione con il più alto numero di siti inseriti nell’elenco dei beni patrimonio dell’Unesco. Poche ore fa il ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini ha annunciato che, nel corso della quarantunesima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale in svolgimento a Cracovia, sono entrate nella lista le mura costruite dai veneziani tra il XVI e XVII secolo e dieci antiche faggete che coprono 2.127 ettari, dalla Toscana alla Calabria. Quale il nostro rapporto con il nostro Paese, bellissimo e fragile?

 

Gli ospiti di oggi 

Francesco Palumbo, direttore della Direzione Generale Turismo del Mibact

Giovanni Villa, docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Bergamo 

Marco D’Eramo, giornalista, è autore del libro Il selfie del mondo. Indagine sull’età del turismo (Feltrinelli, 2017)

Enrico Vicenti, segretario generale della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco

Carmen Pellegrino, scrittrice