Monthly Archives: luglio 2017

Cosa ci dicono gli stranieri di noi? Ascolta la puntata

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Migrazione, pensioni, welfare: tornano, nelle telefonate degli ascoltatori, le parole di Tito Boeri sull’importanza degli immigrati per il nostro sistema pensionistico. Più in generale, in che modo i flussi migratori interagiscono con le dinamiche sociali del nostro Paese? Come funziona il nostro welfare e cosa ci dicono gli stranieri di noi e dei cambiamenti della nostra società?

Gli ospiti del 17 luglio 2017

Andrea Stuppini, ricercatore e collaboratore della Fondazione Leone Moressa

Leonardo Becchetti, docente ordinario di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata

Gian Carlo Blangiardo, professore di Demografia all’Università Bicocca di Milano ed esperto di flussi migratori della Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità)

Ettore Gotti Tedeschi, economista e banchiere italiano. Dal 2009 al 2012 ha ricoperto l’incarico di presidente dell’Istituto per le Opere di Religione

Dario Fabbri, americanista, conduttore di Radio3Mondo, collabora con Limes

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È vero che chiudere le frontiere distruggerebbe il nostro sistema di protezione sociale?

Lo ha affermato il 4 luglio 2017 il presidente dell’Inps Tito Boeri, e noi abbiamo chiesto a Enrico Di Pasquale e Chiara Tronchin, ricercatori della Fondazione Leone Moressa, di approfondire questo tema con ulteriori dati. Ne emerge un quadro complesso e molto interessante.

“Chiudere le frontiere vuol dire distruggere il nostro sistema di protezione sociale”, ha affermato il presidente dell’Inps Tito Boeri il 4 luglio. Boeri ha spiegato, con una simulazione del rapporto annuale dell’Inps, che se i flussi di entrata dovessero azzerarsi per i prossimi 22 anni, al 2040 avremmo un saldo netto negativo di 38 miliardi per le casse dell’Inps (e cioè: 73 miliardi in meno di entrate contributive a fronte di soli 35 miliardi in meno di prestazioni sociali da erogare agli immigrati). Una presa di posizione che ha fatto discutere e che offre un buono spunto per tirare le fila del complesso discorso su immigrazione e economia”.

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Il Welfare italiano? È il più caro d’Europa

Il Welfare in Italia è il più caro d’Europa. Lo rivela il Quarto rapporto di Itinerari previdenziali che mette in fila una serie di numeri inediti. Spiega Alberto Brambilla, presidente Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali: «A differenza di quanto spesso si afferma – cioè che in Italia si spende molto meno per il welfare rispetto agli altri Paesi europei – la spesa per prestazioni sociali nel 2015 ammonta a 447,396 miliardi di euro e incide per il 54,13% sull’intera spesa statale, comprensiva degli interessi sul debito pubblico, e del 27,34% rispetto al PIL, cioè uno dei livelli più elevati in Europa. È evidente che si tratta di un onere difficilmente sostenibile in futuro, che già ora limita gli investimenti pubblici in tecnologia, ricerca e sviluppo, unica via per garantire la competitività del Paese e un futuro più favorevole per le giovani generazioni già gravate da un abnorme debito pubblico».

Tutti i dati sulle migrazioni internazionali e la presenza straniera in Italia

L’Istat produce e diffonde numerose statistiche sulle migrazioni internazionali e la presenza straniera in Italia. I dati provengono da diverse fonti, sia campionarie sia di tipo amministrativo, e coprono una molteplicità di aree tematiche che vanno dagli aspetti demografici a quelli socio-economici. La popolazione di riferimento nel tempo si è ampliata e diversificata, comprendendo anche le seconde generazioni e coloro che, in numero crescente, richiedono l’acquisizione della cittadinanza italiana. Per rendere disponbili i dati sulle migrazioni internazionali e la presenza straniera in Italia è stato realizzato il data warehouse Immigrati.Stat, che raccoglie e sistematizza le informazioni statistiche sugli immigrati e i nuovi cittadini al fine di renderle più facilmente fruibili dalle diverse tipologie di utenti interessati (ricercatori, policy makers, giornalisti, cittadini). Si tratta di un contenitore in progress che si propone di adeguarsi nel tempo a eventuali nuove esigenze informative.

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Non solo profughi: l’economia degli immigrati

La polemica sull’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, indicata comunemente come “emergenza immigrazione”, rischia di far dimenticare il reale impatto dell’immigrazione in Italia: 5 milioni di regolari contro 175mila profughi (dato ufficiale dei presenti nelle strutture a fine 2016). Secondo le stime pubblicate ogni anno sul Dossier statistico immigrazione, poi, il saldo tra il gettito fiscale e contributivo versato dagli immigrati in Italia e spesa pubblica destinata all’immigrazione risulta ampiamente positivo. Nell’ultimo anno per cui si ha il dato, il 2014, nonostante l’onda lunga della crisi abbia inciso sui trasferimenti economici diretti, il saldo tra entrate e uscite varia a seconda del metodo di calcolo da +1,8 a +2,2 miliardi di euro. Tuttavia, l’opinione pubblica ha una percezione profondamente negativa dei costi indotti nel welfare dalla presenza di stranieri. Al di là del ruolo dei mezzi di comunicazione nella costruzione e nella diffusione delle informazioni, ciò dipende anche da alcuni fattori di carattere socio-economico.

Continua a leggere l’articolo di Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin