Monthly Archives: luglio 2017

25 anni fa l’attentato a Borsellino. Ascolta la puntata

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“Il prossimo sono io”, ripeteva ossessivamente. 57 giorni dopo Giovanni Falcone, viene ucciso Paolo Borsellino. Sono passati 25 anni dalla strage di via Amelio, una vicenda piena di misteri, di aspetti oscuri. La famiglia è ancora alla ricerca della verità. Cercheremo di ricostruire le fasi del processo e di capire il perché del clima ostile, oggi, nei confronti di simboli dell’antimafia, come la decapitazione di un busto di Falcone. Cosa Nostra è davvero più debole? E la società italiana e siciliana come si rapporta nei confronti della mafia?

Gli ospiti del 19 luglio 2017
Piergiorgio Morosini, membro Csm e della commissione VI di contrasto alle mafie, per 21 anni è stato Gip a Palermo, titolare di processi a Cosa Nostra e estensore di sentenze sui capi storici della mafia (Riina, Provenzano, Brusca, Bagarella)
Giacomo Di Girolamo, giornalista, direttore di marsala.it e di Rmc 101, la radio della provincia di Trapani
Francesco Ricci, promotore della ciclostaffetta itinerante che oggi ha raggiunto via D’Amelio a Palermo
Giovanni Bianconi, giornalista del Corriere della Sera
Alex Corlazzoli, maestro, giornalista, scrittore. Ha un blog sul Fatto QuotidianoAscolta la puntatahttp://www.radio.rai.it/podcast/A46465335.mp3

1992 – Sulle strade di Falcone e Borsellino, i magistrati uccisi dalla mafia raccontati ai post-Millennials

Sono passati 25 anni da quel 19 luglio 1992 in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, Agostino, Claudio, Emanuela, Vincenzo e Walter. Ma se chiedete ad un ragazzo nato negli anni Duemila o anche negli anni Novanta di dirvi tre eventi del Novecento è facile che vi risponda: “Le Torri Gemelle, il lancio del primo Iphone, la morte di Steve Jobs”.  Quel 1992, per loro è uguale al 9 maggio 1978, al 1968, al 2 agosto 1980. Sono solo date che hanno dovuto studiare sul libro di storia.
Il libro di Alex Corlazzoli è stato scritto soprattutto per loro. Un percorso appassionato e attento lungo strade, piazze e angoli di una città, Palermo, tracciato pensando anche ai “post-Millennials”, ai ragazzi che oggi hanno meno di vent’anni. Se le generazioni nate prima del 1992 sono cresciute con la certezza che più nessuno avrebbe dimenticato dove fosse e con chi, quel 23 maggio e quel 19 luglio, per i “Duemila” è infatti tutto diverso.

Ma “1992 sulle strade di Falcone e Borsellino” è molto di più: è una mappa letteraria che vi accompagna capitolo per capitolo a scoprire i luoghi dove sono nati e vissuti i due magistrati; un testo da sottolineare e da evidenziare, pensato con un desiderio: vedere, accanto alle parole dell’autore, quelle dei lettori, scritte a mano ai margini delle pagine. Uno Stato che abbandonò i due magistrati già negli anni del Maxiprocesso quando consegnò loro un’impermeabile antiproiettile che messo alla prova dei fatti dalla scorta di Falcone finì sforacchiato.

Ciclostaffetta: L’agenda ritrovata

L’agenda rossa del magistrato Paolo Borsellino è sparita misteriosamente subito dopo l’attentato di stampo mafioso del 19 luglio 1992 in cui lui perse la vita. Un documento importante che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone.
Che fine avrà fatto? Cosa c’era scritto? Chi ce l’ha?
Tutta l’Italia se l’è chiesto e se lo chiede ancora perché a queste domande non sono mai state date risposte.
L’AGENDA RITROVATA, per commemorare il venticinquesimo della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta, si propone di dar vita ad un libro rosso che viaggerà di regione in regione, testimoniando che c’è un’Italia che non ha dimenticato e che vuole ricordare e raccontare quel che è successo.

Come si svolgerà

L’AGENDA RITROVATA attraverserà lo stivale sulle ruote di una bicicletta, percorrerà terreni scomodi, accidentati e tortuosi. Con una macchina sarebbe stato troppo semplice: ci vogliono fatica, impegno e determinazione per portare avanti delle idee e pedalare richiede tutte queste cose.
Un cammino fatto a tappe durante il quale
L’AGENDA RITROVATA percorrerà l’Italia e, come un testimone, passerà di mano in mano fino ad arrivare in Sicilia dove ci sarà la tappa conclusiva, il 19 luglio 2017.

Qui il progetto di Ciclostaffetta sul sito Oroblu

L’ultimo discorso di Borsellino: «È necessario che io ricordi a me stesso e a voi che sono un magistrato»

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Paolo Borsellino parla, il 25 giugno del 1992, ad un dibattito organizzato da Micromega alla Biblioteca comunale di Palermo. Il testo è tratto dal sito 19luglio1992.com. Qui un video del suo intervento nel dibattito, che è riportato in forma integrale da Radio Radicale.

«Io sono venuto questa sera soprattutto per ascoltare. Purtroppo ragioni di lavoro mi hanno costretto ad arrivare in ritardo e credo mi costringeranno ad allontanarmi prima che questa riunione finisca. Sono venuto soprattutto per ascoltare perché ritengo che mai come in questo momento sia necessario che io ricordi a me stesso e ricordi a voi che sono un magistrato. E poiché sono un magistrato devo essere anche cosciente che il mio primo dovere non è quello di utilizzare le mie opinioni e le mie conoscenze partecipando a convegni e dibattiti ma quello di utilizzare le mie opinioni e le mie conoscenze nel mio lavoro.

Continua a leggere il discorso di Paolo Borsellino trascritto su L’Inkiesta

Che ne sanno i Duemila di Falcone e Borsellino?

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Per i millennials, Falcone e Borsellino sono semplici vie o piazze. Non hanno memoria di quanto è accaduto nel 1992 e non ne sanno la storia. Un maestro elementare ha scritto un libro per loro, per consegnare a chi 25 anni fa non era ancora nato la consapevolezza di quanto questi anni non siano trascorsi invano: «Lo Stato non ha ancora vinto la lotta contro la mafia, ma i palermitani sì»

Leggi l’articolo di Sara De Carli su Vita

Palermo, staccata la testa del busto di Falcone davanti alla scuola dello Zen

Palermo, staccata la testa del busto di Falcone davanti alla scuola dello Zen

Vandali hanno distrutto la statua dedicata al magistrato e l’hanno usata come ariete per rompere il portone dell’istituto. La dirigente: “Sono sconfortata”. Gentiloni: “Esibizione di vigliaccheria”. La ministra Fedeli: “Sarà subito restaurata”. La sorella Maria: “Non ci arrenderemo, ma serve più sicurezza”. Bruciata un’immagine del giudice davanti a un’altra scuola

Leggi l’articolo di ROMINA MARCECA su Repubblica

La storia del depistaggio su Via D’Amelio

Palermo, strage di via D'Amelio in cui perse la vita il giudice Borsellino

Il 23 maggio scorso, in occasione del 25esimo anniversario della strage di Capaci, la RAI ha organizzato un “evento” per ricordare i tre eroi nazionali, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia insieme alle loro scorte in due successivi attentati nel 1992: il primo sull’autostrada all’altezza di Capaci, vicino a Palermo, dove fu fatta esplodere l’auto del magistrato Giovanni Falcone uccidendo lui e sua moglie, anche lei magistrato, e tre uomini della scorta; il secondo a Palermo in via D’Amelio, dove un’altra esplosione uccise il magistrato Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta.

La serata televisiva è stata guidata da Fabio Fazio che si è avvalso di molti contributi di personaggi famosi. I contatti televisivi sono stati 13 milioni, a dimostrazione dell’affetto che gli italiani continuano ad avere per i loro eroi uccisi, e ha scontato, come spesso accade in queste rievocazioni, la retorica e l’autoglorificazione delle cariche presenti che hanno assicurato: “non sono morti invano, non accadrà mai più”.