Monthly Archives: luglio 2017

Acqua, terra, fuoco, aria: come possiamo imparare a proteggerli? Ascolta la puntata

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Chiudiamo la settimana tornando sul tema dell’ambiente. Quanto le nostre buone pratiche possono davvero contribuire ad arginare le emergenze di questi giorni? Quali sono le vostre abitudini?

Gli ospiti del 28 luglio 2017

Ulisse Piddiu, pensionato di Carbonia

Fulco Pratesi, fondatore del WWF Italia, di cui è ora presidente onorario

Carlo Rienzi, presidente nazionale del CODACONS 

Mario Deaglio, economista, scrive oggi su La Stampa l’articolo Siccità, ecco la genesi economica 

Erasmo D’Angelis, capo dell’unità di missione del governo Italia Sicura

Antonella Tarpino, studiosa delle memorie e del paesaggio, autrice per Einaudi del libro Il paesaggio fragile, l’Italia vista dai margini e Spaesati, luoghi dell’Italia in abbandono fra memoria e futuro

Ascolta la puntata 

 

La piazza della Città 

 

Home, il documentario che ci racconta dove viviamo

Home è un documentario sull’ambiente e sul cambiamento climatico, girato da Yann Arthus-Bertrand e prodotto da Luc Besson. È stato diffuso il 5 giugno 2009 in contemporanea nelle sale cinematografiche di oltre 50 paesi, in concomitanza con la giornata mondiale dell’ambiente.

È stato tradotto in 14 lingue ed è disponibile gratuitamente su You Tube e in DVD formato Blu-ray, prodotto dalla 20th Century Fox.

Il regista ha tenuto a precisare che “i vantaggi di questo film non devono essere conteggiati in denaro, ma in ascolti”.

Quando i costi di produzione saranno stati completamente coperti, tutti gli ulteriori proventi verranno devoluti alla Good Planet Company.

Clicca qui per guardare il documentario 

Il mondo è fatto a gocce

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Costa troppo poco, vale tanto, e ne si spreca troppa. Stiamo parlando dell’acqua. Ogni minuto un rubinetto che gocciola può perdere 90 gocce, pari a 4.000 litri in un anno, mentre da un rubinetto aperto possono uscire 8/10 litri d’acqua. In questa estate segnata dall’emergenza siccità, dagli incendi e dalla progressiva riduzione delle portate di fiumi e falde, ci si accorge di quanto l’acqua sia un bene prezioso e vitale e di come l’attuale modello di gestione della risorsa idrica non sia sostenibile: da quello urbano a quello domestico per arrivare a quello agricolo. Eppure contribuire al risparmio idrico non è una sfida impossibile, ma una scommessa che si può vincere attraverso un impegno comune coinvolgendo le città, il mondo agricolo e i cittadini che possono fare davvero al differenza.

Legambiente è convinta che ogni piccolo gesto è utile allo scopo, per questo con il manuale “Il mondo è fatto di gocce” raccoglie e sintetizza una serie di soluzioni utili per ridurre i consumi idrici urbani, domestici e quelli legati all’agricoltura: consigli che vanno dall’ammodernamento degli acquedotti all’utilizzo di tetti verdi e giardini pensili in città per l’accumulo e il recupero delle acque piovane, dal ripensamento delle tecniche irrigue sia in agricoltura sia nelle aree verdi urbane al recupero e riutilizzo delle acque grigie (quelle che provengono da lavabi e docce) depurate. E poi condomini 2.0, edilizia sostenibile e regolamenti edilizi che puntano sempre di più al risparmio idrico, senza dimenticare una buona dose di buon senso quotidiano, fatto di scelte semplici ed efficaci come l’utilizzare ad esempio riduttori di flusso applicabili facilmente ai rubinetti, scegliendo elettrodomestici a basso consumo idrico, e optando per uno stile di vita attento all’ambiente e sempre più sostenibile che passi anche dalla tavola e dalla dieta mediterranea. Sono questi per Legambiente gli “ingredienti” fondamentali per fronteggiare la crisi idrica e ripensare nelle città italiane ad un nuovo modello di gestione sostenibile e pubblica dell’acqua, in grado di coniugare sostenibilità, innovazione, rispetto del territorio e partecipazione attiva. Soluzioni però che devono essere messe a sistema, accompagnate da un cambio culturale e da campagne di informazione e sensibilizzazione.

Continua a leggere l’articolo su La Nuova Ecologia

Qui puoi scaricare il dossier di Legambiente sull’oro blu

Sull’onda dei rifiuti

Il fotografo Zak Noyle è specializzato in surf, e di spazzatura in mare ne ha vista tanta. Ma ciò che ha scoperto nel 2012 lavorando al largo della costa di Giava, in Indonesia, lo ha sconvolto. Fotografando il surfista locale Dede Suryana (a destra), Noyle si è trovato letteralmente immerso in un mare di rifiuti. «Ero esterrefatto», dice. «Ho pensato che mi sarei trovato davanti un cadavere da un momento all’altro».

Ogni anno, secondo un rapporto del 2015, finiscono in mare circa otto milioni di tonnellate di plastica. E nell’elenco dei paesi di provenienza di tutta questa spazzatura primeggiano, nell’ordine, Cina, Filippine e Indonesia.

Ma vedere forti concentrazioni di rifiuti in mare è comune, non solo nel Sud-Est asiatico, spiega il biologo marino Nicholas Mallos, che gestisce il programma Trash Free Seas (mari liberi dai rifiuti) dell’ONG Ocean Conservancy. «Accumuli come questi sono la norma», dice Mallos, soprattutto in paesi in via di sviluppo dove c’è «una classe media in crescita nelle zone costiere, con un incremento dei consumi ma nessun miglioramento nella gestione dei rifiuti».

Quello dei rifiuti è senza dubbio un problema globale, ma Mallos rimane fiducioso. Negli Stati Uniti, per esempio, nel 2016 gli elettori della California hanno confermato il bando ai sacchetti di plastica in tutto lo stato. E in Indonesia, dice, c’è una nuova consapevolezza: «Ci sono soggetti impegnati pronti a intensificare gli sforzi e ad affrontare i problemi». Forse la marea sta per cambiare?

Guarda la foto di Zak Noyle sul sito di National Geographic

Come evitare gli sprechi di acqua

Per evitare gli sprechi di acqua e contribuire a proteggere uno dei beni più essenziali per la sopravvivenza, ciascuno di noi può dare un piccolo contributo: basta mettere in atto un comportamento ecologicamente responsabile, giorno dopo giorno.

In questa guida illustreremo alcuni suggerimenti importanti per consumare meno acqua sia in casa che in giardino. Si tratta di acquisire  piccole nuove abitudini che vi faranno risparmiare sulla bolletta dell’acqua.

Come evitare gli sprechi di acqua, suggerimenti utili

  • Si sa, l’acqua della doccia non esce mai subito calda; questo significa spreco di acqua, pertanto mentre l’acqua scorre in attesa che si riscaldi, raccoglietela in un secchio. La potrete utilizzare per innaffiare le piante o per il wc
  • Mentre vi lavate i denti chiudete il rubinetto, non ha senso sprecare litri d’acqua per dedicarci ad un’azione quotidiana
  • Stessa regola anche quando vi insaponate, sia che si tratti del viso, delle mani o del corpo sotto la doccia; usate l’acqua solo all’occorrenza

Continua a leggere i consigli di Idee Green

L’ultimo giorno di Roma con l’acqua

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A Roma si stanno per chiudere i rubinetti. E sulla crisi idrica della Capitale si è aperto anche un fronte giudiziario: ieri i carabinieri hanno perquisito la sede di Acea e il presidente di Acea Ato2 Paolo Saccani ha ricevuto un avviso di garanzia per «inquinamento ambientale colposo».

In questa partita ieri è scesa in campo la magistratura, con due iniziative negative per Acea. I carabinieri del Nucleo operativo ecologico della Capitale, su mandato della procura di Civitavecchia, hanno infatti perquisito la sede aziendale per prelevare documenti sulle «captazioni» dal lago. Ed è giunto un avviso di garanzia per Saccani, a seguito di due denunce presentate da un parlamentare e da alcuni sindaci delle aree intorno al lago. L’accusa: i prelievi esagerati hanno danneggiato l’ecosistema del lago di Bracciano. Un atto dovuto e previsto, secondo l’azienda. Ma, come se non bastasse, il Tribunale delle Acque ha bocciato il ricorso di Acea contro la decisione della Regione Lazio di vietare le captazioni a Bracciano da domani.

L’uomo ha prodotto 8,3 miliardi di tonnellate di plastica (finora)

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Si pensi ad un miliardo di elefanti, oppure, se si vuole, a 80 milioni di balenottera azzurra o ancora a 822.000 Torri Eiffel: se queste rappresentazione sono possibili da immaginare, ciascuna di esse ci dice la quantità di plastica prodotta dall’uomo dalla sua invenzione, avvenuta attorno agli Anni Cinquanta del secolo scorso.

Secondo uno studio pubblicato su Science Advances infatti, la quantità di plastica prodotta in circa 60 anni è stata di 8 miliardi e 300 milioni di tonnellate.

A questa conclusione è giunto un gruppo di ricercatori della University of Georgia, della University of California e della Santa Barbara and Sea Education Association. I ricercatori hanno analizzato la produzione, l’uso e il destino della plastica che è stato fatto in questo periodo.

SCARTI E RICICLO. Dell’ammontare di plastica prodotta in tutti questi anni, 2 miliardi di tonnellate sono ancora utilizzate, mentre 6,3 miliardi di tonnellate sono già diventati uno scarto: di questo solo il 9% è stato riciclato (un’inezia), il 12% incenerito e il 79% è finito nell’ambiente terrestre e marino.

Leggi l’approfondimento su Focus

Ulisse, 68 anni, pensionato: chi è il sardo che ha dato una lezione alla turista per l’olio di tonno in mare

Ulisse Piddiu, il video della sua sfuriata contro la turista che ha sciacquato una scatoletta di tonno in mare sul sito del «Corriere» è stato visto oltre 400 mila volte.

Quando ha scoperto di essere diventato famoso? 
«Appena tornato a casa. Avevo ancora il cappello di paglia in testa e la sdraietta del mare in mano. Mi ha suonato un vicino. Mi ha mostrato il telefonino e mi ha detto: “Ma sei tu?”».

Ma la signora alla fine si è scusata? 
«No. Ha continuato a prendere il sole tranquilla. Ci tenevo a farle capire bene il mio punto di vista, ma ero in ritardo per il coro. Sa, sono tenore nel coro polifonico di Carbonia. Dovrebbe venire a sentirci una volta. Siamo bravi».

Non era la prima volta che assisteva a episodi simili, immagino. 
«Macché. In 68 anni ne ho viste tante. Appena due giorni prima due ragazzi hanno sotterrato dei resti di ricci sotto la sabbia. E un sacco di gente poi si è punta con le spine».

Continua a leggere l’intervista a Ulisse Piddiu sul Corriere della Sera 

Regione Lazio, i nuovi bandi per il trattamento dei rifiuti

Presentati oggi dal presidente, Nicola Zingaretti e dall’Assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti, Mauro Buschini, i due nuovi bandi rivolti ai comuni per finanziare le isole ecologiche e il compostaggio. All’incontro hanno partecipato anche tanti sindaci da tutto il Lazio.

Impianti innovativi e sicuri per trattare i rifiuti differenziati e ricavare il compost: dalla terra alla terra, la Regione sostiene in prima linea lo sviluppo di un sistema moderno e a KM0. I due bandi, per complessivi 57,6 mln di euro, daranno un aiuto concreto ai comuni su due grandi innovazioni:

  • la realizzazione dei centri di raccolta e delle isole ecologiche, che finanziamo con 21,7 milioni;
  • le misure a favore delle attività di compostaggio e autocompostaggio, che finanziamo con 35,9 milioni.

Come funzionano i bandi? Saranno i comuni stessi, anche in forma associata, a presentare i progetti. Entriamo in una fase nuova, avvicinandoci alle migliori esperienze europee e mondiali nella gestione dei rifiuti, tutte sempre più indirizzate verso una rete diffusa di piccoli impianti non impattanti e verso la chiusura del ciclo. Con questo intervento si stima che i comuni – grazie al risparmio prodotto dalla gestione virtuosa dei rifiuti – potranno ridurre la tassa sui rifiuti fino al 15%. È la prova del fatto che se si interviene strutturalmente con l’innovazione, i vantaggi sono per l’intera comunità.

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