I robot non ci sostituiranno (perché i nostri stipendi saranno sempre più bassi)

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Non solo sociologi ed economisti. Negli Stati Uniti, dove l’automazione viaggia a velocità più spedita rispetto all’Europa, anche molti di quelli che investono e fanno soldi con robot, software e intelligenza artificiale si stanno interrogando su che cosa accadrà in un mondo non troppo lontano, quando le macchine faranno gran parte del lavoro umano. Proponendo soluzioni diverse, da un reddito universale di base a specifiche assicurazioni per i lavoratori “sostituiti”.

Nel corso di un panel sul futuro del lavoro tenuto alla NYU Stern School of Business a fine aprile, è intervenuto Albert Wenger, partner dello Union Square Ventures, fondo di venture capital che ha investito in imprese come Twitter e Tumblr. Secondo Wenger – come racconta Quartz – gli uomini continueranno ad avere un vantaggio competitivo rispetto a robot e algoritmi. Quale? Verranno pagati sempre meno. «Penso che la piena automazione sia una grande chimera», ha detto. «Quello che sta accadendo a molti lavori è che le competenze richieste per svolgerli sono sempre più basse». Diversamente da quanto si dice, secondo Wenger a rischio non è solo il lavoro poco qualificato ma anche quello più specializzato.

Leggi Lidia Baratta su L’Inkiesta

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  • Negli Stati Uniti, dove l automazione viaggia a velocit pi spedita rispetto all Europa, anche molti di quelli che investono e fanno soldi con robot, software e intelligenza artificiale si stanno interrogando su che cosa accadr in un mondo non troppo lontano, quando le macchine faranno gran parte del lavoro umano.

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