I robot non potranno fare tutti i lavori al posto nostro

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Liberi dalla prospettiva della rielezione, i presidenti uscenti tendono a usare i loro ultimi discorsi per metterci in guardia dalle questioni che, secondo loro, rappresentano una minaccia per la società. George Washington parlò dei mali del debito eccessivo. Dwight Eisenhower denunciò il potere dell’industria militare.

Il presidente Barack Obama, nel suo ultimo discorso a Chicago, ha identificato un solo pericolo per quanto riguarda l’economia: “La prossima ondata di delocalizzazione non arriverà dall’esterno”, ha detto, “ma dall’avanzata inarrestabile dell’automazione, che renderà obsoleti molti buoni posti di lavoro tipici della classe media”.

Barack Obama ha dato voce a una paura che è comune a molte persone in tutto il mondo, e cioè che in futuro i robot svolgeranno tutti i nostri lavori.

Alcuni studi alimentano questa paura: da una ricerca è emerso che l’impiego di mezzi elettronici che escludono il controllo degli esseri umani minaccerà circa il 47 per cento dei posti di lavoro negli Stati Uniti e l’85 per cento nel resto del mondo. Secondo alcuni economisti, però, questa visione dell’automazione è parziale.

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