Dobbiamo smettere di considerare normale lo «sballo»

Ci sbalordisce la morte di una ragazza di 16 anni per una pasticca di ecstasy. Proviamo stupore, insieme con il dolore. Ma come, morire per una pillola, che gira ovunque nelle notti della movida, che serve solo a divertirsi un po’ di più. Morire per una sostanza che forse una volta o due ha preso anche nostro figlio? Il fatto è che la nostra soglia di tolleranza sulle droghe si è abbassata. Abbiamo smesso di credere che tutte le sostanze psicotrope, tutte, facciano male, quale più quale meno, a chi più a chi meno, ma nessuna esclusa. Abbiamo fatto nostra una distinzione che proviene da un’epoca lontana, quella tra droghe «leggere» e «pesanti», e che forse non ha più riscontro né nelle logiche del mercato né in quelle dei ragazzi che ne fanno uso. Di conseguenza la nostra cultura ha abbassato la guardia, ha preso ad accettare come normale la voglia dei giovani di «sballare», di tanto in tanto: «a scopo ricreativo», diciamo con un eufemismo.

Antonio Polito sul Corriere della Sera

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Un commento

  • è uscito dagli anni ’50, Polito? il problema è opposto. il problema è proprio che ancora si fa di ogni sostanza un fascio. e i ragazzi, disinformati, finiscono per ignorare gli “al lupo al lupo” che arrivano tanto per le droghe innocue che per quelle pericolose.

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