Monthly Archives: agosto 2017

Lavoro tra flessibilità e precarietà. Ascolta la puntata

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Lavoro: qual è la differenza tra flessibilità e precarietà? Perché continuiamo a equivocarle? E poi, perché siamo indietro su tutte le statistiche che riguardano creatività e formazione? Aspettiamo le vostre storie, esperienze e vostre opinioni su lavoro, flessibilità, innovazione e creatività

Gli ospiti del 4 agosto 2017

Gianfranco Viesti, insegna Economia applicata all’Università di Bari, tra i suoi libri citiamo Università in declino. Un’indagine sugli atenei da Nord a Sud (Donzelli, 2016). Tra gli altri Più lavoro, più talenti. Giovani, donne, sud. Le risposte alla crisi (Donzelli, 2010); quello firmato insieme a Dario Di Vico Cacciavite, robot e tablet. Come far ripartire le imprese (Il Mulino, 2014)

Stefano Scarpettadirettore della direzione del Lavoro e delle Politiche Sociali dell’Ocse

Massimo Marcuccio. pedagogista del Dipartimento di Scienze Dell’Educazione dell’Università di Bologna

Gianpaolo Manzella si occupa di politiche per l’innovazione e per le startup, di industrie culturali e creative ha scritto L’economia arancione. Storie e politiche della creatività (Rubettino, 2017)

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La Piazza con gli ascoltatori

Formazione in Europa e nuovi posti di lavoro

Gli Stati dell’Unione Europea sono responsabili dei propri sistemi educativi e formativi. A livello comunitario si  fissano obiettivi e si favorisce lo scambio di buone pratiche. Così ad esempio la Commissione europea con il programma ErasmusPlus, che ha un bilancio totale di 14,7 miliardi di euro,  punta ad affrontare il problema della disoccupazione giovanile migliorando le competenze e prospettive professionali dei giovani. Il programma aiuta più di 125mila organizzazioni a collaborare con altre all’estero per innovare e modernizzare la formazione e la didattica con attività anche socioeducative.

Continua a leggere su AffarItaliani l’articolo di Cinzia Boschiero

Ecco le tre migliori app per cercare lavoro

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Leggi su Itechmania.it

Secondo l’istituto di statistica il precariato è più alto tra gli under 35 e le donne

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“L’occupazione atipica al primo lavoro è diffusa anche per titoli di studio secondari superiori o universitari e cresce all’aumentare del titolo di studio, essendo pari al 21,2% per chi ha concluso la scuola dell’obbligo e al 35,4% per chi ha conseguito un titolo di studio universitario”. Lo ha spiegato il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, nel corso di un’audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera.

Alleva fa notare come il fenomeno del precariato sia più marcato per alcune fasce d’età, tra cui gli under 35 e le donne: “Il lavoro atipico è più diffuso tra i giovani di 15-34 anni, tra i quali circa un occupato su quattro svolge un lavoro a termine o una collaborazione (quasi una su tre per le donne). Questa forma di lavoro riguarda tuttavia anche gli adulti e i soggetti con responsabilità familiari: nel 2016 un terzo degli atipici ha tra 35 e 49 anni, con un’incidenza sul totale degli occupati dell’8,9%; tra le donne il 41,5% delle occupate con lavoro atipico è madre”.

Continua a leggere sull’Huffington Post

Verso il “lavoro del futuro”

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Nuove sfide attendono le imprese e i lavoratori. Nella futura organizzazione del lavoro sarà essenziale non solo attrarre e trattenere le figure centrali, ma anche traghettare il capitale umano verso la trasformazione digitale, assicurando il passaggio generazionale e il mantenimento del know how. Due i fattori di successo: competenze e flessibilità. Sul primo versante un ruolo fondamentale sarà svolto dalla formazione on the job; sul secondo, il driver della rivoluzione, la differenza la faranno i nuovi strumenti di impiego, ossia quelli in grado di valorizzare le persone: quali?

Le sfide derivanti dalle trasformazioni in atto aprono nuovi scenari in termini di organizzazione del lavoro che non sono più trascurabili. Il capitale umano resterà la leva principale per contrastare l’inevitabile obsolescenza dei processi industriali che non saranno in grado di rinnovarsi e di riconvertirsi sotto lo stimolo delle sollecitazioni derivanti dalla “digital trasformation” che sta rivoluzionando tutti i settori.

XVII Rapporto sulla Formazione Continua in Italia

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Il Rapporto annuale sulla Formazione continua consente di avere una visione di insieme delle dimensioni assunte in Italia dal fenomeno dell’apprendimento permanente, finalizzato alla crescita delle competenze professionali e del capitale umano, e della sua diffusione nelle aziende e nei luoghi di lavoro, così come dell’evoluzione del quadro delle misure di sostegno e delle opportunità esistenti per i lavoratori e le imprese. Il Rapporto è stato realizzato, come ogni anno (sin dalla sua prima edizione nel 2000), dall’Isfol1 , per la Relazione sulla formazione continua in Italia ex lege 144/99 art. 66, che viene presentata dal Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e trasmessa alla Camera dei Deputati, divenendo atto parlamentare della legislatura corrente.

Clicca qui per vedere l’infografica dell’Inapp