Monthly Archives: agosto 2017

Cosa succede in Africa? Ascolta la puntata

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Il tema più dibattuto in queste settimane continua ad essere quello dei migranti. Saverio, che chiama dalla Puglia, ci dice: noi abbiamo assorbito gli albanesi, c’è stato dato modo di conoscere quel popolo. Ora non è che non vogliamo i migranti che vengono dall’Africa, è che non li conosciamo, non sappiamo da dove arrivano, cosa succede nei loro paesi. Come conoscere meglio questi luoghi complicati? Cosa succede in Africa e quali sono le strumentalizzazioni attraverso le quali, troppo spesso, ci viene raccontata? Cosa dobbiamo sapere prima di prendere posizione e per imparare ad accogliere?

Gli ospiti del 7 agosto 2017

Enzo Nucci, corrispondente Rai da Nairobi

Jean Leonard Touadiafricanista, docente di Geografia dello sviluppo in Africa all’Università di Tor Vergata e per l’ISPI

Fortuna Ekutsu Mambulu, esperto in comunicazione interculturale, già conduttore di Afriradio.it

Cleophas Adrien Diomaoriginario del Burkina Faso, Presidente dell’associazione culturale Le Reseau, direttore del festival, Ottobre Africano

Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, il suo ultimo libro è Il ritorno delle tribù (Rizzoli, 2017)

Andrea Di Consoli, scrittore, giornalista, autore del Caffè di Rai1

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Gli esperimenti con le elezioni in Kenya

Il Kenya è uno dei più importanti paesi dell’Africa, il settimo più popolato e quello economicamente più forte nell’area del Corno d’Africa. Negli anni scorsi le elezioni keniane sono state eventi spesso drammatici: nel 2007 furono seguite da violenti scontri che causarono la morte di almeno 1.300 persone e ci furono accuse di brogli (lo stesso avvenne nel 2013). L’attuale presidente Uhuru Kenyatta vinse con il 50,51 per cento al primo turno, anche se in molti – compreso il suo rivale Raila Odinga, che già allora era suo avversario – non credettero alla validità dei risultati elettorali. In occasione delle elezioni del 2017, il governo ha deciso di prendere delle contromisure, per evitare accuse e violenze. Si è rivolto a Safran, un’azienda francese specializzata in tecnologie aerospaziali, e ha distribuito nel paese 45mila tablet equipaggiati per fare l’identificazione biometrica degli elettori, cioè per riconoscerne l’identità partendo dalle impronte digitali. Circa 360mila funzionari sono stati addestrati per far funzionare i tablet e sorvegliare le operazioni di identificazione.

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Tre voti e altri processi in corso. Nelle viscere d’Africa

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Le consultazioni elettorali africane non fanno notizia. Eppure dovrebbero rappresentare un fattore di grande interesse per l’opinione pubblica europea. Dibattere sulla questione migratoria prescindendo dall’evoluzione dei processi politici africani è illogico. Ecco perché lo svolgimento e l’esito finale delle elezioni di questi giorni in Senegal (30 luglio), in Ruanda (4 agosto) e in Kenya (8 agosto) dovrebbero essere presi in attenta considerazione. Si tratta di verificare fino a che punto sia avvenuta una riappropriazione del destino collettivo da parte degli elettori, unitamente a una maggiore libertà politica, di espressione e di partecipazione.

Continua a leggere Giulio Albanese su Avvenire

C’è l’Africa nel nostro futuro

C’è l’Africa nel nostro futuro

La scorsa settimana su questo nostro settimanale Bernardo Valli ha esaminato la situazione dell’Europa e del pianeta da due punti di vista: la crescita o la diminuzione degli abitanti delle varie nazioni ed anche il loro invecchiamento o ringiovanimento. Secondo i dati e le valutazioni che Valli ha preso in considerazione, chi sta peggio di tutti è la Germania che diminuisce e invecchia. Invece chi sta meglio è l’Africa: cresce e ringiovanisce. Naturalmente questi fenomeni, che dureranno almeno cinquant’anni, possono cambiare all’improvviso; queste valutazioni dimostrano una tendenza ma non affermano una certezza. Però servono ad ispirare certe politiche sociali, economiche e perfino religiose.

Ho richiamato questo interessantissimo intervento di Valli perché mi induce a considerare l’Africa e – per quanto possiamo sapere – la sua storia, parte integrante della storia del nostro intero pianeta. Da un insieme di ricerche dei più grandi scienziati, a cominciare dall’epoca di Esiodo che mescolava il mito con la scienza e con la religione, fino ad Einstein, a Max Planck e all’epoca dei “Quanti”, l’Africa è il continente che più degli altri ha modificato non certo il nostro universo, ma il nostro pianeta. In che modo? Staccarsi dal resto delle terre e quindi la configurazione dei mari così come finora li abbiamo conosciuti.

Eugenio Scalfari su L’Espresso

Africa, guerra all’umanità

Trenta milioni di persone intorno al bacino del Lago Ciad, in Sud Sudan e nel Corno d’Africa rischiano letteralmente di morire di fame e tra loro ci sono 1,5 milioni di bambini, che potrebbero essere tra le prime vittime di malnutrizione e malattie correlate. Una carestia – che non ha precedenti dalla fine della seconda guerra mondiale – causata da siccità, guerre e persecuzioni, che generano a loro volta epidemie, esodi di massa, morte. Esempi dell’impatto, che l’uomo può avere su stesso e i propri simili. Crisi che quindi non sono inevitabili, e che dipendono prima di tutto dall’azione umana. Un abisso inaccettabile, in cui diviene quasi “normale”, per esempio, che una madre dorma a terra all’aperto con i propri figli, senza cibo e acqua, temendo per di più per la propria vita e della sua famiglia. È quello che succede nel nord-est della Nigeria, come lo raccontano gli operatori di Oxfam, che grazie al loro lavoro quotidiano hanno già raggiunto oltre 300 mila persone stremate e bisognose di ogni cosa. Intere comunità costrette ad abbandonare le loro case mentre cercano sicurezza, cibo, acqua pulita in mezzo al conflitto in corso tra Boko Haram e il governo. Basti pensare che gli attacchi quasi quotidiani – nell’area stretta tra Nigeria, Niger, Camerun e Chad – hanno già costretto 2,3 milioni di persone a lasciarsi un’intera vita alle spalle. Che migliaia di persone sono morte e moltissimi erano bambini.

 

Roberto Barbieri su Huffington Post

Perché l’Europa non deve temere l’Africa

DAL CONFRONTO tra i cinque continenti, sia dalla loro estensione territoriale e sia dal numero degli abitanti e dalla loro età, emergono alcune considerazioni che vanno tenute presenti per quanto riguarda la storia del prossimo futuro. L’Asia è il continente più esteso e il più popoloso. L’età media è variabile da regione a regione, ma complessivamente non invecchia né ringiovanisce, è stabile. Gli abitanti sono 4 miliardi e 436 mila e il territorio è di 44 milioni e 580 mila chilometri quadrati. L’Europa è il continente territorialmente più piccolo: 10 milioni e 180 mila chilometri quadrati con una popolazione di 749 milioni di abitanti. Infine è molto interessante l’Africa, con 30 milioni e 370 chilometri quadrati e una popolazione di un miliardo e 216 milioni di abitanti. L’invecchiamento è molto scarso e la crescita demografica molto elevata.

Eugenio Scalfari su Repubblica