Monthly Archives: agosto 2017

Scuola e sperimentazione: il diploma in 4 anni è un vantaggio? Ascolta la puntata

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Universo scuola: un mondo sempre in subbuglio e da cinquant’anni attraversato da riforme e proteste. Stamane ha telefonato un insegnante preoccupato per l’annuncio fatto ieri sulla sperimentazione: accorciare il percorso scolastico da cinque a quattro anni. In cosa consiste questa sperimentazione? È un anno guadagnato per entrare prima nel mondo del lavoro? Quali saranno vantaggi e quali limiti?

Gli ospiti dell’8 agosto 2017

Carmela Palumbo, direttore generale Ordinamenti del Miur per la valutazione del sistema nazionale di Istruzione

Eleonora Fortunato, direttore editoriale di Orizzonte Scuola, rivista online di informazione per il personale scolastico 

Andrea Gavosto, Direttore della Fondazione Agnelli

Fabrizio Dal Passo docente di Storia Moderna all’Università La Sapienza, auditor Commissione Europea sui fondi all’Istruzione. Sta per uscire il suo libro “Storia dell’educazione in Italia (1848-2017)” NovaLogos editore

Maria Pia Veladiano, scrittrice e insegnante di lettere, preside dal 2011, autrice di La vita accanto, Il tempo è un dio breve (Einaudi) e Parole di scuola (Erikson), collabora con Repubblica. Uscirà ad ottobre il suo prossimo libro per Guanda dal titolo “Lei”

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Un breve excursus storico sui principali cambiamenti in materia di scuola

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Di seguito vengono riproposte le principali tappe dell’iter legislativo scolastico. Le tappe sono molto sintetiche e non esaustive.

1859 – Legge Casati

Legge del Regno d’Italia, estesa nel 1861 al territorio nazionale, introduce la gratuità del l’istruzione elementare costituita da due gradi di due anni ciascuno.

Nel primo grado bisognava imparare a leggere, scrivere e far di conto ed era previsto l’insegnamento religioso.

Fine Ottocento – La visione positivistica della scuola

Forte delle teorie del pedagogista Pasquale Villari (1826-1917), la scuola assume i seguenti caratteri ispirati al positivismo:

– applicazione del metodo scientifico alla pedagogia,

– importanza della didattica,

– valorizzazione delle discipline scientifiche,

– laicizzazione dell’insegnamento.

1923 – Riforma Gentile

– La pedagogia diventa una scienza.

– La scuola è luogo di formazione spirituale e non tiene conto dei bisogni dell’individuo.

– Favorisce l’istruzione classica, in quanto unica via che conduce alla libertà della ragione.

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Liceo in 4 anni? Insegnanti e pedagogisti criticano la norma

Spunti per una prima riflessione da parte della commissione scuola APEI (Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani) in merito al recente decreto della min. Fedeli sulla sperimentazione dei “licei brevi”

Pur valutando positivamente una possibile equiparazione ai tempi dei percorsi scolastici previsti in altri Paesi europei – che li vedevano avvantaggiati rispetto alla durata della formazione scolastica – noi insegnanti della commissione scuola APEI ci chiediamo prioritariamente:

1 – Quali garanzie verranno fornite per assicurare le pari opportunità per tutti, sia rispetto alla tipologia dell’istituzione scolastica (licei, istituti tecnici e professionali) sia rispetto agli studenti ai quali viene offerta l’opportunità del percorso quadriennale (e, quindi, l’ingresso “anticipato” nel percorso universitario e nel mondo del lavoro)?

2 – Con quali criteri verranno selezionati gli studenti nel caso ci sia un eccesso di richiesta: solo i più meritevoli dal punto di vista del profitto in uscita dalla scuola secondaria di 1 grado? Pensiamo che non sarebbe né equo né oggettivamente valido ai fini della valutazione del percorso quadriennale, in quanto non si terrebbe conto della reale composizione della popolazione scolastica.

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Liceo breve, fare 4 anni di scuola per anticipare il precariato a vita

Maturità in quattro anni, poi al lavoro o, per chi potrà, all’università. La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ieri ha firmato un decreto che avvia un «Piano nazionale di sperimentazione» che coinvolgerà dal 2018 in poi 100 classi in tutto il paese. Al momento la «sperimentazione» coinvolge solo 11 scuole, sei pubbliche e cinque paritarie, dunque al Nord, due al Centro, quattro al Sud, per un totale di 60 classi.

Sono numeri modesti quelli del «liceo breve», e la sperimentazione va presa per quello che è. Tuttavia ieri il decreto è stato presentato come l’anticipazione di una riforma auspicata da qualche anno a questa parte dagli ultimi titolari di Viale Trastevere. È la chiusura del cerchio della professionalizzazione dell’istruzione pubblica già segnata dall’obbligo dell’«alternanza scuola-lavoro»; della sostituzione dei saperi con le «competenze», in nome di un fantomatico allineamento della scuola italiana a quella «europea». Dove, invece, le soglie sono diverse e non esiste un orientamento omogeneo.

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Scuola, liceo in 4 anni: sperimentazione in 100 classi

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha firmato il decreto per il Piano nazionale di sperimentazione in 100 classi per il diploma in quattro anni. Il Piano coinvolgerà Licei e Istituti tecnici. Fino a oggi, 12 scuole hanno sperimentato percorsi quadriennali sulla base di progetti di istituto autorizzati di volta in volta dal ministero. Per rendere maggiormente valutabile l’efficacia della sperimentazione, viene previsto ora un bando nazionale, con criteri comuni per la presentazione dei progetti, per 100 classi sperimentali in tutta Italia che partiranno nell’anno scolastico 2018/2019.

L’avviso sarà pubblicato a fine mese sul sito del Miur e le scuole potranno fare domanda dall’1 al 30 settembre. Si potrà attivare una sola classe per scuola partecipante. Un’apposita Commissione tecnica valuterà le domande pervenute. Le proposte – possono candidarsi sia scuole statali che paritarie – dovranno distinguersi per un elevato livello di innovazione, in particolare per quanto riguarda l’articolazione e la rimodulazione dei piani di studio, per l’utilizzo delle tecnologie e delle attività laboratoriali nella didattica, per l’uso della metodologia Clil (lo studio di una disciplina in una lingua straniera), per i processi di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l’università e i percorsi terziari non accademici.

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