Monthly Archives: agosto 2017

Licata e abusivismo edilizio: quanto teniamo allo spazio pubblico? Ascolta la puntata

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Le telefonate di questa mattina ci portano a Licata, la cittadina siciliana il cui sindaco, Angelo Cambiano, noto per la sua lotta all’abusivismo, è stato sfiduciato dal suo consiglio comunale. La sua era una battaglia poco gradita. Questa storia è parte di un discorso più ampio sull’abusivismo in Italia. Come sta il nostro paese? Quanto difendiamo il nostro spazio pubblico?

Gli ospiti dell’11 agosto 2017

Angelo Cambiano, sindaco (sfiduciato) di Licata

Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente

Giuseppe Taibi  delegato FAI per Agrigento

Flavio Soriga scrittore

Roberta De Monticelli, filosofa, insegna Filosofia della Persona all’Università Vita-Salute San Raffaele. Tra i suoi libri La questione morale e La questione civile

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Scala dei Turchi, il belvedere ampliato al posto dell’ecomostro

Belvedere Scala dei Turchi, Agrigento, Cronaca

A due e tre chilometri di distanza, da un versante e dall’altro, su aree demaniali ma anche private, ci sono platee in cemento, scale e discese a mare, nonché gazebo in legno che occupano abusivamente e deturpano la costa Agrigentina: da Porto Empedocle a Siculiana Marina. Lo ha scoperto, nei giorni scorsi, dopo anni di indagine, denunciando 10 persone, mentre altrettante sono ancora in corso di identificazione, la Guardia di finanza.

Sulla panoramica Realmonte-Porto Empedocle, affacciandosi sulla Scala dei Turchi, però, c’è l’emblema del riscatto e della tutela del territorio: un belvedere nato dopo aver raso al suolo il simbolo dello scempio paesaggistico e dell’abusivismo: un ecomostro. Belvedere che ieri, dalla grandezza praticamente raddoppiata rispetto al giugno del 2016 quando venne inaugurato, ha avuto un nuovo taglio del nastro.

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L’Italia è una Repubblica fondata sul condono

L’Italia è una Repubblica fondata sul condono

Illustrazione di Giuseppe Fadda

Condono, sanatoria, concordato, definizione agevolata, emersione del sommerso, amnistia, indulto, indultino, prescrizione, rottamazione… I nomi cambiano con il passare dei governi, ma la sostanza è la stessa da decenni: in Italia vince l’impunità. Chi viola la legge rischia poco o nulla. Tanto arriva sempre una leggina successiva che perdona i disonesti. In tutti i paesi, anche i più civili, esistono casi di abusivismo edilizio, lavoro nero, evasione fiscale o corruzione, ma in Italia l’illegalità muove cifre enormi e fa parte del sistema-paese. Mentre lo Stato minaccia sanzioni severissime, sulla carta, ma poi si schiera sempre dalla parte dei furbi.

Quell’Italia fondata sul mattone selvaggio

Esiste un’Italia fondata sul mattone selvaggio. E’ quella dell’abusivismo edilizio, una piaga che secondo il Cresme, tra costruzioni ex novo e ampliamenti significativi, produce più di 20mila case ogni anno.  Una casa abusiva può costare anche la metà di una costruzione in regola, basti pensare che tutta la filiera ha un prezzo ridotto: i materiali acquistati in nero, la manodopera pagata in nero, zero spese alla voce sicurezza del cantiere.

È un fenomeno che devasta i luoghi più belli del Paese, manufatti che spesso rimangono allo stato incompiuto di scheletri, villette e alberghi che privatizzano interi pezzi di spiaggia, che sorgono in mezzo ai letti dei fiumi o in aree a rischio idrogeologico. E che si lega a doppio filo alle cave fuorilegge, alla movimentazione terra e al calcestruzzo e alle imprese dei clan. Perché il ciclo illegale del cemento non è solo il costruito dove non si può, ma è anche appalti truccati, opere dai costi esorbitanti per alimentare giri di mazzette, corruzione e speculazioni immobiliari con le carte truccate.

La distinzione tra l’operato delle famiglie mafiose tradizionali e quello dei sodalizi criminali tra grandi imprese e mala politica si è ormai fatta sempre più labile. Se non addirittura inesistente quando gli interessi si saldano e dal malaffare del cemento guadagnano tutti.

All’abusivismo edilizio Legambiente ha dedicato ABBATTI L’ABUSO, una campagna permanente che ha l’obiettivo di liberare il Paese dalle case illegali www.legambiente.it/abbattilabuso

Licata, cacciato il sindaco anti-abusivismo edilizio

“Credo che abbiano i numeri per sfiduciare”. Alle otto di sera di quello che è stato il suo ultimo giorno da sindaco, nell’aula del consiglio comunale di Licata, Angelo Cambiano, il sindaco “demolitore”, come lo hanno ribattezzato per la sua fermezza nel far abbattere case e ville dei suoi concittadini che sentenze ormai definitive hanno giudicato abusive, aveva già capito come sarebbe finita. Tre ore e mezzo dopo, il Consiglio comunale di Licata lo ha sfiduciato con 21 voti, uno in più  dei 20 che servivano.

Cambiano ha pagato cosi la sua lotta alle case abusive che da decenni occupano la fascia entro i 150 metri del litorale di Licata. “Mi accusano di non aver fatto arrivare al Comune risorse e finanziamenti, ma non è vero perché ho portato oltre 52 milioni di euro. Il vero motivo lo sanno tutti, qual è ma non hanno il coraggio di dirlo. Io me ne torno al mio mestiere di insegnante di matematica, ma la politica qui dovrà assumersi le sue responsabilità: quella di dire alla gente che un sindaco che fa niente di più che il suo dovere viene cacciato meno di due anni dopo l’inizio del suo mandato”. Cambiano ha parole dure anche nei confronti del candidato dei 5S alla presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri: ” Ha già detto che, in caso di vittoria, agli ‘abusivi per necessità’ non verrà demolita la casa: slogan elettorali solo per avere i voti degli abusivi”.

Alessandra Ziniti su Repubblica Palermo